Viva Lì

DeRango : 0,32
DeEtà™ : 7375 giorni • Qui dal 1 aprile 2006
Fabrizio De André Anime salve
Voto:
Il secolo (e il millennio) si chiudono egregiamente: "Anime salve" (1996) è, senza iperbole, il miglior album di De Andrè dai tempi di "Creuza de ma" (1984). Musicalmente sublime, efficacemente romantico. Da "Princesa" a "Le acciughe fanno il pallone", da "Ho visto Nina volare" alla title-track un pugno sorprendente di brani unici e indimenticabili. E il connubio con Fossati è da pelle d'oca. Se permettete, il mio preferito. Marco Poletti Dixit.
Fabrizio De André 1991 Concerti
Voto:
Uno dei live più completi e interessanti dell'intera storia musicale italiana. Completamente maturo e sicuro di sè, De Andrè sfoggia un'invidiabile sicurezza artistica che lo rende, a seconda dei casi, amatissimo o odiatissimo. Ma per fortuna, sono di più quelli che lo amano. Spiace comunque per alcune dimenticanze, ma piace per il recupero di brani vecchi e, ultimamente, quasi dimenticati ("Il gorilla" ad esempio). Marco Poletti Dixit.
Enzo Jannacci Quelli Che...
Voto:
La recensione è molta bella e molta cristallina. Il disco poi, è un capolavoro da incorniciare. Il migliore, in assoluto, tra i lavori di Jannacci. Un 5 strameritato. Marco Poletti Dixit.
Enzo Jannacci L'uomo a metà
Voto:
Tante idee, troppe idee. Qualcuna buona ("Lungomare", "L'uomo a metà"), qualcuna un pò così e così ("Gente d'altri tempi", "E' stato tutto inutile"). Poi si rallegra, e arriva "Il pesciolone". Insomma, un Jannacci un pò sopra le righe, ma pur sempre bravo e spiritoso, malgrado tenda ad spegnersi in una sorta di malinconia senile quando decide di omaggiare Umberto Bindi (e gli dedica "Arrivederci"). Marco Poletti Dixit.
Enzo Jannacci Foto Ricordo
Voto:
C'è un errore concettuale di fondo: Jannacci è stato (ed è) un mito, ma qualche sciocchezza l'ha fatta pure lui. Non incensiamo tutti a prescindere: "Foto Ricordo" è uno dei lavori meno convincenti dell'Enzo Nazionale, qualche siparietto comico ("Il ficus", "Il labrador") e scippi a Dario Fo e Paolo Conte. Gli arrangiamenti sono di Bacalov (futuro premio Oscar) ma non sono proprio un granchè. Certo, Enzo è sempre divertente, ma attenzione, non diciamo che il disco è bello solo perchè è firmato Jannacci. Non è da amatori della musica. Marco Poletti Dixit.
Enzo Jannacci Ci vuole orecchio
Voto:
Ottimo disco. Non eccellente come "Quelli che..." (ma quelli sono miracoli), ma assai goliardico e a tratti persino crudele. "Ci vuole orecchio" è un brano quasi esistenzial-musicale, ma è il ritorno con Cochi e Renato in "Silvano" a sorprendere e stupire piacevolmente. E' in splendida forma, qualche volta eccede in sicurezza, ma è pur sempre un gran bel sentire. Marco Poletti Dixit.
Gianna Nannini Puzzle
Voto:
Calma, calma. Grasshopper mi stai stupendo: non ti piace la Nannini? Ma allora, dimmi che cosa ti piace? Ah già, Branduardi... Che due palle, Grasshopper. Comunque, a parte le piccolissime quisquilie personali (a Grasshopper piace Dolcenera, queste sono notizie di prima mano), a parte "Fotoromanza", il disco è esente da colpi di scena e il rock è un pò strombazzato. Della Nannini ascoltatevi "Profumo" (1986), e poi mi raccontate. Anzi, forse è meglio di no. Marco Poletti Dixit.
Gianna Nannini Grazie
Voto:
Gianna non ha perso nemmeno un grammo della propria incontenibile vitalità. Un punto a favore. Ha perso però in qualità: i testi sono quasi sempre ridicoli, e le musiche appaiono finte e scioccamente rock fin dal primissimo ascolto. Due punti a sfavore. La Nannini però, ha una voce che metterebbe i brividi persino a un pezzo di legno, e "Sei nell'anima", in fondo, si tiene dignitosamente a galla. Qualcosa però, pare proprio non funzionare. Un punto a sfavore. Media: 2. Marco Poletti Dixit.
Stadio Storie e geografie
Voto:
Non lo so, bho! Francamente non riesco a capire questo odio così profondo nei confronti degli Stadio (ma che ti hanno fatto Punisher, ti hanno accoppato il gatto e il pesce rosso?). D'accordo, non sono mai stati dei grandi geni (quelli sono solo Zappa, Battisti e i Velvet, vero debaseriani doc con la puzza sotto il naso?). Però, questa raccolta contenente alcune delle più belle canzoni del gruppo sardo (tra l'altro, antologia ragionato e lussuosa) non vi piace? Ma come? Non vi piaceva sentir cantare "Grande figlio di puttana" (che dedicherei volentieri a un bel pò di gente dentro 'sto sito), e non vi piaceva nemmeno "Chiedi chi erano i Beatles?" (ah già, a voi piacciono solo Zappa, Battisti, i Velvet, De Andrè e forse, ma dico forse, i Deep Purple). Suvvia, gli Stadio sono dei musicisti dignitosissimi, forse comperare ogni singolo disco è effettivamente troppo, ma possedere un'antologia dei loro più grandi (e bei) successi non è mica una cosa così disdicevole. Concordo sui 4 brani inediti: fiacchi, ma cosa volete che sia? Vabbè va, mi sa che spreco il fiato. W Zappa, W De Andrè, W i Velvet, W Van Halen, W 'sta cippa e abbasso chi sputa contro qualsiasi cantautore italiano perchè così tenta di far vedere quant'è figo. "Io spero solo che tu, che tu abbia una buona sorte...", ma non lo spero per voi però. E comunque de gustibus non sputazzandum. Marco Poletti Dixit.
U2 Zooropa
U2 Zooropa
22 mag 06
Voto:
Gli U2 si convertono all'elettronica e, tutto sommato, evitano solenni figuracce barbine. In compenso però, perdono fascino e rabbia generazionale e cedono il passo a una notevole influenza kitsch. Eppure, nonostante canzoni non proprio all'altezza ("Numb", "Lemon a stay (Faraway so close)"), riescono ancora a stupire: citano il famoso regista Wim Wenders e chiudono l'album con una solitaria (e un pò triste) ballatona country, "The Wanderer", e la fanno cantare, nientepopodimenoche, a Johnny Clash. Marco Poletti Dixit.