Che debutto brillante per i Game Theory di Miller, che gran bel disco. Miller e i suoi Game Theory 1.0, ovvero la formazione della band prima della grande ristrutturazione del 1985, danno vita ad un gioiello "power-pop" stracolmo di idee. Oltre al sapiente chitarrismo del leader stesso, e al bel basso di Juhos, per me è fondamentale l'importanza delle tastiere di Nancy Becker (come lo saranno quelle di LaFreniere dopo) i suoi tappetini sonori, i riff, persino i ritornelli a lei affidati, esaltano e a loro volta sono esaltate dal genio compositivo di Miller. Potrei citare il trittico di canzoni migliori del disco con "Date With an Angel" (Capolavoro di pop perfetto) la scheggia di appena un minuto di pazzesco pauappop di "All I Want Is Everything" e la superba "Sleeping Through Heaven", probabilmente miglior esempio della brillantezza compositiva di Miller e dello splendido lavoro tastieristico di Becker, ma domani potrei citarne altre tre ("Something to Show", "Stupid Heart" o "T.G.A.R.T.G." dove il buon Scott se ne sbatte della regolare struttura strofa-ritornello in quella che dovrebbe essere comunque una canzone pop-rock). "Blaze of Glory" non è ancora un capolavoro, ma è un ottimo disco che inizia un percorso di costante crescita che porterà Miller fino alla creazione prima del disco pop davvero perfetto ("The Big Shot Chronicles") e poi di quell'opera che il concetto di disco pop perfetto ormai l'ha proprio superato ("Lolita Nation").
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