capolavoro assoluto, 5 stellotte senza neanche discuterne. "compagno di scuola" e "lo stambecco ferito" due pezzi immensi. di più
una delle più grandi puttanate della storia della musica MONDIALE... non voto perché anche dare 1 stella sarebbe dargli un valore. di più
gran disco. secondo solo all'omonimo 74 e "bufalo bill". sarebbero 5 stellette non proprio pienissime, ma chissenefrega. di più
uno dei peggiori dischi di edo. e comunque qualcosina da salvare c'è (come sempre...) di più
L'avessero inciso gli Elio e le storie tese non avrei capito che le canzoni le avesse scritte Bennato. Album molto strano, completamente fuori dagli schemi. Non azzardo un voto, per certi lavori è meglio lasciare la schedina del voto in biango di più
AHAHAHAHAHAHAH!!!!! di più
Surreale come la scena di Magnolia in cui le rane piovono dal cielo, liquido e supercool come La forma dell’acqua di Guillermo del Toro, Oceano è un grandioso disco di pop post moderno con i crismi dell’indie, del dream pop, con una sana aggiunta, qua e là, di psichedelia. Spiazza a tratti la deriva quasi demenziale (tipo nel ritornello di “In piedi sulle pinne” dove fa il verso a uno storico spot dei tempi di Carosello della Negroni… le stelle sono tante…. Capito no?) ma in generale, vista la premessa iniziale di un mondo a rovescio (i pesci hanno conquistato il mondo (nel primo brano, La pesca degli umani), non ci si poteva aspettare altro. Fantasioso nei testi, Huomorales supera sé stesso nella bellissima Tracheotomia, una bellissima pop song dreamy che fa pensare a una sorta di Morrisey catapultato ne Il bar sotto il mare di Stefano Benni. Acquatico. di più
Grandissimi. I Depeche Mode di Francia. Basterebbe la tripletta iniziale " L'aventurier" "Le péril jaune" e "3" .per consacrarli nell'olimpo new-wave/Synthpop. Ma ci hanno consegnato pure un capolavoro come "Paradize" vent'anni dopo il loro debutto e hanno disseminato perle sparse costantemente per tutta la loro carriera. Gli anni '90 il periodo più buio, mentre il live del 2011 "Putain de stade" è qualcosa di imperiale. di più
L'ultimo capolavoro del Benni nazional e al contempo il più eclettico. È arrivato un bastimento ha degli interventi di elettrica da far rizzare i capelli, La città trema carica come una molla, Specchi delle mie brame ha dei tempi di batteria straordinari. 4,5 arrotondato per eccesso, se lo merita?? di più
Se fosse emigrato in america o in nord europa (ma non lo ha fatto) sarebbe lassù (benché ancora vivo) a guardare tutti dall'alto in basso insieme a Keith Jarrett di più
Riscoperta di recente, che dire...brava e non poco! I primi dischi fino "Africana", ma anche "Sindarella Suite", tutti azzeccati e ispirati, bello anche il primissimo "Villanelle popolaresche del '500" . di più
Leggo ora che sono definiti “alternative rock”. Il loro è sano Rock, superbo sia nelle ballate folk-acustiche-bucoliche, perfetto nei pezzi più hard e notevole nei brani con un ritmo più funk o etnico. Due album deliziosi. Molto meglio di tanti loro coevi più famosi. di più
BELLA FICA TE di più
Ottima opera d'esordio. Musicalmente parlando rimane forse ancora un po' acerbo, ma comunque ispiratissimo. "Un giorno credi" la mia preferita di tutto il repertorio, ma sono meravigliose anche "Una settimana, un giorno", "Campi Flegrei", la title-track e "Tempo sprecato". Voto 4,5 di più
Riascoltato oggi su CD. Niente, per me rimane (insieme a "Il contrario di me" del 2007) il disco più brutto e meno ispirato in assoluto di Lucio. Non me ne voglia la sua anima, ma non riesco proprio a trovare qualcosina, anche qualche piccolo passaggio di decente.. roba che tipo in confronto "Canzoni" del 96 era un capolavoro. di più
più imborghesito dei precedenti (musicalmente), ma meraviglioso. forse il suo apice melodico. di più
Semplicemente un capolavoro: l'ultimo tassello della stupenda trilogia cantautorale 77-80, non ha assolutamente nulla da invidiare ai precedenti. "La sera dei miracoli", "Cara" e "Futura" tra le migliori canzoni italiane di tutti i tempi. Voto 9,5 di più
disco nel complesso discreto, ma nettamente inferiore rispetto ai precedenti, sopratutto a causa dei suoni plastificati. ci sono ancora dei bei pezzi (title-track, "tutta la vita", "toro", "washington" e via dicendo) purtroppo tutte affogate in arrangiamenti plasticosi e pacchiani. peccato davvero, poteva essere un gran disco...quasi 3,5 di più
Non tra i migliori di Franco, ma comunque un bel disco, che riprende molto il percorso tracciato dal di due anni precedente "Orizzonti perduti". "No time no space" e "I treni di Tozeur" sicuramente i capolavori del disco. Poi, a partire dal successivo in avanti, torneranno i 5/5 che mancavano dal 1981. di più