Voto:
Allora sylvian se vuoi il mio modesto parere su questi artisti da te citati lo avrai: ai Beatles va il raro merito di aver avuto una discografia ascendente, ossia il merito di essersi migliorati disco dopo disco (escludendo l'ultimo Let it be), fino a raggiungere l'apice con Abbey Road, ed è difficile trovare artisti con un percorso simile. Tutti i più grandi hanno avuto fasi calanti (Pink Floyd, Genesis, Jethro Tull, Rolling Stones, Yes, Doors, Faust, Tangerine Dream, Grateful Dead per citarne solo alcuni), loro invece avevano una marcia in più. Molte cose mi piacciono di loro, oltre a questo: l'essere riusciti a fare dischi memorabili pur non essendo grandissimi musicisti(tecnicamente parlando), la poesia e l'approccio all'arte di Lennon, l'allegria presente in alcune loro canzoni, la profondità dei testi, siano essi anche banali ("Life is very short and there's no time for fussing and fighting my friend"), l'approccio al significato di studio di registrazione, tanto caro anche ai Pink Floyd, che ingiustamente è criticato da presunti intenditori, che si limitano a dire "Avrebbero potuto fare molto di più con i mezzi a disposizione". La storia però ha dato ragione ai Beatles(e a noi). Nel complesso ci vedo dell'ottimismo che non può che farmi bene. Jimi Hendrix è stato uno dei pochissimi miti della storia, è arrivato, ha spiazzato tutti con il suo modo di suonare la chitarra, con la sua adattabilità meravigliosa al rock, al blues, al soul(perchè no!), col suo modo di fare, trasgressivo e dolce, ma anche con le sue storie, la sua schiettezza, e poi quel che di acido che tanto mi prende. Ripeto,un mito. Bob Dylan è prima di tutto un ragazzo, poi un poeta, e poi un musicista/folk singer/ cantautore come viene definito. Ha cambiato il corso della storia del rock con "Like a Rolling Stone", ci ha incantato con i suoi testi e le sue melodie nei '60, poi ha avuto alti e bassi, a tratti è stato ripetitivo, ma è impossibile o quasi non esserlo con tutti gli album che ha fatto. Nella sua discografia alcune pecche e alcuni capolavori che lo consegnano alla storia, non più di qualche altro, ma sicuramente prima. Dei Rolling Stones non c'è un disco che mi piaccia in particolare, mi piacciono svariate canzoni dei '60 soprattutto. Importantissimi per aver innovato il "riff" e per la prima iconificazione di rock star(Jagger) della storia. Purtroppo più degli altri sono scaduti (e subito) nella mediocrità, nella banalità, nella ripetitività e pur di guadagnare hanno pubblicato veri dischi spazzatura, e avrebbero fatto bene a ritirarsi 30 anni fa, ma forse non erano abbastanza ricchi. David Bowie è un'altra figura primaria del rock, vi ha importato concretamente il concetto di "teatralità", con un approccio nettamente "scenico". Per una semplice questione di gusti non mi piace (cme il glam in generale), ma va senza dubbio elogiato. Dei "Velvet Underground" mi piace quel che di psichedelico, la voce di Nico, la cultura di Cale, ma non li venero più di tanto, perchè a me quel che di "dark" sa troppo di deviato/distorto, e le influenze che hanno avuto sulla musica successiva (e soprattutto sul punk)non sfiorano per niente la mia sensibilità. Resta il fatto che i primi 2 dischi sapevano di nuovo, di unico (o quasi, perchè personalmente ci vedo abbastanza elementi riconducibili ai 13th floor elevators). Comunque hanno fatto la storia anche loro, e più di ogni altro, quindi anche a loro vanno le mie lodi. Reed a mio avviso è troppo deviato, e ripeto non vuol'essere un giudizio assoluto, ma soggettivo, e checchè ne pensiate voi, a me non è mai piaciuto più di tanto. Frank Zappa alla pari di Robert Wyatt, di Syd Barrett, di Robert Fripp e di Brian Eno, rappresenta il vertice della musica del secondo novecento, ma rispetto agli altri ha il merito di spaziare in tutti i campi immaginabili, e/o di fonderli con immensa perfezione nonchè raffinatezza. Aveva troppe idee e ce le ha sapute comunicare fin troppo bene. Pace a Lui. Bruce Springsteen ha fatto del