cptgaio

DeRango : 5,23
DeEtà™ : 7175 giorni • Qui dal 19 ottobre 2006
Alan Moore & Dave Gibbons Watchmen
Voto:
Allora, eccomi qui. Intanto ringrazio tutti per i commenti positivi al mio piccolo scritto ma soprattutto per le integrazioni date. Vedo che la questione principale sollevata e' quella che riguarda il fumetto come genere abbastanza sottovalutato e considerato di pura esclusivita' dell'infanzia o della prima giovinezza e la "rivalutazione" che capita quando esce un film (e parlando in particolare soprattutto nel caso di "Watchmen"). Da come la vedo io ci sono due modi di valutare la situazione: il primo e' che se consideriamo che il mondo dei fumetti ha donato tantissime storie negli ultimi 20 anni al cinema (e molte volte il pubblico generalista non sapeva nemmeno che molti soggetti fossero tratti da fumetti: il primo caso che mi viene in mente e' "A History of Violence" di Cronenberg, ma ce ne sarebbero tanti esempi da fare) si potrebbe abbozzare un ottimista "dai che le cose stanno cambiando" ma poi mi rendo conto che sono dei successi del tutto effimeri perche' spesso rimangon semplicemente (a parte pochissimi casi a cui pero', come detto, curiosamente raramente viene riconosciuta l'origine "fumettosa") dei fenomeni "popolari" legati a quei 2-3 mesi di battage pubblicitario: per fare un esempio il primo "Batman" di Tim Burton ('89) ebbe una risonanza popolare molte volte superiore a questo "Watchmen" (il film, intendo) ma a distanza di venti anni non si puo' dire che abbia cambiato qualcosa nell'atteggiamento che hanno i piu' verso il fumetto come genere e Batman in particolare. Il secondo modo e' piu' indiretto e cioe' va a considerare che alla fin fine il Fumetto non ha mai avuto bisogno di essere "sdoganato" tra le arti "colte" come altri generi ma e' sempre sopravissuto a se stesso come "Arte Popolare" ed artisticamente parlando e' tutt'ora una di quelle (in generale) piu' in movimento (se consideriamo ancora il cinema e prendiamo i film d'animazione come opere derivanti culturalmente dal mondo dei fumetti ricordo che la prima mezz'ora di "Wall-E" e' stata tra i momenti piu' "avanti" della cinematografia degli ultimi 10 anni) e soprattutto, per sua stessa natura, ha sempre avuto sostenitori che tutto sommato hanno sempre preso quelli che per molti (pseudo)colti sono offese come dei complimenti e qui avrei un casino di esempi da fare, capitati anche recentemente su DeB, ma non voglio sollevare vespai inutili ma semplicemente cito Eco quando parlando di Schulz lo definisce un poeta... Insomma non credo che sara' "Watchmen" (film) o chissa' che altra trasposizione a "sdoganare" il fumetto in ambienti culturalmente piu' "elevati" e per due motivi: il primo che e' lo stesso mondo dei Fumetti a non cercare questo riconoscimento (ma non per snobismo ma perche' tradirebbe la sua natura di arte "Pop") il secondo perche' culturalmente e' gia' rilevante cosi' com'e', pur rimanendo popolare! Grazie ancora a tutti!
Queen Innuendo
Queen Innuendo
13 mar 09
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i voti.
Queen Innuendo
Queen Innuendo
13 mar 09
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mmm, non per fare il rompicoglioni della situazione ma in un paio di commenti di due colleghi debaseriani ci sono un paio di cose che storicamente non sono proprio esatte: nel commento 2 il caro Pv (ti chiedo scusa se non metto tutto il tuo nick ma sono una persona pigra) si chiede perche' "finché f mercury è stato al mondo, ben pochi apprezzavano i queen." e questa, se parli di succcesso di pubblico, e' una cosa poco corretta: infatti sia questo che il precedente ("The Miracle") vendettero tantissimo anche qui in Italia ("Innuendo" fu primo in classifica per almeno 4 settimane e ricordo uscii 9 mesi prima della morte del cantante e almeno 7 prima che la sua malattia fosse resa nota al pubblico). Popolarmente i Queen hanno avuto solo un momento di crisi nella loro carriera e cioe' ad inizio '80 dove dischi come "The Game" ed "Hot Space" ebbero numeri di vendita abbastanza deludenti per i loro standard abituali, salvo poi riprendersi decisamente la scena dopo l'esibizione al "Live Aid" ed infatti l'anno dopo "A Kind of Magic" fu un successo enorme. Se parli invece di consenso di critica anche qui c'e' da dire che l'atteggiamento verso di loro non ha subito particolari cambiamenti tra il prima ed il dopo della tragica scomparsa di Mercury: nel senso che son sempre stati visti in malo modo e abbastanza affossati. Poi che la morte di Mercury abbia spinto ancor piu' sull'accelleratore, ritornando al consenso popolare, e' discorso giusto ma capita quasi sempre nel mondo della musica e i Queen non hanno fatto eccezione. La seconda cosa invece appare nel commento 