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Larrok e i suoi commenti

Larrok
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ricordo, tra le mille scene cult, quella in cui Nigel sta suonando un pezzo molto delicato e soffice al piano, dicendo di essersi ispirato a Mozart e Bach; allora il regista seduto a fianco gli chiede interessato "ah e come si intitola?" Risposta: "Lick my love pump!". Ma sono veramente infinite le citazioni possibili da questa meraviglia di film


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Soprattutto nella versione deluxe che documenta il concerto completo di quel tour mitologico, con Tommy eseguito nella sua interezza, penso si tratti del miglior live della storia del rock. Gli si avvicinano per
quanto mi riguarda soltanto "Made in Japan" dei Purple, "Band of Gypsys" di Hendrix e "Live Rust" dello zio Neil


AlexBx: Vorrei aggiungere Lotus dei Santana. L'ho risentito in questi giorni mi pare davvero che per densità musicale e qualità del sound sia degno di accompagnare i migliori album live di quella generazione. Ma fu quello vero progressive?
madcat: Non ho mai capito perché la versione deluxe doppio cd con il concerto completo non sia la versione ufficiale, tra l'altro penso che non sia manco più disponibile, quantomeno il supporto fisico
Flame: la versione deluxe doppio cd è per me quella definitiva, una delle poche operazione di rimasterizzazione, rimpacchettamento e via dicendo ad aver avuto una dignità asrtistica. In generale tutte le rimasterizzazioni del catalogo Who di quella serie sono state dignitosissime, rispetto al resto del mercato, con inserimenti di pezzi della turbomadonnina e non di scartini (Es.: Naked Eye e Pure and easy in Who's Next)
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Film mastodontico e sul quale si potrebbero scrivere interi trattati, per le tematiche morali e sociali che affronta. Poi personaggi scritti e interpretati meravigliosamente, regia impressionante, colonna sonora di Nino Rota eccellente come sempre. Uno dei grandi spaccati dell'italia del secolo scorso, con un crescendo di intensità che tocca il culmine nel tragico finale. Nel 1960, in una sola annata, il cinema italiano donava all'umanità "La Dolce Vita", "Rocco e i suoi fratelli" e "L'avventura". Davvero un'epoca d'oro.


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Uno dei top 3-4 film del 2019, miglioramento enorme rispetto al precedente Good Time che onestamente non mi aveva convinto per nulla. Il finale è un cazzotto allo stomaco non da poco


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confermo che ci sono alcune scene molto divertenti, tuttavia non mi sembra nulla di così eccezionale come viene decantato


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Rivisto dopo anni e migliora sempre di più con le visioni, è come un buon vino. Capolavoro della fantascienza distopica anni '90. Ambientazioni caotiche metropolitane da urlo, ritmo serrato, attori magnifici, regia geniale e completamente folle ma in senso buono. 2 ore e 20 che passano come se fossero 40 minuti.


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In: Pasolini di JOHNDOE
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Mi sono piaciuti, anche se non esageratamente, sia questo "Pasolini" di Ferrara, che "La Macchinazione" di Grieco, anche se molto diversi. Di quest'ultimo cosa ne pensi?


JOHNDOE: Non l'ho visto, spiacente.
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Il primo "Unbreakable" mi era piaciuto molto, davvero coinvolgente; "Split" bella l'idea e grande performance di Mcavoy, ma poteva essere sviluppato meglio; questo "Glass" nettamente il peggiore dei tre, non mi ha lasciato assolutamente nulla. Il mio cervello l'ha rigettato come superfluo, tanto che non ricordo letteralmente nulla che mi abbia impressionato positivamente. In conclusione, a mio avviso poteva fermarsi al primo; sono abbastanza insofferente alla serialità, salvo rari casi, preferisco i film stand alone, infatti guarda caso ho apprezzato "The Visit".


Larrok
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Il top di Garrone per me rimane il trittico "L'imbalsamatore"-"Gomorra"-"Realit y". Uno più potente dell'altro. Poi non mi è dispiaciuto nemmeno "Il racconto dei racconti", nonostante io abbia un'idiosincrasia quasi assoluta nei confronti del genere fantasy. Con questo "Dogman" il livello è risalito nuovamente, per poi precipitare rovinosamente con l'ultimo "Pinocchio" che considero il suo primo vero passo falso (ma spero sia solo una sorta di parentesi/divertissement).


Il Tarantiniano: Concordo su "Pinocchio", ma penso che sia un passaggio commerciale per potergli permettere di avere più libertà nel prossimo ipotetico progetto che vorrà fare. O almeno io spero in questo.
Larrok: Mah Pinocchio aveva un budget di 11 milioni e ne ha incassati 15, quindi non è che abbia tutto questo margine cui attingere. Dovrà affidarsi ancora nei co-finanziamenti internazionali, regione x, y, z, ministero dei cazzi e mazzi, ecc...insomma la solita colletta. E stiamo parlando di uno dei registi più potenti e riconosciuti dell'industria cinematografica italiana! Pensa a un povero cristo sconosciuto che volesse emergere oggi. Letteralmente impossibile!
Larrok
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Tra i film di Woody dell'ultimo decennio questo "A Rainy Day in New York" va nella parte bassa delle mie preferenze, ma comunque non merita una totale stroncatura (figuriamoci una censura). I più riusciti dell'ultimo periodo restano a mio avviso, in quest'ordine, "Blue Jasmine", "Midnight in Paris", "Irrational Man" e "Cafè Society". Qui abbiamo da una parte la solita ragazza carina col faccino acqua e sapone, ingenuotta, universitaria, col golfino a modino (à la Emma Stone) e dall'altra il solito intellettualino frustrato, colto, incompreso e sensibile, ecc... e come al solito all'inizio stanno insieme e alla fine no; solita colonna sonora old style e solita fotografia di Storaro strepitosamente perfetta (anche troppo). È l'ennesima e non indispensabile immersione nel mondo dell'odiosissima (almeno per me) medio-alta borghesia newyorkese, con personaggi sempre più vuoti e dialoghi sempre più sterili e già sentiti. Persino le gag risultano abbastanza fiacche. P.S.: penso che questa Selena Gomez che passa da Jarmusch a Allen con tale disinvoltura abbia davvero un ottimo agente.