panapp

DeRango : 7,88
DeEtà™ : 6612 giorni • Qui dal 3 maggio 2008
Shiroh Sagisu The End Of Evangelion
Voto:
Anch'io ho letto tutta la recensione, ed è anche bella, ma non posso dare più di 3 dato che per il 75% parla dell'anime e del della colonna sonora: il contesto è più importante dell'opera in se? Mmmh. Anche alla colonna sonora trovo difficile dare più di tre stellette, ma penso che sia solo una questione di gusti dato che riconosco assolutamente la grandezza del compositore, tant'è vero che non esiterei a dare anche cinque stelle a quello che secondo me è il suo lavoro migliore, cioè la OST di "Le situazioni lui & lei" che ha momenti di autentica genialità.
Kahimi Karie It's Here
Voto:
@dlf: non sono giapponese né ho parenti asiatici, e come ho già scritto altrove recensisco queste cose perché a) mi sembrano meritevoli b) quelle occidentali vengono già trattate da persone migliori di me mentre invece queste rimarrebbero sconosciute se non ce ne occupassimo O__O, The_dull_flame, io e pochi altri qui su DeBaser. In ogni caso, come puoi cedere sulla mia scheda personale, ho scritto anche di cose occidentali e di vario target: il fatto che ascolti anche questa musica non vuol dire che ascolti solo questa musica. ;) Comunque, Kahimi Karie è molto cambiata da "Giapponese a Roma": questo è perfettamente normale se consideriamo che lei fa parte del genere noto come Shibuya kei (stile di Shibuya, un municipio di Tokyo), che è un tipo di pop che attinge da qualunque fonte, ma qualunque per davvero, per poi condensarla nella musica più fusion che esista; per esempio i Pizzicato Five erano Shibuya kei e come ricorderai cambiavano genere non da album ad album, ma addirittura da brano a brano, praticamente. Kahimi Karie è passata per il revival 60s, poi ha lavorato con Cornelius per la roba house, poi il jazz, poi varie altre fasi ed ora è al minimal più assoluto: questi ad esempio sono due brani dall'album qui recensito "It's Here", uno (purtroppo è solo un pezzo) e due . Vediamo che farà nel prossimo album.
Moran Replay
Moran Replay
24 set 10
Voto:
@nes: infatti i musicisti visual producono DVD a go go, proporzionalmente molti più rispetto a qualunque altro musicista del mondo. I CD escono sempre in edizione doppia, una semplice ed una col DVD allegato con video, live e quant'altro, e quando dico "i CD" non intendo solo gli album o i best, ma anche i singoli. Per renderti conto vai qui per un discorso generale: Visual kei - Wikipedia e qui per un esempio specifico: Vidoll - Wikipedia Suono (CD) + immagine (riviste) = equilibrio (DVD).
Moran Replay
Moran Replay
24 set 10
Voto:
@seagullinthesky: di band come piacciono a te ne trovi quante ne vuoi. Io qui recensisco una band visual perché sono interessato al modo in cui uniscono musica ed immagine per produrre una cosa unica. Per amore d'onestà ti dico comunque che in Giappone l'ambito visual è spietato ed i fan non stupidi: le prime band ad essere schifate dal pubblico sono proprio quelle che sono tutta immagine e niente musica (troppe), quelle tutta musica e niente immagine passano al metal o all'hard rock vero e proprio (tipo i Dir en grey) e quelle che sanno mantenere l'equilibrio restano nel mondo visual kei. Una buona band visual sa che il costumista non lo aiuterà mai a vendere, e ne è la prova il fatto che i gruppi che di buono hanno solo l'armadio si sciolgono in pochi mesi.
Hayao Miyazaki Ponyo Sulla Scogliera
Voto:
@nes: voglio farlo e lo farò di sicuro. "Nausicaä della Valle del vento" e "Laputa - Castello nel cielo" meritano 5 stelle e due recensioni davvero buone: m'impegnerò. ;)
Take That The Circus
Voto:
@ILM_igliore: cioè, gli 'N Sync ed i 5ive sono il peggio del peggio del peggio. Le uniche boy band 90s salvabili sono i Backstreet Boys, i Take That, i Westlife e voglio essere buono i Boyzone (benché con questo nome, francamente...). Gli East 17 avevano un senso, ma il resto è proprio immondizia.
Alessandro Baricco City
Voto:
Benvenuto su DeBaser e complimenti per la tua prima recensione! Concordo con gli altri: un po' troppa pomposità considerando che non è nemmeno la sua miglior creazione, però non è affatto male, anzi. Il libro è un pot-pourri molto complesso, ma non privo di un suo fascino soprattutto nella sua componente western, molto bella; recupera però i primi libri perché sono molto migliori.
Take That The Circus
Voto:
La revcensione non sarebbe malvagia se non fosse per la descrizione brano per brano, che fa perdere punti. Il disco non lo conosco, ma negli anni '90, quando ero un adolescente e dunque ero il target giusto (beh, ero ancora più giusto se ero UNA adolescente), la band mi lasciava un po' freddo, non mi dicevano molto, però non la apprezzavo; adesso che sono uscito dal target credo che mi dicano meno ancora. Detto questo, anche a me piace molto la copertina.
Fabri Fibra Controcultura
Voto:
Benvenuto su DeBaser! La recensione poteva essere fatta meglio, ma per essere la prima è ok. Non apprezzo molto la musica di Fabri Fibra, ma riconosco che è un personaggio con qualcosa da dire.
Gabriel Fauré Requiem, op. 48
Voto:
Ottima recensione ed opera splendida di un autore che meriterebbe più notorietà.