10 del collega Spirit e cioe' (a parte il discorso "critica" che ripeto non ha visto particolari cambiamenti nel doloroso passaggio) nella frase "pure i Maiden di metà anni '90 erano criticati ma vendevano bene..." in due punti: A) i Maiden, a parte nella loro primissima parte di carriera, quella con Di Anno per intendersi e al massimo fino a "Powerslave" parlando di Dickinson (80-85) e nell'ultimissima (dopo "A Matter of Life and Death" 2006) son sempre stati abbastanza criticati dalla critica (e scusa il gioco di parole) ed il consenso anche qui era esclusivamente popolare: anche se meno eterogeneo di quello dei Queen, i Maiden son diventati un gruppo "per tutti" solo dopo il ritorno di Dickinson e Smith, nel '99, prima, fino al '92 (e qui vertera' il punto B), avevano un successo enorme ma solo nell'ambito esclusivo degli ascoltatori Metal. B) come anticipato dire che i Maiden a meta' dei '90 vendevano bene e' abbastanza discutibile ma anche qui dipende cosa s'intende per "bene" perche' "The X Factor" ('95) vendette la meta' del precedente ("Fear of the Dark" '92) e il successivo "Virtual XI" ('98) addirittura non arrivo' alle 300000 copie mondiali (pochissimo per il loro standard) tanto che il quasi contemporaneo di Dickinson "Accident of Birth" ('97) vendette molto di piu'. Poi e' ovvio: numeri a 5 zeri posson esser considerati "grandi" per chiunque ma ricordo che stiamo parlando di una band che in totale ha venduto sui 70 milioni di dischi e quindi 250000-300000 copie per un disco posson esser considerate un flop. Chiedo scusa se sono stato prolisso. P.S: quest'album tutto sommato mi piace, anche se non e' il mio preferito dei Queen, e la recensione non e' male.
Alan Moore & Dave Gibbons Watchmen
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Ringrazio tutti i commentatori: passo domani per rispondere alle questioni proposte. Ciao.
Paul Greengrass The Bourne Ultimatum
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Ma anche no...
Afterhours Il Paese E' Reale
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Caro Carlo, io parto del presupposto che chiunque (piu' o meno intimamente) desidera che la propria "arte" arrivi a piu' gente possibile e spesso (non sempre, per carita' ma molto piu' spesso di quel che si e ' portati a pensare) chi rimane di nicchia non lo fa per scelta consapevole ma per ampi errori in fase di commercializzazione e di distribuzione del proprio prodotto. Assodato questo io non ho mai avuto nessun preconcetto verso sia chi vende milionate grazie magari all'apporto di molti media che verso chi vuol fare il "duro e puro" fino in fondo, nemmeno ora che spesso sti ruoli s'invertono, semplicemente perche' a contare per me e' sempre stato il "prodotto" (la musica) che mi veniva proposto. Ti dico questo perche', a mio parere, se piu' gruppi validi dell'alternative (per quel che vuol dire il termine) italiano si "sporcassero" le mani un pochino con mezzi di comunicazione popolare e non solo di nicchia (non dico sempre andar a Sanremo eh! ce ne son pur altri...) magari la qualita' media della musica passata in radio (per fare un esempio) si alzerebbe e non dovremmo ascoltare solo certe brutture del pop minuscolo da 'na botta di HR e via. Quello che e' divertente e' che siam cosi' legati a certi meccanismi (successo popolare=musica di merda) che i primi ad ostacolare questo processo (che sarebbe giusto) siam proprio noi utenti! (vedi cosa sta succedendo al "povero" Brondi per esempio) e da qui in pochi hanno il coraggio di rischiare il salto appesi tra il dilemma sul chi accontentare (oltre a loro stessi, ovvio, debbono pure mangiare). Troppe persone (non tu eh! dico a te sta cosa perche' sei il mio interlocutore) usano la musica solo per definire se stesse e questa, che che se ne dica, non e' una liberta' ma finisce sempre per esser una gabbia. Sia per chi la musica la fa sia per chi l'ascolta. Detto questo penso che sapremo solo tra qualche anno se quest'"operazione Sanremo" sara' servita o meno. Ciao!
U2 No Line On The Horizon
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Pur non avendoli mai particolarmente amati devo dire che questo e' un bel disco (ma 4 non lo posso proprio dare agli U2). La Recensione...chetelodicoafa? ;-)
Frank Miller Ronin
Voto:
Confermo che non e' tratto da questo fumetto, comunque a me non piacque molto: un'occasione mancata per le premesse che presentava. Ti ringrazio per l'apprezzamento alla recensione.
Julie Doiron and The Wooden Stars Julie Doiron and The Wooden Stars
Voto:
Una volta tanto conosco qualcosa che proponi ;-) Bel disco, pure la recensione ma effettivamente i commenti su di una sua cripticita' ci posson stare (io sono facilitato conoscendo,appunto, il disco) ma son piccolezze.