I Liquid Tension Experiment sono resuscitati e sono più vivi che mai.

 Tony Levin dà il meglio di sé quando si concentra sull'uso del Chapman Stick; ha quel groove che a John Myung nei Dream Theater forse manca.

La recensione analizza il terzo album dei Liquid Tension Experiment, un ritorno atteso dopo oltre vent'anni con una formazione storica. L'album mescola fusion, metal e improvvisazione, evidenziando virtuosismo e sperimentazione, pur avvicinandosi a tratti allo stile Dream Theater. La presenza del bonus disc con lunghe improvvisazioni arricchisce l'opera, offrendo un ascolto impegnativo ma appagante per gli amanti del genere e della tecnica musicale. Ascolta Liquid Tension Experiment 3 e lasciati avvolgere da fusion e virtuosismo!

 Il contenuto di questo “Heatwave”, ancor più del precedente EP, dimostra che la band svedese ha ancora gli attributi per tirare fuori il lavoro vero e proprio.

 Gli A.C.T sono rappresentanti di un prog-rock insolitamente vivace e brillante che nasconde però anche un retrogusto malinconico.

La recensione analizza il secondo EP "Heatwave" degli A.C.T, sottolineando come la band mantenga una proposta prog-rock vivace e brillante, nonostante la preferenza dell'autore per album completi. Le melodie mostrano energia e un carattere malinconico non eccessivo, con una produzione pulita e dettagliata. Il lavoro dimostra buona ispirazione e la band appare pronta per un futuro terzo EP. Ascolta l'EP Heatwave degli A.C.T e scopri il loro prog-rock energico e raffinato.

 La ritmica variava quel tantino di più, vi erano piccoli sbalzi di intensità, un pizzico di genialità in più nelle parti di chitarra e tastiera.

 Rilassato, raffinato, elegante, in fin dei conti molto quadrato, scorre alle orecchie con pulizia, precisione e naturalezza incredibile.

One to Zero è il decimo album dei tedeschi Sylvan, caratterizzato da un sound delicato e raffinato tipico della band. Pur mantenendo coerenza stilistica, il disco soffre di una certa prolissità e mancanza di varietà rispetto ai lavori precedenti. Alcune tracce si distinguono per vivacità e influenze insolite, ma nel complesso l'album è più rilassato e meno dinamico. Il cantante Marco Glühmann risulta meno valorizzato, tuttavia il lavoro mantiene qualità e cura nei dettagli. Scopri il nuovo album di Sylvan e immergiti nel loro raffinato neo-prog.

 I Transatlantic sono riusciti ad “eccedere con leggerezza”, spingendosi oltre con la durata ma mantenendo ogni momento molto snello.

 Il progressive è fatto per essere amato incondizionatamente, per essere analizzato sì ma non per forza per essere capito o decifrato.

Dopo sette anni di pausa, i Transatlantic tornano con 'The Absolute Universe', un doppio album prog-rock ambizioso e complesso. La versione extended offre 90 minuti di musica ricca di struttura, tra brani apparentemente più leggeri e pezzi prog più articolati, con la band che miscela abilmente tradizione e innovazione. La versione ridotta risulta meno convincente, mentre la produzione e le interazioni vocali risultano interessanti. Un lavoro che, pur esagerando in durata e ambizione, conferma i Transatlantic come riferimento del prog moderno. Scopri ora l’ambizioso mondo prog di The Absolute Universe!

 Gli svedesi sono ormai una garanzia di qualità e anche qui mettono tutta la loro perizia compositiva.

 Escape of the Phoenix appare un po’ troppo come la ripetizione di quanto fatto nei precedenti tre album e non aggiunge davvero nulla.

Escape of the Phoenix conferma la qualità compositiva degli Evergrey senza introdurre novità sostanziali rispetto ai lavori precedenti. L'album esalta l'uso di tastiere e synth, mantenendo un sound variegato ma resta nel solco già tracciato. Pur apprezzabile, manca quel cambiamento distintivo che ci si aspetta dopo diversi album. La band è comunque ispirata e in continua attività. Scopri l'ultimo lavoro degli Evergrey e preparati al prossimo cambiamento!

