Il_Paolo

DeRango : 6,49
DeEtà™ : 6727 giorni • Qui dal 8 gennaio 2008
Fugazi In On The Kill Taker
Voto:
Amo assai i Fugazi (chi lo direbbe mai?), diciamo che sono una tardiva ma implacabile scoperta. Questo album, ma anche End Hits e Repeater, su tutti. Possono sembrare ostici, ad un primo ascolto, perchè le trame chitarristiche e ritmiche sono complesse e poco appetibili, così pure le voci, stentoree, violente, non hanno nulla di friendly per l'utente medio. Il mio consiglio, per avvicinarsi a loro almeno sotto il profilo musicale (testi etc. ve li potete tradurre con tranquillità) è quello di metterli come sottofondo e fare altro - meglio in macchina se ce la fate, io faccio proprio così - facendo entrare pian piano nella vostra testa la loro peculiare espressività. Dopo tre o quattro ascolti continui, un po' passivi, li avrete dentro e potrete vantarvi con gli amici che ascoltano i Muse o trovano originali i Dream Theater, o si credevano fiki ascoltanto i Nirvana: "Cazzo, i Fugazi sono meglio!". Blackdog sei un grande, come grande il post n. 26 del Sartoscuro.
Carlo Vanzina South Kensington
Voto:
Di Vanzina preferisco i lavori degli anni '80, dove lo sguardo sociologico e il motteggio comico - grazie ai Calà, De Sica, Boldi und so weit - creava dei piccoli capolavori d'artigianato ludico. Poi, secondo me, c'è stato un periodo di transizione, testimoniato anche da questo film, in cui hanno perso mordente. Autentico colpo d'ala la serie "Un ciclone in famiglia". La recensione non è male, ma, scusa la presunzione, rivendico una simpatica primogenitura su questi oggetti qui in Debaser: per migliorare dovresti trattarli con più ironia e distacco, anche se non senza il giusto affetto che meritano. Meglio una recensione del genere, però, di tirate finto intellettuali sui capolavori del cinema anni '90 made in Kazakistan. Meglio Rimini, insomma, dei predoni dello Yemen.
Kiss Creatures Of The Night
Voto:
Ultimo barlume di dignità prima di struccarsi. Però, diciamolo chiaramente: dopo "Destroyer" ('76) avrebbero dovuto sciogliersi, avrebbero lasciato un ricordo veramente epocale (ma sarebbero, è pur vero, rimasti poveri, con ridotto numero di copule rispetto a quelle realizzate nel trentennio successivo)
Camillo Mastrocinque Totò A Parigi
Voto:
Mah, da bambino la pensavo un poco come te, litigando con chi, in famiglia, lo esaltava ed esalta. Crescendo ho capito che dietro quella comicità c'era, assieme, l'esperienza dell'avanspettacolo e della rivista del primo '900, il dramma della povertà e dell'immediato dopoguerra, la forza di far ridere un paese. Mi urta che in molti l'abbiano rivalutato proprio per il tardo lavoro con PPP, era indubbiamente una forza della natura, con qualcosa di inquietante e diabolico (nel senso buono).
Luciano De Crescenzo Così Parlò Bellavista
Voto:
E dirò che i Bellavista non sono stati - generalizzo - nemmeno dei gran padri: o i figli li hanno fatti sì studiare, ma poi tenuti a casa a replicare la vita del ricco annoiato e disimpegnato (leggansi alcune cose di La Capria), oppure in un singulto di coraggio, dopo averli fatti studiare ed immediatamente dopo la laurea li hanno presi da parte dicendo "Vattene via. Resta al Nord, Non tornare più", creando emigranti forzati e tristi e togliendo alla loro piccola patria ogni possibile speranziella di riscatto. Adesso è ovvio che generalizzo un poco, ma non di troppo. Forzatamente Vostro, Il_Paolo
Luciano De Crescenzo Così Parlò Bellavista
Voto:
Negli anni '80, in effetti, già dominava un uomo vocato al male, ma assai intelligente come lui. Uno che, smentendo il noto detto evangelico "sia il tuo parlare sì-sì, no-no" amava il differente schema "dire a nuora perchè suocera intenda". Guardate qua:
Luciano De Crescenzo Così Parlò Bellavista
Voto:
E aggiungo che sono proprio i Bellavista ad aver tradito Napoli, crogiolandosi nella vita facile del ricco meridionale (al sud, se stai bene economicamente, vivi davvero alla grande) senza assumersi alcuna responsabilità nei confronti dei ceti meno abbienti (al sud, se stati male economicamente, vivi davvero male). Chiaroscuramente Tuo, Il_Paolo.
Luciano De Crescenzo Così Parlò Bellavista
Voto:
Mi autoposto il commento che scrissi tempo fa ad analoga recensione di AlessioIRIDE: vale anche per te. Il limite del libro, e del film, è a mio parere quello di essere consolatorio, crogiolando Napoli ed il Sud in genere nel piacere – bozzettistica - di essere “eredi” del pensiero greco romano, a differenza dai barbari del Nord. Il problema è che quell’eredità è stata, nei secoli, ad appannaggio dell’alta borghesia o della bassa nobiltà spagnoleggiante [che ne ha fatto strame], non dei ceti popolari, depredati per millenni e lasciati nell’incultura ed alla mercede dei bravi e dei loro epigoni. Secondo me il lato tragico del Sud lo vedi meglio in “Io speriamo che me la cavo” della Wertmüller, in cui si ride, e si piange, alle prese con il dramma dei bambini e della loro (mancata) formazione. Ripetitivamente Tuo, Il_Paolo
Radio Birdman Living Eyes
Voto:
Quant' è bella "Snake", di questi qua. Li ascoltai tanto tempo fa. Ospiti fissi a "Domenica In" forse no, il target del pubblico impone scelte meno avventate, tipo Dino, Rita Pavone, il maestro Mazza o qualcosa di simile. Magari, osando un attimino (quanto mi piace: "attimino"!!) i Matia Bazar. Bel voto alla recensione per il chiasmo sulle Madonne.
M/A/R/R/S Pump Up the Volume
Voto:
Sì!