Copertina di Bob Dylan Blonde on Blonde
NicholasRodneyDrake

• Voto:

Per appassionati di musica rock, fan di bob dylan, cultori di musica degli anni '60, studenti di storia della musica
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LA RECENSIONE

Scordatevi il Bob Dylan, menestrello scapestrato, icona di una generazione in movimento con la chitarra acustica in braccio e l'armonica. Scordatevi anche il 1963, il folk-revival, il festival di Newport con Joan Baez, gli anni del Greenwich e le folle che cantano "Blowin' in the Wind" e "The Time They are a Chaingin'" a memoria, come inni ideali del brivido di cambiamento che attraversava l'America.

Dopo il 1965 (il disco è del '66) il menestrello di Minnesota non impazzì, nè rinnegò il "movement" e i suoi ideali, nè tantomeno perse la sua forte coscienza popolare che sin dagli esordi lo aveva contraddistinto. Molto più semplicemente decise che era tempo di dare sfogo alla sua incontenibile creatività, tempo di attaccare le chitarre agli amplificatori, elettrificando il tutto pur mantenendo ben salda la sua fedele armonica tra le labbra.
In molti, all'epoca, considerarono la sua "svolta elettrica" come un" tradimento", una "ritirata" dal campo di battaglia, un passo verso quell'establishment da lui sempre aspramente criticato e sbeffeggiato. In realtà penso che Dylan volesse solo fare qualcosa di nuovo, di diverso e se questo voleva dire fare dischi come "Blonde on Blonde", ben venga anche qualche (a dir la verità abbastanza!) disco venduto in più.
In "Blonde on Blonde" il blues, il country, il rock ed il folk sono amalgamati in maniera stupefacente : testi bizzarri, assurdi, visionari, appassionati, poetici e romantici si confondono con un suono nuovo... più ricco e complesso di quanto fatto fino ad allora dal buon Dylan. Dopo questo disco la musica cambierà decisamente, molti fanno coincidere con questo disco l'inizio del "Rock" ... tutti i gruppi e i cantautori in particolare, chi più chi meno gli saranno debitori.

Il disco si apre con un blues sbarazzino, quasi un istantanea del suo periodo, in cui Dylan manifesta con tono ironico e rassegnato come qualsiasi scelta si faccia, si venga sempre e comunque bersagliati e criticati ("ti danno addosso e dicono che è l'ultima volta, poi ti ridanno addossso e allora tu ritorni indietro e ti danno ancora addosso").
Si prosegue con l'introspettiva "Visions of Johanna" e poi ancora "Stuck Inside of Mobile" inserita, tra le altre cose, nella colonnna sonora di "Paura e Delirio a Las Vegas".
Poi ci sono le dolcissime "I Want You", "Just like a Woman" e la mia preferita "4th Time Around".
Che dire di altro... uno dei migliori dischi di Dylan, sicuramente una pietra miliare del rock.

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Riassunto del Bot

Blonde on Blonde segna la svolta elettrica di Bob Dylan, combinando blues, folk, country e rock in un mix innovativo. I testi sono visionari e poetici, il disco è considerato una pietra miliare del rock che ha influenzato innumerevoli artisti. La recensione celebra la creatività e l'importanza storica dell'album, sottolineando brani indimenticabili e il suo ruolo rivoluzionario negli anni '60.

Tracce testi video

01   Rainy Day Women #12 & 35 (04:36)

02   Pledging My Time (03:50)

03   Visions of Johanna (07:33)

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04   One of Us Must Know (Sooner or Later) (04:54)

05   I Want You (03:07)

06   Stuck Inside of Mobile With the Memphis Blues Again (07:05)

07   Leopard-Skin Pill-Box Hat (03:58)

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08   Just Like a Woman (04:50)

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Bob Dylan

Bob Dylan (nome d'anagrafe Robert Allen Zimmerman) nasce nel 1941 e rivoluziona la musica e la canzone d'autore in Occidente, portando il folk e il rock in territori impensati. Influenzato da Woody Guthrie e dalla Beat Generation, vince il Nobel per la Letteratura nel 2016.
127 Recensioni

Altre recensioni

Di  Viva Lì

 "Blonde on blonde è il primo LP doppio della storia della musica, praticamente un’opera monumentale."

 "C’è tutta l’arte di Dylan, c’è mezza storia musicale americana di inizio anni Sessanta, c’è un modo geniale di concepire la musica adattandola a proprio piacimento."


Di  j&r

 "Dylan è 'una colonna d'aria' la cui brezza è il respiro e l'ispirazione per la sua arte."

 "'Sad-Eyed Lady of The Lowland' è una delle vette massime della musica rock."


Di  insolito

 Se oggi Cristo fosse vivo, suonerebbe l'armonica, l'immagine perfetta di un hobo; avrebbe una voce sgretolata, rozza, anche incasinata se volete. Ma suadente come poche.

 Blonde on Blonde, la meta a cui porta l'autostrada 61.


Di  dashell

 Con Blonde on Blonde Dylan diventa ladro di fuoco e incendia le aride praterie della poesia.

 Disco imprescindibile per capire chi siamo e da dove veniamo.


Di  luludia

 La voce è bella perché è brutta e brutta perché è bella.

 La bellezza brutta e la bellezza bella, il tenerle insieme è il vero colpo di genio di Dylan.


Blonde on Blonde ha 8 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.