LA VOCE DEL PADRONE (1981) 10/10
Per chi scrive, l'album più bello della musica italiana. Così mettiamo subito le cose in chiaro.
Ma quante recensioni ne sono già state fatte? Troppe. E tutti sapete già tutto. Meglio allora fare qualcosa di nuovo, una specie di grande raccolta di opinioni. Cosa ne hanno detto, nel tempo, artisti, critici musicali, giornalisti, attori, attrici, financo politici de “La voce del padrone”? Eccovi un esaustivo (spero) “zibaldone”.
“...Con “Patriots” mi hai salvato durante l'anno in Artiglieria. Con “La voce del padrone” hai cambiato il mainstream in Italia” (X, Ligabue, 18/05/2021)
“I sette brani di quel disco sono entrati nella storia del nostro Paese e nelle vite di ognuno di noi con la stessa facilità con la quale anni prima erano entrati Battisti e Mogol” (Agi, Gabriele Fazio, 18/05/2021)
“Un disco come “La voce del padrone” […] con un suono così elaborato e moderno […] non si era mai sentito in Italia” (La Repubblica, Luigi Bolognini, 19/03/2021)
“Quando Franco Battiato decise di farsi conoscere e di diventare popolare, ci regalò quel capolavoro che è ancora oggi “La voce del padrone” […] con temi esoterici e filosofici: la voce della coscienza, che guida l'individuo attraverso la vita, con riflessioni sull'identità e sul rapporto tra l'uomo e la sua interiorità” (Il Fatto Quotidiano, Francesca Sammarco, 10/08/2025)
“Andavo nello studio di Alberto Radius (chitarra) e c’erano lui, Titti Denna il tecnico, Giusto Pio e Filippo Destrieri. Destrieri lavorava ai suoni per non so che frase e cercavano il suono più brutto. Io rimasi scioccato. Lui suonava e gli altri “No, dev’essere più brutto”, provava ancora “No, più brutto ancora”. E alla fine tutti gasati: “Sì, questo è bruttissimo!”. Ero attonito. Poi arrivava il coro lirico… In quel momento non capivo cosa stessero facendo, ma stavo osservando il futuro, gli anni ‘80 che arrivavano” (Docufilm “La voce del padrone”, Eugenio Finardi, 10/08/2025)
“Mancavano 4 mila copie al milione della Voce del padrone, le ha comprate Franco. Ha mandato cento persone a comprare i dischi” (Docufilm “La voce del padrone”, Alberto Radius, 10/08/2025)
“...”La voce del padrone” è il punto di svolta assoluto della musica italiana” (Docufilm “La voce del padrone”, Alice, 10/08/2025)
“Disco irripetibile, di impatto devastante […] Immettendo ironicamente i nostalgici tormentoni anni '60 sulle sue fotografie esotico-storiche, coniugando i fraseggi classici […] a riff elettronici facili quanto trascinanti […] Raramente in Italia il gusto dell'élite e quello della cosiddetta massa si sono trovati così concordi su un'opera che, peraltro, irrideva i comportamenti di entrambe” (24.000 Dischi, Paolo Madeddu, 2004)
“...Battiato è stato uno degli intellettuali più liberi della cultura italiana […] Lo dimostrò, in particolar modo, con “La voce del padrone” (Corriere della Sera, Walter Veltroni, 18/05/2021)
“...Con il linguaggio del Pop, l'artista racconta con ironia frammenti della sua evoluzione personale” (Il Dizionario del Pop-Rock, Enzo Gentile, Alberto Tonti, 2013)
“...Con “La voce del padrone” cambiò tutto” (Corriere della Sera, Carlo Verdone, 21/09/2021)
“...La voce del padrone ci ha insegnato che si poteva essere colti e popolari” (Rai 3, Piero Dorfles, 18/05/2021)
"Un vero miracolo se si pensa che qualche anno prima l'artista vinceva il premio Stockhausen con un disco contenente due soli pezzi di pura ricerca."
"Un compromesso tra l'artista d'avanguardia e l'esigenza commerciale si trasformò in una geniale miscela di pop, elettronica e sinfonica."
Battiato è l'unico cantautore italiano che ci ha fatto vedere il mondo da un’angolazione diversa.
Ogni disco di Battiato è una finestra attraverso cui guardare dentro se stessi, affacciatevi, se vi và.
‘La Voce Del Padrone’ è un album intenso, ricco di significati, che regala grandi emozioni.
Sette canzoni, ma soprattutto sette indimenticabili hit che raccontano momenti della vita personale di Battiato.
Stranamente, in modo del tutto eccezionale, in Italia tutti incominciano a canticchiare di "gesuiti euclidei" e "minima immoralia"...
L’album entra di diritto nella storia della musica italiana e segna un passo decisivo per la carriera di uno dei più grandi artisti italiani.
Forse mai nessuno era riuscito prima di Battiato ad avvicinare il grande pubblico a liriche così naif.
L'album si mantiene organico fino all'ultimo senza eccessi e sbavature.