I Tool sono un gruppo al quale non gli si può non riconoscere il fatto che siano riusciti a crearsi un proprio stile ben differente da qualunque altro.
Dotati di una formazione che gode un apporto da fuochi d’artificio da parte del batterista Danny Carey e di una carismatica prestazione del cantante Maynard James Keenan.
I Tool con Lateralus segnano un disco che nel loro genere passerà sicuramente alla storia.
Le atmosfere, le tematiche, i suoni, tutto è perfetto e l’ascoltatore non può che venire stregato da questo cd che una volta entrato nello stereo avrà gran difficoltà ad uscirne.
Certo la musica proposta dai Tool non è certo di così facile approccio, nel senso che se siete abituati ad ascoltare Lunapop o roba del genere potete tentare di ascoltarli, ma difficilmente capirete l’essenza della loro musica.
Da avere per tutti coloro che capiscono qualcosa di musica…
Lateralus è un album non semplice da descrivere a parole, richiede un ascolto particolare e un'apertura mentale verso moltissimi generi musicali.
Tutto l’album è percorso da variazioni di genere e suoni apparentemente incompatibili che, però, vengono sapientemente collegati tra loro creando un turbine di colori ed emozioni.
"Lateralus apre alla rabbia infinita una dimensione nuova, dove i pezzi combaciano e l’eternità regala la coscienza che tutta questa sofferenza è un’illusione."
"Ondeggiare nella spirale della nostra divinità ed essere ancora umano."
Il quarto disco del gruppo americano... ce n'è voluto di tempo ma è stato speso bene.
Uno dei migliori dischi che abbia mai sentito da uno dei miei gruppi preferiti.
Lateralus è un lavoro che ti prende dentro… scava in te emozioni depressive… ti schianta il morale a terra.
La bravura di un artista si valuti da quanto esso sappia trasportarti ed emozionarti… e vi assicuro che loro ci riescono… anche troppo.
Un milione di orgasmi messi su un pentagramma cancellando tutte le regole musicali.
Schism è un vero e proprio capolavoro, con una chitarra che si trasforma quasi in un orientale strumento a corde.