Copertina di The Strokes Room On Fire
Sallu

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan dei the strokes, ascoltatori di indie rock, giovani adulti interessati a musica garage e rock anni 60-70
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LA RECENSIONE

Premessa: ho scaricato le canzoni da Winmx quindi non sono responsabile in caso la mia recensione non sia esatta, oltretutto il disco deve ancora uscire... quindi non siate pignoli.

Is This It si chiudeva rapido e veloce dopo poco piú di una mezzoretta, Room On Fire segue questa traccia lasciata nelle orecchie di coloro che avevano voglia di rituffarsi nel classic rock anni 60-70 di New York.

Questo disco avvolge e piace proprio come il precedente, con quelle schitarrate grezzissime, con quella batteria suonata ad arte da quel "pestone" di Moretti, da quel basso precision, e da quella voce che affascina. In questo disco è proprio la voce di Casablancas che si esprime a pieno, rauca e profonda, stridente e arrabbiata, malinconica e sognatrice; in fondo questo è tutto ciò che sono gli Strokes, ragazzi con i loro sogni e problemi di tutti i giorni, che crescono ma vorrebbero non doverlo fare, amanti del casino e del divertimento.

Il disco non presenta differenti variazioni di tema dal precedente: i riff ci sono, vedi Meet Me In The Bathroom, la schizofrenia accompagnata da quelle variazioni di intensità pure, The Way It Is ne è la prova tangibile, e non mancano neanche quei ritornelli stile The Modern Age, belli ampi, con You Talk Way Too Much.
Ma allora cos'è cambiato? Semplice, gli Strokes! Sono maturati, sia musicalmente che liricamente.
Ora i testi che parlano di solitudine e esperienze dolorose hanno preso il posto di quelli che parlavano di bravate; la ricerca delle sonorità è stata molto piú curata del precedente lavoro, Moretti suona con piú passaggi, variazioni e piatti, le chitarre suonano giri piú complessi e il basso va a coprire le frequenze che piú gli si addicono (finalmente).

In ogni caso la loro tipica genuinità trasuda anche da questo bel disco che li rilancia nel panorama musicale dopo un anno e piú di silenzio, anche se va detto che se vorranno durare dovranno rinnovarsi un po' di piú a partire dal prossimo disco...

P.S.: ho un personale rammarico, questo cd doveva essere prodotto da Godrich (produttore tra gli altri degli ultimi quattro dischi dei Radiohead) ma alla fine la band è ritornata a Raphael (lo stesso di Is This It): mi domando che cosa sarebbe successo se non l'avessere fatto... In ogni caso grandissimo cd, gli Strokes sono tornati alla grande!

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia come 'Room On Fire', il secondo album dei The Strokes, segua il solco del debutto 'Is This It' ma con una crescita artistica evidente. I riff energici, la batteria precisa e la voce espressiva di Casablancas caratterizzano il disco. I testi più maturi e le sonorità curate confermano la crescita del gruppo, nonostante la linea stilistica sia simile al primo album. Un lavoro genuino e coinvolgente che rilancia la band nel panorama musicale.

Tracce testi video

01   What Ever Happened? (02:57)

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04   12:51 (02:26)

05   You Talk Way Too Much (03:06)

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06   Between Love & Hate (03:16)

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07   Meet Me in the Bathroom (02:58)

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09   The End Has No End (03:08)

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10   The Way It Is (02:24)

The Strokes

The Strokes sono un gruppo rock statunitense formatosi a New York City nel 1998.
26 Recensioni

Altre recensioni

Di  themadcaplaughs

 Quindi voglio dire che questo disco è brutto senza averlo ascoltato!

 W IL PREGIUDIZIO (almeno evito di dovermi andare a vedere ogni anno Vacanze di Natale al cinema)


Di  ED__D

 Due anni prima avevano cavato fuori dal cilindro un megaalbumdellamadonna, quì si livellano al mondo terrestre.

 La traccia n°02, Reptilia, è forse il miglior brano scritto da questi loschi Newyorkesi.


Di  GATTINATOR

 Julian Casablanca ha superato se stesso nelle liriche, ma anche se il disco gira godibilmente, le danze purtroppo sembrano che si siano fermate.

 Che bella quella vecchia atmosfera in cui si parlava di sesso, droga e rock'n roll... mi fanno un po' rimpiangere 'Is This It'.