Ulver Bergtatt
Ulver Bergtatt
21 nov 10
Voto:
Ulver Bergtatt
Ulver Bergtatt
21 nov 10
Voto:
Bathory Hammerheart
Voto:
Ma come è possibile che quel genio di Quorton sia morto per motivi così banali? C'erano una volta i Bathory, che non solo influenzarono indirettamente alcuni generi, ma soprattutto ne creeranno uno il Viking, portandolo ai massimi livelli espressivi, mai più raggiunti ne da loro ne da altri. Sono riuscita ad acquistare l'album in cui accade ciò, l'inarrivabile "Hammerheart", risalente al 1990, che, nei suoi 8 brani dalla medio lunga durata, dagli incastri avvincent,i presenta dei squarci vividi ed assoluti di epicità che davvero non teme nessun rivale perché nessun platter del genere successivo potrà anche solo confrontarsi con la sua perfezione, con brani dallo spirito schiacciasassi Shores in Flames che hanno fatto storia. Qualcuno ha ascoltato questo gioiello?
Bathory Hammerheart
Voto:
Ma come è possibile che quel genio di Quorton sia morto per motivi così banali? C'erano una volta i Bathory, che non solo influenzarono indirettamente alcuni generi, ma soprattutto ne creeranno uno il Viking, portandolo ai massimi livelli espressivi, mai più raggiunti ne da loro ne da altri. Sono riuscita ad acquistare l'album in cui accade ciò, l'inarrivabile "Hammerheart", risalente al 1990, che, nei suoi 8 brani dalla medio lunga durata, dagli incastri avvincent,i presenta dei squarci vividi ed assoluti di epicità che davvero non teme nessun rivale perché nessun platter del genere successivo potrà anche solo confrontarsi con la sua perfezione, con brani dallo spirito schiacciasassi Shores in Flames che hanno fatto storia. Qualcuno ha ascoltato questo gioiello?
Bathory Hammerheart
Voto:
ulver bergtat
Ma come è possibile che quel genio di Quorton sia morto per motivi così banali? C'erano una volta i Bathory, che non solo influenzarono indirettamente alcuni generi, ma soprattutto ne creeranno uno il Viking, portandolo ai massimi livelli espressivi, mai più raggiunti ne da loro ne da altri. Sono riuscita ad acquistare l'album in cui accade ciò, l'inarrivabile "Hammerheart", risalente al 1990, che, nei suoi 8 brani dalla medio lunga durata, dagli incastri avvincent,i presenta dei squarci vividi ed assoluti di epicità che davvero non teme nessun rivale perché nessun platter del genere successivo potrà anche solo confrontarsi con la sua perfezione, con brani dallo spirito schiacciasassi Shores in Flames che hanno fatto storia. Qualcuno ha ascoltato questo gioiello?t
Blind Guardian At the Edge of Time
Voto:
Dopo diversi ascolti arrivo anche io a scrivere un commento sull'album, che abbandona il pur buono platter precedente, toccando di nuovo, dopo 8 anni, le vette eccellenti toccate in passato. Come sempre essi non si dimostrano immobili rispetto al passato, ed infatti non ci troviamo davanti ad una copia carbone degli album precedenti, come hanno scritto a torto alcune webzines, ma è ancora un evoluzione, con un songwritting sempre ultra complesso e stratificato ma anche avvincente e rombante, dove appunto non mancano influssi inediti: influssi medio orientali,, sinfonismi insistenti e reminiscenze folk poco teutoniche ma quasi più irlandesi, con un modo di modo di arrangiare completamente rinnovato e con trame chitarristiche sempre più sofisticate. Spicca la subdolamente vivace “Control The Divine” , la colma di tensione divina "Sacred Divine" e la finale, degna da oscar "Ride The Obsession".
Concludo dicendo con orgoglio che i bardi sono tornati a sfiorare vette quasi di eccellenza, ora li aspetto per il progetto orchestale.
