Abborracciati in un maelström opaco
Ci nutrivamo di dubbi e confusione
Scartabellando infinite direzioni
In un labirinto di perplessità
L’essere e il divenire si amalgamarono distrattamente in un tripudio evanescente
La giustizia restò in panchina fino alla fine
Gli sguardi bassi degli astanti fecero il resto
Qualcuno orinò dalla sommità del monte e lo ritirò nelle mutande senza neanche sgrullarlo
Il boss non ascoltò il chiacchiericcio lamentoso e volse il suo sguardo altrove chè guardare non era il suo compito
Lui aveva solo creato
Stava a noi distruggere
Questo è un po' anche il significato dell'intero percorso artistico di De André, che lascia come ultima testimonianza di una vita e di un'arte "contro" questo disco da incorniciare.
"Khorakhanè - a forza di essere vento" è insieme un quadro di squallida vita di un campo "strappato dal vento" e un disperato canto finale in lingua rom.
Lui era un anima salva, noi non eravamo, e non siamo mai stati, "Anime salve".
Ci basterebbe un gesto, una parola, magari una poesia. Perché a volte, a salvarci l’esistenza, sono proprio i poeti.
«Anime Salve si staglia nella sua consueta nettezza quasi scultorea, avvolta da una sensibilità decisamente 'femminile'.»
«Non dimenticare il loro volto... è appena giusto che la fortuna li aiuti come una svista, come un'anomalia, come un dovere.»
«Un titolo malinconicamente profetico anche se meritatamente esaudito, battezza l'ultima opera del grande letterato genovese.»
«Deus ti salve... Fabrizio».
Anime Salve è un capolavoro che unisce poesia e musica in un abbraccio indimenticabile.
Ogni brano è un viaggio dentro l'anima degli emarginati, raccontato con rara delicatezza.