"Ice Cream Excuse Me, I've Seen You Lookin' Good The Other Evening..." - [I Love You].
Sei diventato pazzo. Finalmente ci sei riuscito. Tutte quelle strane frequentazioni notturne con le più svariate sostanze. Valium. Alcool e Roypnol. LSD. Allucinogeni, sonniferi, oppiacei. Abuso persino del Vivin C. E adesso... la pazzia. No, non una banale sindrome dissociativa. No. Proprio una insana vena che pulsa nel cervello.
Trovi che vivere in campagna non sia poi così male. Le galline, il mangime, il brodo caldo a pranzo e i grilli la notte. Stronzate del genere. Sei grasso, pelato e vivi con tua madre in un altrove dimenticato da Dio. Ti specchi nel lago di piscio che il tuo golden retriever crea sul prato ogni mattina e torni con la mente al 1970. A quando, per la precisione, hai creato un barlume in mezzo ad un una crescente oscurità.
Eccolo, il super Rewind: sei sano (oddio, per lo meno più di ora...), bello, dannato, con i capelli a cespuglio, un filo di eyeliner sotto agli occhi e sei appena uscito da una delle più importanti band della storia.
Suoni senza schemi e continui a pensare che la tua chitarra su "Here I Go" è piuttosto scordata. Qualcuno, in futuro, penserà che si tratta di qualche strano accordo in settima e che sei un genio. No no... è proprio scordata. Sai già che in molti ti deruberanno, saccheggiando a piene mani dalla tua mente umida. Nessuno ti nominerà nelle interviste perchè "non è figo" citare come propria fonte d'ispirazione un pazzo con manie di persecuzione. Sarai uno dei più bei segreti tenuti nascosti dai musicisti con i capelli lunghi e la barba incolta. Fissi il tecnico del suono che, a sua volta, ti fissa immobile dall'altra parte del vetro. Guardi l'accendino per terra e sai già che lo userai come slide finger in "Late Night", perchè hai dimenticato quello vero a casa. Anzi no... lo farai perchè sei un genio e la gente presente stanotte dentro questa saletta affumicata comincia a rendersene conto, già da adesso. Per una volta glielo farai vedere tu a quel quattrocchi di Lennon chi è il vero schizzato megalomane. Sei tu il barlume più soffocante in questo preciso momento. Sei tu il tricheco. Sei tu "The Walrus". Eppure quella chitarra è proprio scordata. Stoni come non mai svariate volte e dentro a "If It's In You" tutto s'interrompe. La voce profonda di uno dei produttori invade la camera imbottita di piramidali e afferma che "Tutto ok...perfetto. Era Grande".
Sono le quattro del mattino e non dormi da tre giorni. Gilmour e Waters continuano a fissarti. Capisci tutto. Sono pazzi anche loro. Pieni d'iperspazio all'idrogeno. Strafatti e inconsapevoli. Addormentati ad occhi aperti di fronte alla affascinante e asimmetrica scultura sonora che sta prendendo forma. Stop.
Fast Forward: campagna rurale, silenzio, galline. Il tuo cane ha finito di pisciare. E' ora di tornare di nuovo sotto le coperte per continuare a nascondersi da tutto.
The Madcap Laughs è un lavoro totalmente nudo e grezzo, un'istantanea della mente di Barrett.
Syd è riuscito a creare un vero capolavoro. Un capolavoro diverso, più introspettivo, ma pur sempre unico.
Non c'erano niente altro da fare se non ritirarsi per sempre dalle scene musicali dopo 2 album di notevole importanza.
"Won't you miss me? Wouldn’t you miss me at all?" - Si Roger a me mancherai davvero. Shine on.
Madcap Laughs è il diario psicotico di un artista in viaggio senza ritorno dentro se stesso.
Da ascoltarsi in tutta la sua reale follia in giornate nebbiose e plumbee, confidando in un alba solare dissipatrice dei fantasmi.
"Un album che è una fotografia di un dato stato di coscienza."
"In The Madcap Laughs Syd Barrett si mette a nudo, regalando un pezzo di se stesso."
"La prima volta che l'ho ascoltato mi son detto: oh no, no non è possibile... io voglio vivere qui, in questa bolla magica, in questa grazia claudicante e sbilenca."
"Le canzoni di 'Madcap' son state per me l'apparire luminoso di qualcosa che non pensavo esistesse, una musica scarnificata e pigra, dilettantesca e infantile, capace come poche altre di accarezzare il cuore e l'anima."