 Wilson è pop ma rimane sempre e comunque Steven Wilson.

 The Future Bites è un disco blasfemo ma fiero di esserlo.

L'album The Future Bites segna una svolta nel percorso di Steven Wilson, abbracciando un pop elettronico dagli echi anni '80, con arrangiamenti curati e influenze prog ancora percepibili. Nonostante le critiche di puristi che lo vedono come uno scivolone commerciale, la recensione evidenzia l'intelligenza compositiva e la capacità di Wilson di rinnovarsi senza perdere la sua essenza. Tracce come 'Self', 'Eminent Sleaze' e 'Personal Shopper' mostrano la varietà e l'audacia dell'album, mentre la presenza di ospiti di spicco aggiunge valore all'opera. Un disco da ascoltare senza pregiudizi, frutto di una grande ispirazione. Scopri il nuovo volto elettronico di Steven Wilson con The Future Bites!

 I Vanden Plas rimangono un nome di punta del progressive metal più classico, quello che non si prefigge di andare oltre, che resiste alle innovazioni e resta nella propria comfort zone.

 I Vanden Plas stanno componendo brani da 8 minuti avendo però le idee per brani da massimo 5.

Il secondo capitolo del concept "The Ghost Xperiment" conferma la solidità ma anche la stagnazione dei Vanden Plas nel prog metal classico. Brani lunghi e potenti, ma spesso prolissi e poco vari. Alcuni pezzi come "Fatal Arcadia" emergono per migliore struttura, mentre altri si dilungano inutilmente. La band mantiene qualità e coerenza stilistica ma non osa innovare. Scopri il nuovo capitolo prog metal di Vanden Plas e giudica tu la loro coerenza stilistica!

 Lucassen ha esaurito le idee ma ha voluto buttarle giù lo stesso.

 È il classico “compitino” consegnato in cattedra senza grosse pretese.

La recensione di Transitus di Ayreon evidenzia un album tecnicamente valido, ma privo di quella brillantezza e innovazione che hanno caratterizzato le opere precedenti di Arjen Lucassen. L'atmosfera gotica e il rock teatrale sono presenti, ma la poca varietà e l'eccessiva durata ne penalizzano la fluidità. Transitus appare come un lavoro dignitoso, senza veri momenti di spicco, lasciando l'impressione di una creatività in calo rispetto al passato. Scopri perché Transitus lascia i fan divisi e ascolta l'album per giudicare tu stesso!

 Il Petrucci solista è decisamente meno heavy e molto più focalizzato sul proprio virtuosismo, un virtuosismo molto marcato ma intelligente.

 In brani come la title-track e soprattutto 'Happy Song' virtuosismo e melodia sono coniugati alla perfezione.

John Petrucci pubblica 'Terminal Velocity', il suo secondo album solista a 15 anni dal debutto. Il disco mette in luce un virtuosismo intelligente e variegato, spaziando tra diversi generi senza perdere coerenza. La presenza di Mike Portnoy aggiunge valore, con un batterismo potente e libero, e il disco si distingue per brani efficaci e melodici. Pur senza stravolgere il proprio stile, Petrucci conferma la sua maestria con spunti interessanti e una produzione curata. Scopri ora l'album di John Petrucci e lasciati stupire dal suo virtuosismo unico!

 Mai così tanta varietà di soluzioni, mai un sound così cupo, mai un approccio così dilatato ed atmosferico.

 Nel tentativo di rinnovarsi i Fates Warning finiscono addirittura in zona Tool, pur rimanendo sempre se stessi.

Dopo oltre 35 anni, i Fates Warning sorprendono con 'Long Day Good Night', un album denso di atmosfere cupe e tecnicamente raffinato. L'opera presenta una varietà notevole di soluzioni sonore e innesti di influenze che accostano la band ai Tool senza mai tradire la propria identità. Non mancano tracce più aggressive e momenti intensamente intimisti, con un lavoro tecnico di alto livello, specialmente nelle parti di batteria. Solo un brano appare meno ispirato, ma nel complesso l'album si conferma uno dei più sorprendenti del 2020. Ascolta 'Long Day Good Night' e scopri il nuovo volto dei Fates Warning.

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