"Reckoning" è uno dei dischi dei R.E.M. che ho digerito più lentamente, per parecchio tempo ha continuato a colpirmi molto meno di altri loro lavori, poi è scattata la scintilla. Bello è bello, insomma, anche se resta schiacciato tra due loro dischi che personalmente adoro, quali sono "Murmur" e il sottovalutato "Fables..." e rispetto ai quali continua a piacermi meno ma parliamo di un "meno" parecchio relativo. Le canzoni belle, assai, sono molte, tra jinglejanglate da antologia ("7 Chinese Brothers") azzeccatissimi ritornelli killer ("Don't go Back to Rockville") straordinarie fusioni tra il loro classico melodismo e il sound della ballad-acida anni '60 nell'ennesimo personale omaggio ai vecchi padri in "Time After Time (Annelise)" (la chitarra di Buck, qui, è meravigliosa), la lenta, pacatissima, malinconia di "Camera" e altri gioiellini sparsi vari ("Letter Never Sent" per dirne una). Pur non considerandolo uno dei loro capolavori, resta un disco validissimo dalle cui parti tornerò con maggiore frequenza, in futuro.
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