Finalmente dopo tanta attesa abbiamo il nuovo disco di Bono e soci. Gli ultimi album non erano certo stati dei capolavori e i magnifici quattro si sono di nuovo affidati alle sapienti mani di Eno e Lanois, gente che di capolavori ne ha prodotti molti. Veniamo al cd.
Questo "No Line On The Horizon" diciamolo subito è un bel cd, un gradito ritorno al passato che farà contenti soprattutto i fan di vecchia data. Il cd si apre subito con la titletrack uno dei più bei motivi che il gruppo irlandese abbia mai scritto, per proseguire poi magnificamente è proprio il caso di dirlo con con "Magnificient" un brano di grande bellezza contornato dalla sountuosa chitarra di Edge. Abbiamo poi poi un coinvolgente gospel "Moment Of Surrender" e a alla quarta traccia troviamo la bella "Unknow Caller" dalla melodia cristallina e impreziosita da un bellisimo assolo. Queste canzoni rappresentano il nucleo centrale del disco, un tuffo nel passato dove ritroviamo anche la voce di Bono che in questi anni si era persa un pò per strada.
Si prosegue con una canzone "nella norma come "I'll Go Crazy If I Don't Crazy Tonight", lo strano singolo "Get On Your Boots" e la zeppeliana "Stand Up Comedy", canzoni prodotte solo dagli U2. Ritornano Lanois ed Eno e ci regalano perle come l'etnica "Fez-Being Born", le intense "White As Snow" e "Breathe" e la gemma finale "Cedars Of Lebanon", dove una leggere melodia si unisce alle bellissime parole del testo, in cui Bono si immedesima in un cronista di guerra.
In Conclusione "No Line On The Horizon" é un ottimo cd, non paragonabile certo ai capolavori degli anni 80', ma comunque splendido. Speriamo che questo album rappresenti un punto di partenza per gli U2, che continueranno certamente a produrre ottimi lavori.
Il disco c’è e la sufficienza è meritata.
Le sperimentazioni e alcune trovate di Eno sono riuscite e la band è in forma.
Il Fuoco Indimenticabile non si è ancora spento ... è ritornato ad ardere maestoso come da anni ormai non accadeva.
Unica nota stonata il primo singolo, 'Get On Your Boots', che non riflette la qualità e l’atmosfera del resto del disco.
Un album di Gran Mestiere e di leccamento di suoni, ma senza quei particolari picchi di genialità o energia.
Mai titolo è stato azzeccato, che tradotto sommariamente suona come: 'Niente di nuovo all’orizzonte'.
Probabilmente siamo di fronte al miglior materiale di studio della band dai tempi di 'Pop'.
Il pezzo 'Fez - Being Born' è una perla con sound studiato alla perfezione e melodia sapientemente plasmata sulla vocalità di un Bono ovviamente non più ventenne.
Perché, volenti o nolenti, la musica degli U2 ormai è musica classica.
Un disco di specchiata onestà, tutto con uno standard alto pur senza vette di assoluta perfezione.