Vinicio Capossela
Ovunque Proteggi

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Voto:

Che bello quando parte Capossela...

È un'altra dimensione che si materializza intorno al cuore...che profondamente scava in fondo l'anima e ti porta lì...dove la musica sa ancora essere sentimento romantico, dolcezza espressiva, ricercatezza, cruda realtà e drammaticità, burloneria, balocchi, pagliacci, mostri, incantesimi, umiltà, illusione e soprattutto magia.

Il dubbio sullo stato di solitudine e l'introspezione umana sembrano essere da una parte i temi portanti di questo immenso "Ovunque proteggi", dall'altra (forse quella di Spessotto) a partire dalla copertina si intuisce la volontà di esprimere le molteplici sfaccettature della personalità dei suoi personaggi che si identificano in se stesso...quel se stesso che è effettivamente l'unico a potersi davvero "proteggere". Sembra quindi esserci una connessione tra questo lavoro, il precedente e il successivo. Qui la luce di "Canzoni a manovella" viene considerevolmente messa in discussione, analizzata, spezzettata fino ad essere adombrata ma pur sempre tenuta lì come spiraglio...spiraglio che viene definitivamente abbandonato per precipitare negli abissi della consapevolezza piena di essere "Da solo" con l'ultimo lavoro.

La grandezza di Vinicio sta nella sua capacità di confezionatore, mi spiego meglio...

Lui riesce a creare un'atmosfera intorno ad ogni brano che si potrebbe paragonare senza troppa esagerazione ad un forziere del tesoro ricercato dai pirati da più di tredici millenni...è infatti come se ogni canzone fosse avvolta da un'aurea di classicità, bellezza ed eterna epicità...e questa è una sensazione che matura col tempo, almeno dopo il quinto ascolto integrale.

È come se ogni pezzo del puzzle sonoro e poetico prendesse forma gradualmente nei giorni e ancor di più nei mesi e negli anni. Ogni brano è contenuto all'interno del suo piccolo forziere e prima di scoprirne il reale valore, cioè prima che l'anima venga definitivamente folgorata da questa eterna perfezione, c'è bisogno che l'ascoltatore divenga maturo e paziente.

Questo è un disco importantissimo musicalmente per il nostro paese ed emotivamente per ogni individuo con un minimo di sensibilità verso l'arte. Se non c'è tutto, c'è molto...dalla caotica ed allusiva "Brucia Troia" in cui si sentono forti sapori balcanici e multietnici, all'indispensabile "Dalla parte di spessotto" discussione con la simpatica malvagità umana "Siamo dalla parte di spessotto ...e se non funziona vuol dire che è rotto... se non lo capisci allora lo spacchi", passando per la follia carnefice di "Al Colosseo" ; la ballata per mozzi e marinai che si slinguazzano "Cha cha cha della medusa"...ci si ritrova nel bel mezzo di un inno orchestrale di pregiata raffinatezza e disincanto, appunto "Uomo vivo inno alla gioia", finendo per perdersi tra le braccia di un azzeccato ed incalzante valzer colorato e parademenziale: "Nel blu", si finisce nella perfezione struggente di "Dove siamo rimasti a terra Nutless" dialogo schizofrenico con la fredda malinconia per il passato, sconfitta dal ritorno in campo dei veterani; c'è spazio anche per l'amore vero e passionale di "Pena de l'alma" a mio avviso insieme al precedente uno dei momenti di maggiore genialità e perfezione dell'intero album...si prosegue con una forte riflessione sui morti naufraghi in "Lanterne rosse" e nel bellissimo recitativo in stile De Andrè "La S.S dei naufragati" per concludersi e riavvolgersi e tirare, tenere saldo quel famoso spiraglio di luce nella dolcissima "Ovunque proteggi" che quando parte mi da la stessa bella sensazione di "Sultan of Swing" come se tutto si risolvesse così...senza un perché.

L'interpretazione del cantato è in ogni istante travolgente e appassionata, fortemente evocativa e stralunata, buffa e profonda...io direi quasi perfetta...

È fin troppo facile definire quest'album come uno dei migliori mai prodotti qui in Italia. Vale la pena non solo ascoltarlo, ma farlo proprio, portarlo dentro al cuore, forziere dopo forziere con la consapevolezza che una volta aperti tutti quanti, si possa avere finalmente una piccolissima idea della pazzia e complessità che ci distingue dagli scimpanzé.

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Commenti (Sedici)

The Punisher
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Questo mi piacque assai. L'ultimo invece molto meno.
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GustavoTanz
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Splendido, dall'inizio alla fine. Ricordo inoltre quando Grasshopper (ritorna!), parlando di "S.S. Dei Naufragati" ha tirato in ballo Coleridge. E in effetti ha ragione, un che di "Rime Of The Ancient Mariner" ce l'ha. Eccome se ce l'ha.
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gasolio
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In assoluto il miglior disco di Capossela. Fece gridare al miracolo. Peccato per lo scivolone di 'da solo': pesantissimo.
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cabernet
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complimenti per la recensione, disco poliedrico, rischioso e impervio, quindi geniale.. per fortuna che c'è Capossela!
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clako
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gasolio: "da solo" non penso sia uno scivolone, ha la stessa dignità artistica di questo "ovunque proteggi". Addirittura lo considero il migliore dopo questo,sicuramente il più consapevole di tutti.
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geb
geb
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So che è uno degli artisti fondamentali dell'Italia tutta, so che il suo spessore artistico è notevole, che è bravissimo dal vivo, ecc... ma perché non riesco ad ascoltarlo? Mi riprometto sempre di farlo, ma non lo faccio mai. Da dove comincio?
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Basettoni
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comincia da "canzoni a manovella".
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GustavoTanz
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Ma anche da "Il Ballo Di San Vito"...o dal primo, "All'Una E Trentacinque Circa", per sentire come si è evoluto Vinicio con il tempo.
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geb
geb
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occhei, grazie
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blechtrommel
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Uno dei dischi italiani del decennio. Il più bello di Capossela.
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enbar77
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Bravo! "Brucia Troia" è eccezionale.
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KurtTheFish02
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Recensione F A N T A S T I C A! Il disco lo ascoltai tante volte, ma come dici tu per capirlo fino in fondo si devono aprire per bene tutti i forzieri; io sono un principiante per ora, quindi non voto (ma alcuni pezzi me li ricordo eccome!)
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aries
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L'ho ascoltato solo una volta, e nemmeno per intero. Alcuni brani mi piacquero assai (Ovunque proteggi).
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aries
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Che belle recensioni ho letto stamattina: Cohen, Capossela, Laura Nyro... e sto ascoltando in streaming i Velvet Underground...
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gasolio
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@ Clako: per me è stata una delusione, ci sono dischi che intuisci bellissimi e li ascolti e riascolti fino a quando non ne hai piena consapevolezza. Verso 'Da solo' ho una specie di rifiuto: non riesco ad andare in fondo. Parere personale
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gasolio
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come de resto non amo particolarmente il primo Caposella. Il dittico 'canzoni a manovella' e 'ovunque proteggi' li trovo di molto superiori agli altri suoi lavori.
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