Il problema è stato ben sviscerato da Duane.
Se doppione deve esserci, deve aggiungere qualcosa a quanto detto già nelle altre recensioni oppure presentare l'opera proprio da un altro punto di vista...insomma deve contenere degli spunti originali. Sennò non serve a niente.
Questo credo che sia uno dei dischi più difficili da recensire, si potrebbe parlare ore del concept che è alla base del lavoro e di conseguenza dei testi delle canzoni, impresa sempre molto ardua percè si rischia sempre di banalizzare il tutto.
Tu ti sei limitato/a a fare una veloce ed approsimativa analisi dei pezzi, spesso banalizzandoli oppure travisandone il testo o comunque non riuscendo ad esprimerne la complessità e a comunicare la magia intrinseca della musica. Tanto per fare un esempio, potevi dire mille cose su "Time" tranne che è divertente, voglio dire tutto il pezzo è pervaso da una certa tragicità di fondo (basta leggere il testo)e dire che è divertente vuol dire aver travisato completamente il succo della canzone. E poi come non parlare del mitico solo di Gilmour, semplicemente leggendario?
Poi,cavolo, non una parola sul testo di Breathe (il verso che tu hai citato è abbastanza insignificante perchè completamente decontestualizzato) nè sulla chitarra morbida di Gilmour e lo splendido intreccio vocale con Wright.
Non una parola su "On the Run", su come essa rappresenti alla perfezione la frenesia della vita moderna, sulle frasi di background (in questo album sono funzionali alla comprensione dei pezzi, non sono semplici trucchi ruffiani e tu non ne hai fatto nemmeno un accenno). Insomma potrei proseguire fino a domattina, sprecare tonnellate di inchiostro digitale (ad esempio sulla ritmica sghemba su cui si basa Money e lo storico assolo di sax ad opera di Dick Parry, sulla poesia di Us and Them, sul pathos di Brain Damge che non parla semplicemente di Barrett, sull'epilogo di Eclipse e sul messagio definitivo dell'opera...) ma non lo farò perchè non mi piace infierire e perchè comunque credo di aver fatto cmprendere il mio punto di vista.
In conclusione: l'album è epocale, irritante quasi nella sua perfezione, tutte le parti sono incredibilmente in equilibrio, musica e parole si sposano come forse in nessun altro album, e non è semplice esprimere e motivare queste cose in una recensione, con poche righe a disposizione e senza cadere nella mera apologia.
La recensione però non raggiunge l'obiettivo nemmeno in parte e aggiunge poco alle altre già presenti.
Mi dispiace se sono stato duro, ma prendila come una critica costruttiva.
p.s. Poi non sono d'accordo su quello che dici riguardo a "Wish you were here", io ad esempio lo considero il capolavoro dei Floyd essendo album più sentito ed emozionale e meno levigato rispetto a questo, ma questo (scusate il gioco di parole) è solo il mio gusto personalissimo.