Copertina di The Germs (GI)
luludia

• Versione 2 Voto:

Per appassionati di musica punk, fan degli anni '80, cultori dell'hardcore underground, giovani ribelli e amanti di testi provocatori
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Siamo germi, virus che infettano gli ingranaggi. Su, bestia perplessa, entra nella gabbia, per lo schifo intorno a te l'evoluzione è troppo lenta. Vuoto pieno pieno vuoto.

Mi ricordo quel gatto preso sotto da una macchina, stava a pancia in su, le zampette in aria bloccate in movimenti meccanici uguali agli spasmi della nostra musica. La dove si sente il brontolio della terra pare ci sia un drago incastrato nelle viscere profonde, egli è la bestia numero uno, madre padre fratello di tutti noi. Intanto sapessi essere niente sarei qualcosa, sapessi essere qualcosa sarei niente. Pieno vuoto pieno vuoto

Tutte le sere ci troviamo in piazza, un freddo cane senza nessuno in giro. Cazzo le agiti a fare quelle zampette di ragno? Non vedi che sta ridendo persino il silenzio? Dove andiamo? Stiamo qua. E cosa facciamo? As fasè de in te cul. Ci facciam dar nel culo, vuoto pieno vuoto pieno.

Ezio cammina sulle macchine come un equilibrista sul filo. Davide si è fasciato la testa come una mummia. Roberto cammina sui tetti della scuola. Sancho passa sotto il portico a tutto gas con la cinquecento, Atti dimostrativi dicono gli psicologi. Fasiv de in te cul. Fatevi dar nel culo. Vuoto pieno vuoto pieno.

“La paura mangia l'anima”, “la luna rosa vi prenderà tutti” e in fondo tu sei un bravo cittino che non si droga nemmeno tanto. Sei il pavido figlio mammone della sonnacchiosa provincia, un po' come il tizio fuori fuoco di “Harry a pezzi”. Tu però non sei fuori fuoco, sei storto. Storto come la torre di Pisa. Il risultato è che l'inclinazione ti inciucia in paradigmi spazio temporali tutti tuoi. Star dritto è impossibile. Pieno vuoto vuoto pieno.

Un giorno scriverai i nomi di tutte le tue masturbazioni, infinite più delle stelle in cielo. Il sesso t'incastra, tra Rimbaud e Zora la vampira è sempre la seconda che scegli, niente maschere da anima bella in camera caritatis. Quindi chinati su te stesso e disperdi il seme. Vuoto pieno vuoto pieno.

Poi, oltre al fatto d'esser storti, c'è che il mondo fa schifo e, oggettivamente, non ha scuse. E' in giro da un po' il mondo, tempo ne avrebbe avuto. Così un po' sei tu e un po' è quel che ti circonda. Il fatto è che anche gli storti voglion lasciare il segno e voglion farlo proprio dove tutti son dritti come pali. Intanto stasera siamo i soliti cinque. Pieno vuoto pieno vuoto.

Sa fasen? (cosa facciamo?). Un zir in machina (un giro in macchina). Le colline sono ombre in un bicchiere di latte. E noi siamo incastrati nella nebbia come la bestia nella terra. Stasera però la bestia tace, a urlare al suo posto c'è la voce di Darby Crash. Vuoto pieno pieno vuoto.

Il diavolo delle parole e il diavolo della musica trasformano per un attimo la merda in oro. Quell'attimo però è troppo poco. Meglio molto meglio sparire. Vuoto. Vuoto e basta.

Ah, questo è uno dei dischi hardcore punk più belli di sempre.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione di (GI) dei The Germs presenta l'album come un capolavoro dell'hardcore punk, ricco di atmosfere intense e un linguaggio poetico e crudo. Il testo esprime una forte critica sociale e un senso di disagio esistenziale, raccontando la musica come un'esplosione di autenticità e ribellione. La voce di Darby Crash emerge come simbolo evocativo, mentre la musica trasforma momenti difficili in oro. L'album è definito uno dei più belli e autentici nel suo genere.

Tracce testi video

The Germs

Punk band di Los Angeles formata nel 1976 da Darby Crash e Pat Smear, con Lorna Doom al basso e Don Bolles alla batteria. Pubblica l’unico album in studio (GI) nel 1979, prodotto da Joan Jett. Dopo la morte di Crash il 7 dicembre 1980, il gruppo si scioglie; torna dal 2005 al 2009 con Shane West alla voce per alcuni live.
06 Recensioni

Altre recensioni

Di  pretazzo

 Nel 1979, i Germs erano probabilmente la rock band più estrema del pianeta.

 Il basso di Lorna Doom ha mutato radicalmente il modo di suonare lo strumento in un contesto estremo.


Di  claudio carpentieri

 Un vero e proprio schernire la cultura dominante, fronteggiata con rabbia e disappunto da entrambe le coste dell'Atlantico.

 Un mastice coesivo, da rendere assolutamente impensabile che a picchiare le pelli per l'ensemble losangelino, sia passata tale Dottie Danger, nient'altro che Belinda Carlisle.