Pietro Minchiadura

DeRango : 1,90
DeEtà™ : 7678 giorni • Qui dal 2 giugno 2005
Steve Reich Music for 18 Musicians
Voto:
Ma me li hai baciati sì o no? Schnell schnell: inizia dall'alto!
Steve Reich Music for 18 Musicians
Voto:
Ripeto: voglio un servizio coi fiocchi e i controfiocchi. E quando hai finito, come diceva un caro vecchio amico, "baciami il lessico", ché onorato devi sentirti di apprendere da me. Fatti una cultura.
Lightwave Nachtmusik
Voto:
No, quello è Cross of Changes, e il pezzo è Return to Innocence! Lì c'è "Sadness" tripartito, altro brano usato e abusato. Comunque dici il vero, la new-age più recente è bistrattata, lo si vede anche su De-B. A riprova, conosco davvero poco di Roach, qui completamente ignorato.
Steve Reich Music for 18 Musicians
Voto:
Ti ripeto: puoi baciarmi solo i peli delle chiappe e compiacerti di averlo fatto. Musica rock? Chi ha ascoltato solo musica rock? E tu cosa hai ascoltato? Ma vatti a fare un bagno di umiltà, testone: ci sono parecchi circoli musicali nei quali puoi far sfoggio delle tue stupide visioni assolutistiche. E ricordati la prossima volta di pulirti la bocca e usare la prima persona quando parli, ché il mondo forse si esimerà dal mandarti a quel paese, come non ho fatto io per gentilezza. E perché ancora ti vedo impegnato a baciarmi i peletti. Su, finisci in fretta.
Steve Reich Music for 18 Musicians
Voto:
Difficile trovare un rappresentante più sbruffone del signor Kataklisma, uno di quelli che farebbe impallidire anche gli Sgarbi e i D'Agostino più in forma per presunzione e saccenza. Ma dico, da dove te la sei tirata fuori tutta 'sta manfrina? Ma chi ha associato chi a che? Vedi di farti un bagno di umiltà e cura quel male agli occhi che ti impedisce di leggere. Babbonatale ha detto che preferisce Mertens a Reich: quello è minimalismo con l'anima, questo no, a suo dire. E parla pure in prima persona, altro che i monologhi assolutisti e mediocri di un dio del gusto come te. Guardati dal parlare di ignoranza, questo è minimalismo, quello di Mertens pure: si banalizzerà, ma se uno preferisce il primo all'altro sarn fattacci suoi. Poi se vuoi te lo metto per iscritto: la musica di Reich è un altro pianeta rispetto quella di Mertens, ha un'importanza storica che Mertens si sogna, ma se a babbonatale, trellheim e compagnia piace più Struggle for Pleasure sono giudizi corretti, fondati sul fatto che i due sono stati, anche se in misure totalmente diverse, minimalisti. Ma veniamo a noi, pallone gonfiato. Tu mi devi baciare i peli delle chiappe uno per uno se ti tiro fuori i Neu!, perché è beninteso che ho fatto un accostamento originale rivolto a pochi eletti. Non a te, s'intende: tu sei il solito professorino che legge un nome accanto ad un altro, fa due conti, tira una somma e sostiene che uno è un tipo di musica, uno è un altro. Ma chi sei per dire che le mie valutazioni sono infondate?
Cocteau Twins Milk & Kisses
Voto:
...ma allora non la pensi come me! ;)
Cocteau Twins Four-Calendar Café
Voto:
Qui salverei "My Truth" (che ricondice a Victorialand) e "Essence" (à la Budd)
Cocteau Twins Milk & Kisses
Voto:
Io invece l'opera ce l'ho tutta! E con altrettanta cognizione di causa affermo che Heaven or Las Vegas ha a mio dire completato tutto quello che Liz, Raymonde e Guthrie hanno potuto dire in 15 anni di onorata carriera. Si era partiti col dark post-punk di Garlands, e da lì a Treasure la transizione è stata non indolore attraverso il ponte di Head over Heels, giusta fusione tra anima post-punk e dream-pop del gruppo (si confrontino, per dire, "Five-ten-fiftyfold" e "Sugar Hiccup"); Treasure, che piaccia o no, è una pietra miliare del movimento dream, Victorialand prosegue, esasperando le mielosità del precedente, sulla stessa scia; poi, dopo la parentesi con Budd l'ancora buono Blue Bell Knoll, ove Liz dà meravigliosamente di matto con la voce in Cico Buff e Carolyn's Fingers. Da lì tutto si appanna, Liz fa il verso a se stessa e Guthrie e Raymonde non riescono a fare nulla che sia diverso da canzoncine pop. Diventano così ordinari, che, udite, udite, le parole di Liz si capiscono, caso veramente innovativo. Heaven or Las Vegas ha ancora qualche episodio buono, poi un paio di dischi pop senza verve, senza idee. Appunto: conoscendo l'opera intera ci si accorge di come siano appassiti, di come soprattutto sia impensabile sperare di poter trovare negli ultimi lavori pezzi unici come "Pandora", "Lorelei", "Cico Buff", "Spooning good singing good". Qui si salva forse la paranoica "Half-Gifts", poi poca roba davvero. Trascurabile.
Steve Reich Music for 18 Musicians
Voto:
Un lavoro controverso agli occhi e alle orecchie di chi può ascoltare oggi. E' a mio dire uno studio peculiare sul ritmo, con qualche episodio sopra le righe (i Pulses di inizio e fine), e un vago e innovativo gusto per la melodia basato sulle minimali variazioni di tono. E' in tutto e per tutto, credo, difficilmente digeribile, volutamente ingombrante, non infrequentemente stordente. Quello che fece Reich per la musica da camera fu fatto, allo stesso tempo, dai Neu! per il rock: queste ricerche sono fondamentali, i dischi rimangono della auctoritates da studiare più che da godere (cosa comunque non preclusa a chi riesce a digerirli).
Wendy Carlos Switched-On Bach
Voto:
Ehi, quella è una rarità, tienitela stretta, gue!