Voto:
Certo che ce ne sarebbero di precisazioni da fare, caro Poletti: i live di Who e Deep Purple sono certamente i migliori nel loro genere, ma qui non parliamo di hard-rock, bensì di un genere proprio di quei Pink Floyd post-barrettiani, magistralmente proposto in questo live, che nel contesto risulta molto più completo non solo per la magistrale esecuzione e scelta dei pezzi, tra i più belli del repertorio floydiano, ma soprattutto per le sensazioni che riesce a dare, anche grazie alle riprese, per la pulizia sonora, anche perchè non c'è il pubblico, per le varie originalità presenti (il canto di Madamoiselle Nobs accompagnato dall'armonica, l'accostamento oltremodo perfetto di musiche e riprese, il luogo in cui è stato svolto che ha un non so che di magico, le ardite sperimentazioni più che riuscite di "A saucerful of secrets", le "Celestial Voices" nel finale col canto onirico di Gilmour, l'uso del basso in maniera più che innovativa in "One of these days", il valore strutturale nonchè il significato profondo di "Careful with that axe, Eugene", la suite "Echoes", instancabile e ammaliante nella sua lunghezza e vertice dei Pink Floyd post-barrettiani, la coesione della band, il modo in cui riesce a catturarti,). Tutti questi punti sono certamente a sua conoscenza, e non vedo come faccia a dare 4 a questo capolavoro. Lei poi dice che i Pink Floyd hanno rimodellato a modo proprio alcuni generi musicali già sperimentati. E quali? Syd Barrett prese le tracce di psichedelia preesistente (ossia quella dei 13th Floor Elevators) e la sconvolse totalmente, mischiandole con tutte le idee che passavano per quella testa di geniaccio che era, e scombussolò il mondo della musica, con un genere che ERA psichedelia, e non ne aveva solo le tracce come nei 13th floor elevators o nei Beatles o in qualsiasi altro gruppo californiano o nepalese che sia, che invece facevano, ripeto, non psichedelia, ma rock o blues o folk psichedelico. Invece il primo disco dei Pink Floyd E' psichedelia. Questo hanno inventato, o meglio, questo ha inventato Barrett. E nei tre dischi successivi i Pink Floyd hanno cercato di mantenere quell'aspetto, e il fatto che siano stati privati della genialità di Barrett non dev'essere assolutamente usato come indice di accusa nei loro confronti, sarebbe da stupidi. Solo che con Barrett erano ad altissimi livelli, qui sono ad alti livelli, indubbiamente superiori a Who, Deep Purple o Beatles. Lei sbaglia a pensare che siano stati mitizzati, sopravvalutati e via dicendo, perchè il valore di un gruppo o di un disco lo dimostrano tantissime cose, una di queste tanto per farle un esempio è l'influenza che essi ebbero su centinaia di gruppi dell'underground inglese ed europeo in generale, gruppi che purtroppo non hanno avuto il loro Dark Side of the moon che gli facesse fare il "botto", oppure il sempre più crescente numero di fan (e sto parlando sempre dei primissimi anni) che allora come mai si rese conto della novità che questo gruppo portava nel panorama musicale, nonchè delle loro formidabili rese live, numerosissime all'epoca, che erano dimostrazione del cambiamento della musica in corso. Dovrei anche annoverarle le migliaia di gruppi che hanno ripreso ( e spesso male) la lezione dei Pink Floyd? Penso che li conosca, sono davvero troppi. Sono senza dubbio stati il gruppo più influente di sempre, proprio perché erano i migliori.
E passiamo ai Beatles: lei dice: “furono innovativi perché il pop praticamente lo esportarono alle grandi masse per la prima volta”..e io le rispondo: “ebbero l’abilità e la fortuna di esportare il pop alle grandi masse per la prima volta” perché questa non mi sembra proprio un’innovazione. Certo, nella musica dei Beatles ci sono grandissime cose, hanno fatto dischi capolavoro anche loro, e innovativi lo sono certamente stati, ma non per il motivo che lei dice e comunque meno di Barrett. Complimenti ai Beatles per aver capito come sfruttare al meglio (commercialmente