Se esistesse o fosse esistita anche nel mondo musicale una “politica degli autori”, i King Crimson ne avrebbero fatto parte.
Il finale inquietante e irrisolto di "Lizard" rappresenta un progressivo avviarsi verso l'indistinto, chiudendo un concept sull'esistenza.
Con Lizard, i King Crimson sterzano decisamente verso un rock-jazz con ampio respiro sinfonico.
Robert Fripp capisce che il respiro sinfonico non viene dato dal fatto di suonare con un'orchestra, ma dipende esclusivamente dalla composizione e dall'approccio musicale.
Ogni produzione orchestrata da Fripp rappresenta una ben ponderata equazione per portare la musica oltre la musica.
Lizard è una delle massime realizzazioni del Re nonché una vetta progressiva senza precedenti o degni eredi.
Un album fantastico che magari può non piacere a tutti, ma che se sarete pazienti vi regalerà molto più di quanto avreste mai immaginato.
Comunque stiano le cose non cercate nel resto della discografia dei Crimson qualcosa di simile, semplicemente perché non esiste.
Lizard è più affascinoso, più emozionante di quanto mi ricordassi!
Ascoltare un disco dopo tanto tempo rende un effetto speciale: riaffiorano note e suoni già latenti, filtrati dalla nuova consapevolezza di un’età diversa.