Voto:
Il povero Fassino, ricorderete, nelle telefonate fa la figura del pirla, la figura del cornuto, quello che è l'ultimo a sapere le cose. A Fassino lo avvertono a cose fatte perché dicono, tra sé e sé, tanto lui non capisce. Invece quelli che stanno nel cuore dell'operazione, insieme a Consorte, sono Latorre e D'Alema. Infatti spesso Latorre passa il telefono a D'Alema nella speranza che così D'Alema sia immune da intercettazioni, pensate che intelligenza. Quello che dici viene impresso sia che parli su un telefono sia che parli su un altro! Il fatto, poi, che fosse intercettato il telefono di Consorte fa si che Latorre potesse cambiare tutti i telefoni di questo mondo ma intanto quello che diceva finiva sempre nell'intercettazione del telefono di Consorte. Questi politici passano per dei geni e in realtà sono talmente stupidi che uno fatica a credere che siano così stupidi! Pensate soltanto che quando D'Alema viene a scoprire, non si sa da chi, grazie a una fuga di notizie che nessuno ha mai chiarito, che ci sono i furbetti del quartierino e addirittura il governatore Fazio sotto intercettazione, si affretta ad avvertire Consorte di stare attento alle telefonate. E come lo avverte? Telefonandogli sul telefono intercettato! Uno dice: "cos'è, un idiota?" No, è il politico più intelligente che abbiamo, quindi figuratevi gli altri! Siamo al 5 luglio 2005, Latorre chiama Consorte: "Beh, dimmi tutto caro. Come stanno le cose?" Consorte: "Stiamo così, Nicò: allora diciamo che domani è il giorno chiave, perché l'ingnegnere - cioè Caltagirone che aveva azioni BNL e che speravano si schierasse con UNIPOL - e i suoi accoliti si sono defilati e vogliono vendere. Allora ci sono due problemi: il prezzo, gli abbiamo offerto 2.6 € ad azione prendere o lasciare..." Latorre: "ma che prendete il 26% di BNL?". Consorte: "il 27%". Aveva il 27% di BNL. "Minchia!" dice Latorre. A un certo punto Consorte dice: "comunque è una cosa che voglio parlare con te e Massimo - D'Alema - a parte." Il problema adesso qual è? Queste quote le devono comperare terzi, e già il 27% di BNL che Caltagirone vende mica se le prende Consorte, se no dovrebbe tirare fuori i soldi e non li ha. E allora Latorre dice: "beh certo, non le potete prendere voi". Mica potete fare le cose regolari, dice giustamente Latorre... con quella faccia. Consorte risponde: "esatto!". Chi è che compra per conto di Consorte? Le banche e le cooperative, quindi "io ho un problema di gara contro il tempo perché sto convincendo questi qui, ma ognuno di loro ha un problema specifico. Cioè bisogna parlare con le cooperative, e convincerle, e bisogna parlare con Caltagirone perché ci stia al prezzo pattuito. E allora Latorre dice: "ma che, devo far fare una telefonata a Massimo all'ingegnere?". Cioè deve far chiamare D'Alema a Caltagirone? Perché se Caltagirone lo chiama D'Alema... e beh, Caltagirone, palazzinaro, editore... Consorte: "e guarda... ci ho riflettuto, per quello ho chiamato. Mi devi tempo, Nicola, fino a domani pomeriggio... è meglio che Massimo fa una telefonata". Perché? Perché a questo punto se le cose non vengono fatte si sa per colpa di chi. Poi noi non sappiamo se venga fatta la telefonata, è probabile che non venga fatta anche perché poi Caltagirone, ben conoscendo chi c'è dietro a Consorte, alla fine fa quello che gli dicono e che gli viene suggerito dal clima generale. Tenete presente che siamo a pochi mesi dalla vittoria del centrosinistra, comunque la finanza aveva tutto l'interesse a favorire un gruppo come l'UNIPOL, così vicino ai DS. A questo punto, passano alcuni giorni, e c'è un altro problema. Il 14 luglio del 2005, D'Alema parla con Consorte, sul telefono suo direttamente. Lo chiama alle 9.46 per avvertirlo di aver parlato con Vito Bonsignore, che è un altro azionista della BNL, un europarlamentare dell'UDC, pregiudicato per corruzione - naturalmente, se no non stava in quel partito. I due si sono parlati al Parlamento europeo, sono entrambi parlamentari europei: uno st