Il_Paolo

DeRango : 6,49
DeEtà™ : 6728 giorni • Qui dal 8 gennaio 2008
Fernando Di Leo Aver vent'anni
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Muito, c'è un refuso, il titolo corretto è "Enciclopedia Pa_olistica".
Fernando Di Leo Aver vent'anni
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E per chiudere il cerchio, in questo film Carati e Guida mettono abbondantemente in mostra i propri piedi (bruttini).
Fernando Di Leo Aver vent'anni
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Cito dalla "Enciclopedia Paolistica" [Madrid, 1939]: "In tutti i miti fondativi il serpente è portatore di conoscenza (ed infatti è anche il simbolo dei medici), dunque quel soggetto che spezza il legame fra uomo e natura e si pone di traverso fra Deus (sive Natura) e Uomo = dia ballein>diabolon>colui che appunto si pone di traverso. Quando Eva coglie la mela della conoscenza - meglio: la fa cogliere ad Adamo come mirabilmente vediamo in Superfantozzi - scaglia l'essere umano nel mondo, e lo fa rendere cosciente della sua mortalità, come pure della sua individualità (facendolo vergognare delle pudicizie, ma, curiosamente, non dei piedi: ed infatti la foglia di fico viene inventata prima delle scarpe). Ad ogni buon conto, il diavolo fa le pentole ma non le infradito, che ancor oggi sono indossate dalle donne che non hanno paura di mettere in mostra i propri piedi. Le più pericolose, probabilmente".
Fred Bongusto I grandi successi originali
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Lewis, secondo te da dove mi sono appassionato a Fred?? ;) Quel film lo adoro ed è stato proprio Fred a fare la colonna sonora! Lavalin e Muito... che dirvi, la cosa era risaputa. SV, Il_Paolo
Fernando Di Leo Aver vent'anni
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Sempre grande e fecondo Muito. Tarantino è dichiaratamente un feticista del piede, anche se non capisco perchè gli piacciano quelli della Thurman che - messi in primo piano su Kill Bill - sono a dir poco orrendi. Altra notissima feticista del piede - proprio - è Catherine Deneuve, una delle poche che ama mettere in mostra le sue estremità. E pure Carla Bruni in Sarkozy.
Fred Bongusto I grandi successi originali
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@Lewis, tocchi da vicino la mia "mission" e meriti un chiarimento. Allora, per quanto attiene a Bongusto ribadisco il mio giudizio, è stato un grande per le ragioni che adombro nella recensione. Il testo di "Balliamo", messo così, sembra ridicolo, ma ascoltato nel tono da fumeria di Fred, calato nell'ambiente in cui questa musica suonava e veniva prodotta, acquista - a mio sommesso avviso - un tono quasi dispetato, struggente, da film di Cassavetes. Per quanto riguarda Fitzgerald, è ovvio che il richiamo possa sembrarti stiracchiato, in quanto risulta comunque come il frutto di una "analogia", di un "volo pindarico" e di una "sensazione"... che per esempio abbiamo avuto io e Lavalin. A prescindere dalla soggettività dei pensieri, a me sembra simpatico strizzare l'occhio a chi piace leggere in queste recensioni, magari suggerendo dei richiami, dei rimandi, degli incroci, dei viaggi mentali (come il tuo, che mi è piaciuto). Magari qualcuno che non ha mai letto il libro, ma che conosce anche per inerzia Bongusto, potrebbe avere la voglia di andare a comprarlo, o di sapere qualcosa di più su Fitzgerald etc. Non vedo nulla di male in tutto ciò, l'importante è trovare la chiave ed il gusto per superare qualche steccato e divertirsi assieme. Alla fine, non sono che parole. ST, Il_Paolo
Fred Bongusto I grandi successi originali
