BELLA FICA TE di più
Ottima opera d'esordio. Musicalmente parlando rimane forse ancora un po' acerbo, ma comunque ispiratissimo. "Un giorno credi" la mia preferita di tutto il repertorio, ma sono meravigliose anche "Una settimana, un giorno", "Campi Flegrei", la title-track e "Tempo sprecato". Voto 4,5 di più
Riascoltato oggi su CD. Niente, per me rimane (insieme a "Il contrario di me" del 2007) il disco più brutto e meno ispirato in assoluto di Lucio. Non me ne voglia la sua anima, ma non riesco proprio a trovare qualcosina, anche qualche piccolo passaggio di decente.. roba che tipo in confronto "Canzoni" del 96 era un capolavoro. di più
più imborghesito dei precedenti (musicalmente), ma meraviglioso. forse il suo apice melodico. di più
Semplicemente un capolavoro: l'ultimo tassello della stupenda trilogia cantautorale 77-80, non ha assolutamente nulla da invidiare ai precedenti. "La sera dei miracoli", "Cara" e "Futura" tra le migliori canzoni italiane di tutti i tempi. Voto 9,5 di più
disco nel complesso discreto, ma nettamente inferiore rispetto ai precedenti, sopratutto a causa dei suoni plastificati. ci sono ancora dei bei pezzi (title-track, "tutta la vita", "toro", "washington" e via dicendo) purtroppo tutte affogate in arrangiamenti plasticosi e pacchiani. peccato davvero, poteva essere un gran disco...quasi 3,5 di più
Non tra i migliori di Franco, ma comunque un bel disco, che riprende molto il percorso tracciato dal di due anni precedente "Orizzonti perduti". "No time no space" e "I treni di Tozeur" sicuramente i capolavori del disco. Poi, a partire dal successivo in avanti, torneranno i 5/5 che mancavano dal 1981. di più
È il disco di Lucio alla quale sono più legato. Semplicemente straordinario, null'altro da dire. Sulle note di "Anna e Marco" e "L'anno che verrà" la lacrimuccia scende sempre. 9,5 di più
minchia, se devo essere accolto in paradiso da uno che mi canta stammmmerda... di più
L' Engel/Walker smette di essere un cantautore anomalo per trasformarsi in un avanguardista che destruttura la forma canzone con una marcata attitudine cinematica ed espressionista. Il risultato è un capolavoro assoluto (su cui grava un' eccessiva leggenda che lo propaganda come inascoltabile e/o inaccessibile) che atterisce o immalinconisce a seconda dei frangenti.
Manco a dirlo, voto pieno. di più
Quarto capolavoro di fila del Randy Newman cantautore. È tutto un fiorire di brani memorabili. Dalla satira di "Short People" (che gli creò delle magagne) al classicone "Baltimore", dalla raggelante "In Germany Before The War" (che straccia montagne di discografie di altri) alla parata apparentemente festosa di "Sigmund Freud's Impersonation of Albert Einstein in America" (con relativo ed ennesimo chirurgico sputtanamento del "sistema americano"), finendo con una "Rider in the Rain" con gli Eagles (che calzano a pennello come la salsiccia nei fantomatici fagioli) e l'ambigua "Old man on the Farm" (è o non è una canzone autobiografica?). di più
Altra mirabilia del "caro sassone"; a cui non do alcun voto perchè dare un voto significa delimitare la qualità di un lavoro e questa non è musica atta ad essere delimitata. di più
Un po' come Venditti, fino all'84 è stato un grande, poi ha avuto un periodo ancora buono almeno fino all'87, poi il nulla cosmico. Ma gli metto 4 perchè almeno non ha venduto eccessivamente il culo al mercato al contrario di Antunello. di più
Ma vaffanculo va. E poi lo scemo sarei io che metto 5 stelle a Lana del Rey. di più
Hardin fa un passo in avanti rispetto al primo disco (che contiene comunque canzoni bellissime). In questo secondo capitolo c'è meno blues e più un folk tenuamente jazzato che forse ispirò il Tim Buckley di "Happy Sad" e "Blue Afternoon". È il suo migliore in studio, visto che il terzo è un live (e che live...) e visto che dopo questa piccola fase d'oro della sua carriera (riconducibile al 1966-1968) inizia un grave declino che culminerà nei dischi di sole cover del decennio successivo (con quella "Shiloh Town" - riesumata da Mark Lanegan in "I'll Take Care of You" - come unico suo brano di rilievo).
Voto= 4,5 di più
Cave è oggettivamente un artista che è andato incontro a grossi cambiamenti. Cambiamenti che gli sono stati in primis necessari per sopravvivere. Qui non c'è il Cave degli inizi, cioè l' animale in gabbia roso dall'eroina dei Birthday Party e di "From Her to Eternity", nè lo sciamano nero che riesuma il blues del Delta di "Firstborn is Dead", nè il crooner ripulito e ansioso di redenzione di "The Good Son". Qui Cave si è fatto "cantautore tradizionale" e per quanto mi riguarda è ancora un bel sentire. di più
L’ultimo disco del Bennato più “grezzo” ed “incazzato”. Bellissimo, anche se gli preferisco di poco i due precedenti ed il successivo. 4,5 di più
Ottima e allegra, con una buona dose di ironia in certi punti. Che ti aspettavi? In fondo queste sono solo canzonette. di più
Canzonetta sui genitori rompicoglioni. Interessante, anche se di gran lunga il più debole. di più