Cantante strano, ha alternato grandi cose( su cui comunque aleggiano sospetti di plagio) a cagate mostruose. Come personaggio è paragonabile a un vecchio ubriacone da Circolo Arci. di più
Il gruppo con cui sono cresciuto, impossibili da non amare..Tecnica sopraffina e testi sempre irriverenti e geniali. Peggioratissimi negli ultimi anni, tra comparsate televisive e una qualità musicale che non ha più l'originalità di un tempo. Tra i migliori prodotti del panorama italiano, cmq. di più
Ottimo comico, l'ho sempre seguito con interesse...Come "politico" condivido molte sue battaglie( non tutte), anche se spesso non mi pare un mostro di coerenza.Sicuramente, dovendo scegliere, lo preferisco comunque agli altri "politici" che ci sono in circolazione( ci vuole poco, eh..) di più
Canzonette, ma canzonette ascoltabili. di più
Paolo Tarsi ha preso parte a performance e installazioni presso musei e gallerie d'arte contemporanea quali MAXXI (Roma), MUSMA (Matera) o Centro Arti Visive 'Pescheria' (Pesaro). Specializzatosi nella composizione con il premio Oscar Luis Bacalov, suona con il chitarrista Paolo Tofani nel progetto AREA Open Project e ha lavorato con musicisti dell’attuale scena elettronica, jazz e rock. Suoi studi di carattere musicologico sono apparsi su riviste specialistiche e rivolgono particolare attenzione alla musica del secondo Novecento, ai rapporti tra musica e altre forme d’arte e all’influenza esercitata dalle avanguardie colte sui linguaggi pop. Scrive per “Il Giornale della Musica”, "Alfabeta2" e “Artribune”. Dal 2010 fa parte del gruppo Argo con cui pubblica una serie di romanzi collettivi (nel tempo collaborano con Argo personalità quali Edoardo Sanguineti, Marina Abramović, Wu Ming, Michela Murgia, Erri De Luca, Aldo Nove, Paolo Nori, Antonio Rezza e Flavia Mastrella). Nel 2015 pubblica per Trovarobato Parade "Dream in a landscape" - dedicato a John Cage e Marcel Duchamp - in collaborazione con il duo elettronico Fauve! Gegen A Rhino (con cui è stato ospite all’edizione 2015 del roBOt Festival di Bologna) e il disco "Furniture Music For New Primitives" a cui hanno preso parte musicisti provenienti da formazioni quali Area - International POPular Group, Calibro 35, Junkfood, Afterhours, Le luci della centrale elettrica e altre ancora. di più
randomblackdude di più
Hanno pubblicato due soli dischi: l'omonimo debutto e soprattutto "Different Shades Of Beauty" dato alle stampe nel 2008. La voce eterea, ultraterrena di Jennifer va ad unirsi ad una musica malinconica e delicata. Dream Pop vellutato che li avvicina alle meraviglie sonore degli inarrivabili e mai dimenticati Cocteau Twins...Falling From Grace... di più
Altro pagliaccio ladro, evasore e bancarottaro del panorama ""calcistico"" italiano. di più
Ottimo disco, sonorità intriganti, grandi ospiti e la solita magnifica interpretazione di Keenan. Ma poteva decisamente osare di più. di più
Ok Fiumani non è un mostro di tecnica alla chitarra e ok non è impeccabile al canto ma le canzoni ti scuotono dentro. di più
Negramaro 'cattivi' di più
Musicalmente, S.F. Sorrow segna un importante punto di contatto tra le esperienze post-beat e la nascita della psichedelia
In definitiva, un disco non solo straordinariamente importante in chiave storica, ma certamente ricco, vibrante, magnetico, multiforme. Un irripetibile capolavoro che coniuga magistralmente sperimentazione e melodia, tendenza prog e orecchiabilità, che affabula e fa riflettere ricordandoci impietosamente la caducità dell'esistenza umana, governata freddamente dal caso. di più
Non capisco le critiche. D'accordo che non si tratta dei soliti Stones che all'epoca furono attratti dall'avvento del rock psichedelico, ma si tratta pur sempre di una delle migliori produzioni della band, anche se non accessibile a tutti. L'accoglienza timida portò Jagger e soci ad accantonare questo tipo di sonorità. Beggars Banquet è infatti più accessibile, oltreche lo storico manifesto della band. di più
Probabilmente uno dei migliori dischi di sempre, non solo del prog. La miscela è unica, fra lo sperimentalismo agghiacciante di "Insurgentes", il jazz eclettico di "Grace for Drowning" e un songwriting come al solito poetico ed evocativo. La storia del corvo è sicuramente la più toccante, ma anche le altre descrivono personaggi di un lirismo e di una drammaticità sconvolgente. Anche la copertina è un capolavoro. di più
Bellissimo album di rock effervescente, intrigante ma sempre elegante e ben curato. di più
L'album della scoperta: i Metallica scoprono di avere un talento commerciale, e Hetfield di essere un grande songwriter. La qualità purtroppo è molto eterogenea: alcuni capolavori (pochi), molti brani ottimi, altri fra i peggiori mai pubblicati. di più
"No Code" è sicuramente uno dei vertici compositivi dei Pearl Jam. Certo facendo il confronto con i primi 3 album ne esce sconfitto, ma è anche giustificabile un leggero calo dopo 3 capolavori. Da qui però il gruppo avrà sempre meno idee che porteranno alla pubblicazione di album non proprio all'altezza del nome (tranne "Yield")... di più
Che figo, un cantante odierno! Ora gli do uno per dimostrare la mia grande cultura musicale, senza manco aver sentito una canzone. di più
grandissimo album di più