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Muito, è squillato il telefono rosso nel mio studio personale (linea diretta con te e pochi altri) ed il mio maggiordomo Alfred mi ha chiamato per dirmi che mi cerchi: dunque, "Cuori neri" è un libro di Luca Telese (già in Rifondazione Comunista) in cui si ricostruiscono le storie delle vittime "fasciste" degli anni di piombo (es. Mantakas, Ramelli, Gianquinto, strage Acca Larentia etc etc). E' un libro bellissimo e coinvolgente, la cui lettura ti raccomando, in quanto, a mio avviso, non cade nel tranello del revisionismo o della glorificazione postuma ma descriva un'epoca in maniera vivida, senza sconti. Dunque, nel sottobosco del neofascismo romano/laziale di fine '70 si muoveva anche il pubblicitario Sergio Caputo, che parrebbe essere stato sodale dell'ambiente e autore di alcuni manifestini, anche se lui tende a ridimensionare questi precedenti. Alla prossima bat-puntata. ST, Il_Paolo
Fred Bongusto I grandi successi originali
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@Ajeje, ti rispondo perchè in fin dei conti è quello che ti aspetti, e non mi sembra giusto deluderti. Non entro nel merito delle tue polemiche, ma mi sfugge la loro logica: prima scimmiotterei il grande Amadeus (che preferivo in versione rockabilly fine anni '80 - primi '90, col ciuffone), denotando un'estrazione popolaresca; poi mi darei arie da intellettuale citando libri a profusione (sai bene che citare libri non vuol dire averli letti); poi, ancora praticherei delle strane forme di erotismo virtuale con dei miei presunti fake, i quali tuttavia, non sono evidentemente me (se non altro perchè i tuoi obiettivi sono delle signoore, ed io, altresì, un maschietto). Ecco, ti ho dato un po' la possibilità di <<metterti in mostra>>, cosa che tu ascrivi a me: ma se io mi metto in mostra, e tu ti metti in mostra dicendo che mi metto in mostra, la conclusione e cui io e te dobbiamo pervenire è che tu sei il mio fake, o io il tuo, a scelta. @Lukin: ho visto il tuo profilo ed ho scoperto che ti piace il camogli degli autogrill. Piace anche a me: non è che anche tu...
Tinto Brass Io, Caligola
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Scusa Bowman, è che gli stili sono simili e che una volta ho dato del genio a te (su Kocis) e mi ha risposto Rivoli o viceversa, non mi ricordo. Di lì l'equivoco. Sul tema delle follie dell'imperatore ricordo che Tito fu definito "delizia del genere umano" o qualcosa di simile, e venne ricordato dai romani come l'imperatore buono (peraltro distrusse Gerusalemme, ma la storia non la fanno i vinti): dunque, il mio professore di latino e greco commentava, fra il serio e il faceto, che la definizione se l'era meritata perchè governò poco (mi sembra 79-81 d.C.), giacchè, se fosse vissuto a lungo, chissà quante pazziate avrebbe fatto. Magari anche Caligola ha avuto la "sfortuna" di governare troppo e farsi sedurre dal potere, del resto essere imperatore romano doveva essere un bel lavoraccio. ST, Il_Paolo
Fernando Di Leo Aver vent'anni
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Bella frase, Lavalin, molto profondo il suo significato (che ben si attaglia al film in commento, dove le grazie delle attrici sono sovraesposte, scatenando poi l'odio degli uomini). A questo proposito osservo una cosa che, per analogia, richiama Sciascia: vi siete mai accorti che, nella esposizione generale dei corpi femminili che si vede quasi ovunque, l'unica parte del corpo che non viene mai esposta è il piede (salvo eccezioni)? E' sapientemente occultata in tutte le foto osè, addirittura in certi film scollacciati e oltre si vede di tutto e di più ma le donne indossano scarpe rigorosamente coperte, idem in televisione. La cosa è lampante e io mi chiedo perchè (so che qualche psicologo ha intessuto varie considerazioni sul richiamo fallico del piede femminile). L'unico che, intenzionalmente credo, ha spezzato anche questo taboo è Tarantino in "Death Proof". Boh... una qualche ragione ci deve pur essere. Per Lavalin: post 7 = domanda retorica.