Salve a tutti!
Questa è la mia prima de-recensione e mi ritrovo a parlare dell'album di esordio dei Mars Volta, ex At The Drive In di cui facevano parte il cantante Cedric Zavala e il chitarrista Omar Rodriguez-Lopez, che sono anche i membri portanti del gruppo.
Parlando del disco vero e proprio, si tratta di un concept-album (il primo di una lunga serie del gruppo) o meglio un omaggio al loro amico Julio Venegas, entrato in coma per overdose, salvo poi che una volta rimesso, decide di suicidarsi. Il viaggio dell'alter-ego di Venegas "Cerpin Taxt" inizia con la tetra "Son Et Lumiere" che si trasforma nel grido disperato di "Inertiac ESP" ("Now I'm Lost!") canzone anche assolutamente godibile, orecchiabile.
Con "Roulette Dares" si conosce l'anticipazione di quello che sarà lo stile del gruppo, ossia due canzoni incastonate tra loro agganciate da un ritornello trascinante e assoli psichedelici. "Tira Me A Las Aranas" è un breve intervallo acustico che precede la bellissima "Drunkship Of Lanterns", anche questa sorretta da un ritornello trascinante e da quello che secondo me è uno degli assoli più affascinanti mai eseguiti da Omar Lopez.
Il resto procede senza mai annoiarsi con l'elettrica e poetica "Eriatarka", le sperimentazioni elettroniche di "Cicatriz ESP", la potente "This Apparatus Must Be Unearthed". La vera perla dell'album però, è la delicata "Televators", con quei bellissimi accordi acustici e con i cori quasi fanciulleschi nella terza strofa davvero molto coinvolgenti.
"Take A Veil Cerpin Taxt" è la degna conclusione per quello che ritengo essere il migliore disco dei Mars Volta, che di lì a poco inizieranno a calare diventando sempre più pretenziosi e confusionari, comunque questo è uno dei migliori album degli ultimi tempi e se la cosa per voi non è molto... bè sempre qualcosa comunque significa.
Aspetto i commenti.
Il disco va ascoltato almeno un paio di (mars) volte per essere capito, il risultato è molto articolato.
Il troppo risulta un po' stucchevole. Sembrano quelle ricette con dentro mille sapori diversi che alla fine sanno di tutto ma non hanno nessun gusto.
Il risultato è un album bellissimo, originale e innovativo, che proietta fin da subito i Mars Volta nell’olimpo del Rock.
Complimenti ai Mars Volta, quindi, per averci regalato uno dei più bei dischi del 2003.
Le ambizioni prog-hardcore si mescolano alla perfezione con la fruibilità delle melodie, aiutate dalla splendida voce di Cedric Bixler.
L'atmosfera si fa tesa, a tratti apocalittica per intensità e pathos; il gruppo non cede mai e si prosegue su livelli eccellenti.
«E questa è una valanga psichedelica di sonorità hard miste a ritmi latini e sprazzi melodici.»
«Uno dei migliori album che abbia mai ascoltato, forse il migliore che abbia tra i miei cd.»
Una dimensione sospesa tra il sogno e la realtà. Dei flash di immagini varie e confuse.
La rivoluzione musicale, un mix indefinito di generi ... un caos assoluto dal quale emerge una perfezione quasi completa.