Questo è un po' anche il significato dell'intero percorso artistico di De André, che lascia come ultima testimonianza di una vita e di un'arte "contro" questo disco da incorniciare.
"Khorakhanè - a forza di essere vento" è insieme un quadro di squallida vita di un campo "strappato dal vento" e un disperato canto finale in lingua rom.
Lui era un anima salva, noi non eravamo, e non siamo mai stati, "Anime salve".
Ci basterebbe un gesto, una parola, magari una poesia. Perché a volte, a salvarci l’esistenza, sono proprio i poeti.
«Anime Salve si staglia nella sua consueta nettezza quasi scultorea, avvolta da una sensibilità decisamente 'femminile'.»
«Non dimenticare il loro volto... è appena giusto che la fortuna li aiuti come una svista, come un'anomalia, come un dovere.»
«Un titolo malinconicamente profetico anche se meritatamente esaudito, battezza l'ultima opera del grande letterato genovese.»
«Deus ti salve... Fabrizio».
Le «anime salve» di cui parla Faber non sono quelli che vanno in direzione ostinata e contraria... L’anima è un «bell’inganno», cioè non esiste, è un’illusione.
La vita è compagnia, ma è anche grande solitudine. De Andrè si vede da fuori: «Mi sono guardato piangere in uno specchio di neve / mi sono visto che ridevo / mi sono visto di spalle che partivo».