Blind Guardian At The Edge Of Time
Voto:
Dopo diversi ascolti arrivo anche io a scrivere un commento sull'album, che abbandona il pur buono platter precedente, toccando di nuovo, dopo 8 anni, le vette eccellenti toccate in passato. Come sempre essi non si dimostrano immobili rispetto al passato, ed infatti non ci troviamo davanti ad una copia carbone degli album precedenti, come hanno scritto a torto alcune webzines, ma è ancora un evoluzione, con un songwritting sempre ultra complesso e stratificato ma anche avvincente e rombante, dove appunto non mancano influssi inediti: influssi medio orientali,, sinfonismi insistenti e reminiscenze folk poco teutoniche ma quasi più irlandesi, con un modo di modo di arrangiare completamente rinnovato e con trame chitarristiche sempre più sofisticate. Spicca la subdolamente vivace “Control The Divine” , la colma di tensione divina "Sacred Divine" e la finale, degna da oscar "Ride The Obsession".
Concludo dicendo con orgoglio che i bardi sono tornati a sfiorare vette quasi di eccellenza, ora li aspetto per il progetto orchestale.
Dark Suns Swanlike
Voto:
Mi sono procurata anche il debut “Swanlike” e se è possibile è addirittura più emozionante del terzo lavoro, della quale non ne rappresenta davvero un continum essendo più vicini ad un progressive dark metal costellato però da influenze Doom. L'influenza principale rimane quella degli Opeth, della quale prende la passionalità e il gusto progressivo e psichedelico, dei quali manca la parte Dearh; ma risulta anche essere un inebriante cocktail anche tra l'astrazione deviata di Anathema e I My Dying Bride.Dei primi prendono le atmosfere dense e vive, una malinconia oscura che però non diviene mai depressione, mentre dei secondi prendono qualche passaggio più tipicamente doom oriented. Ma nonostante ciò si dimostrano personali, prendendo le distanze da certi parallelismi impossibili da negare. Un vulcano vibrante di passione calda e viscerale dove cola la lava dei fiori malati ma toccanti del mio amore, sempre avvolgente ed infrenabili dove non manca però un gusto raffinato e trascendente, senza contare l'enorme longevità, dovuta al fatto che ad ogni passaggio si scoprono particolari nuovi.
Scar Symmetry Dark Matter Dimensions
Voto:
Alla fine mi sono procurata anche l'ultimo lavoro della band svedese ovvero “Dark Matter Dimension”. Se già il precedente platter era ruffiano, questo è addirittura peggiore da quel punto di vista. Diciamo che il death come ha effettivamente dichiarato la band, ora è solo un'influenza,così come il Power, Progressive, Heavy, ed addirittura spunta anche qualche inedito retaggio Metalcore. Inoltre ora il vecchio cantante non c' è pù ma viene sostituito da altri due, uno pulito sulla falsariga dell'altro e uno in growl. Per carità la produzione è perfetta, pulita e decisa, il prodotto è creato alla perfezione dalla Nuclear e il tasso tecnico della band è elevato, ma il tutto è troppo leccato e plastificato per emozionare, mentendosi su altezze basse e voli che vorrebbero essere sicuri. Non solo non emoziona, ma il cantato pulito, continua a causarmi ilarità mentre lo ascolto, spero di non essere io quella poco normale.
Lacuna Coil In A Reverie
Voto:
Ho ascoltato anche "In A Reverie", concludendo la discografia, e i meneghin continuanoa dirmi ancora poco. Diciamo che neppure questo debut è catalogabile come Gothic Metal, ma forse questo è l'unico album nella quale questì influenza assume connotati importanti, anche se non capisco come sia possibile paragonarli agli inarrivabili The Gathering, trovandoli invece più simili a certe forte variazioni dei Paradise Lost(non i primi, quelli dell'era di mezzo) e ai ritmi interiori di Aegis dei Theatre Of Tragedy. E già da qui essi sono schiavi dal loro difetto più grande, la ripetitività, la quale viene condita anche da un fiume di increscpature di acerbità e ingenuità, che lo renderanno il loro capitolo peggiore della discografia, anche degli altri che, pur non superando di troppo la sufficenza, si facevano almeno ascoltare. Successivamente porteranno qua e là motivati restauri, che non verranno meno al fatto che non mi dicono nulla, mi emozionano quasi per nulla e sono monotoni.