Il_Paolo

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Al Bano e Romina Power I grandi successi
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@Psycho: metti in dubbio le virtù della mamma di Albano? Il tuo Cochise l'ho visto ne "I guerrieri della notte", di W. Hill, 1979. Questo è quello giusto, si chiama proprio Kocis: link rotto
Al Bano e Romina Power I grandi successi
Voto:
Rivoli, ci vuole del genio a nominare Kocis, dunque tu lo sei! Era il convitato di pietra della mia recensione. Detto questo, concordo in toto anche su Romina e mi irrita che: a) nessuno le ricordi gli esordi in "Justine" di Jess Franco; aa) il fatto di essere stata una lolita della swingin' Rome; aaa) nessuno sdogani il fatto che fosse una bellissima donna, anche dopo 4 gravidanze. Peccato davvero che la ricordino per il ballo del quaqua.
Al Bano e Romina Power I grandi successi
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@Muffin, forse non hai capito: mi chiedevo in quale percentuale i talenti straordinari siano presenti negli uomini. Diremmo intuitivamente molto scarsa, perchè di Mozart - si dice - ne nasce uno ogni 500 anni. Ma se non fosse così? Nel senso, se di Mozart ce ne fossero tanti, ma - per gli accidenti della vita - non fossero messi nelle condizioni di scoprire il loro talento? Spero, inoltre, che parlando di "stupidità" tu non alluda a me, nel qual caso mi avresti deluso, non per il merito del rilievo (fatti tuoi) ma per il modo con cui non motivi le tue valutazioni. Cordialmente Tuo, Il_Paolo
Al Bano e Romina Power I grandi successi
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Albano è il nome di battesimo di Carrisi. Ma il nome d'arte, più correttamente, è Al Bano, americanizzando in sostanza il nome stesso. Andava di moda negli anni '60, in aderenza a certo gusto esterofilo. Poi, negli anni, credo che Carrisi abbia usato indifferentemente il suo nome proprio o quello d'arte: la questione, come ovvio, risulta sovrastrutturale. @Adder: non credo di avere "talento", nè "qualità"... ma secondo me non c'è nulla di più poetico, e di autenticamente umano, delle qualità e dei talenti sprecati. Ogni tanto sono attraversato da questi pensieri: quanti di noi sono magari dei geni in un determinato settore (sport, scienze applicate, musica) ma non trovano mai, nella vita, l'occasione di entrare in contatto con il loro talento. Chissà quanti operai, idraulici o quant'altro sarebbero dei compositori musicali provetti, e quanti musicisti sarebbero grandi tecnici, artigiani, scienziati... ma semplicemente non si sono espressi? Chissà quanti Maradona NON hanno mai dato un calcio ad un pallone, e quanti Mozart NON hanno mai preso in mano uno strumento musicale. C'entra poco con il mio discorso d'apertura, ma vi volevo far parte dei miei pensieri, forse perchè oggi piove e non ho voglia di lavorare... Semper Vestri, Il_Paolo
Al Bano e Romina Power I grandi successi
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@muito: cogli nel segno, purtroppo. Ma, converrai con me, quando parli di Al Bano e Romina la vita soverchia l'arte, rendendo difficile soffermarsi sui loro brani. Nella prossima recensione conto di fare meglio, dissezionando opportunamente le caratteristiche del lavoro commentato. Grazie comunque della stima e dell'interesse!
Ivan Reitman Ghostbusters - Acchiappafantasmi
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Caro Velluto, grazie per la difesa d'ufficio. Effettivamente mi spiace che alcuni usino le tematiche da me recensite tirandole per la giacchetta a difesa dell'una o dell'altra tesi. Sono ambedue fondate, peraltro, perchè la verità non è in mano a niuno. Questo è il sale della vita, caro Poletti. Poi mi infastidisce che tiri fuori ogni altro giorno Hitler come soggetto di discussione ai fini di una sua rivalutazione: contro Hitler militano dati oggettivi, non c'è spazio per revisionismi. Fermo restando che il revisionismo, se effettuato su serie basi di metodo, non è di per sè un male.
Castellano & Pipolo College
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@Cravest: che nei passaggi televisivi di metà anni '80 facesse ben 10 milioni di spettatori può anche essere, ma desumere da ciò "che non sia del tutto male" ce ne corre. Il film è pessimo, ancorchè interessante come spero di aver dimostrato.
Castellano & Pipolo College
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@lavalin: ho avuto un solo cane in vita mia, uguale a Flash di Hazzard. Credo di aver detto tutto!
Castellano & Pipolo College
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@Lavalin, interessanti le "ascendenze" rispetto a Benedetta della III C. Forse non sai che la Elmi fu per tutti gli anni '70 una piccola e continua presenza "dark" in vari film di genere: fra gli altri "Profondo Rosso" (è la bambina che fa da deus ex machina), "Reazione a catena" (idem), "Chi l'ha vista morire" (vittima), ed altri che potrai scoprire facendo un giro in rete. Quanto a "Professione Vacanze" era un in effetti un piccolo telefilm di ambientazione estiva con Jerry Calà ed altri bravi caratteristi (la povera Jenny Tamburi ad esempio, ma anche Giuliana Calandra), il quale non ebbe tuttavia la pretesa di diventare "serie".
Quanto a Federica Moro, non so che fine abbia fatto - credo che ogni tanto faccia qualche comparsata in tivvù o fiction ma non sono sicuro - posso però dirti che è quanto di più deteriore abbia partorito l'estetica degli anni '80, oltre che una delle più sopravvalutate miss Italia di ogni tempo.
Castellano & Pipolo College
Voto:
Circa "I ragazzi della III C", bisogna dire che si trattava di un prodotto artigianale, talvolta raffazzonato, ma affidato: a fior di caratteristi (Allocca, Nicheli, Fassari, etc.) e ad un gruppo di attori giovani, alcuni molto bravi (Ferrari, Bracconeri, Elmi), altri efficaci come "tipi" (Cestiè, Gusberti). Chi visse l'epoca di paninari, dark, roccabilly, metallari etc. può confermare inoltre la valenza sociologica della serie: ai tempi fotografava assai bene la realtà, rivista oggi può far tenerezza o inquietare a seconda dei punti di vista, ma lo sguardo sul mondo medio non era superficiale.
Ho premesso un cenno su quella serie (a propria volta una sorta di spin-off di "Vacanze in America" dei Vanzina, sui quali tornerò prossimamente) perchè "College" (sempre con Ferrari e Bracconeri) fu un tentativo dell'allora Fininvest di proseguire il successo della III C, ormai giunta ad esaurimento per motivi vari; tentativo che venne effettuato, su altro ma connesso versante, con "Classe di ferro" (il quale addirittura vedeva un Jovanotti-milite alla colonna sonora, quasi come un Elvis dei poveri). Questi due telefilm, trasmessi nell'89-90, non erano altrettanto validi come la III C, scontando oltremodo la ripetitività di trame e situazioni. Dell'epoca io ricordo con maggior piacere i gialli rosa di "Don Tonino", quindidi anni in anticipo rispetto a "Don Matteo" e dotati di una certa cattiveria da figliocci bastardelli di Dario Argento ed il giallo anni '70.
Poi quasi il nulla: venne l'epoca de "I ragazzi del muretto" e Curzio Cobain, con quell'aura di sofferenza ed autolesionismo che oggi fa un po' sorridere un po' nostalgia. La bandiera del disimpegno cazzaro non risultava tuttavia ammainata, battendo bandiera americana, con "Beverly Hills" ed epigoni varii.