STOMACH MOUTHS - DON'T PUT ME DOWN

Considerando il mics tra istinto primordiale, attitudine, melodia, suono… tra i miei preferiti in assoluto. IlConte

Quando Stefan Kéry mette su gli Stomach Mouths, nei primi anni Ottanta, è già un musicista “scafato”, nonostante la sua tenera età.

Ha già suonato come batterista nei Red Baron all’età di 9 anni e come chitarrista e cantante nei Pink Panthers, nei Firebirds, nei Dragonfly, nei Dogwayst a infine nei Rager Mar, diventati Stomach Mouths dopo l’ingresso di Martin Skeppholm.

Nel frattempo è diventato un avido collezionista di dischi: oscuri singoli psichedelici, folk, beat, rock ‘n’ roll, R ‘n B, surf, hardrock, punk, garage, canzoni per bambini, sigle televisive.

Tutto quello che i teenagers svedesi buttano via per qualche corona, lui lo ricompra, lo ascolta e lo impara.

Quando nascono gli Stomach Mouths, nel 1983, sa suonare un centinaio di cover.

Niente di straordinario, ma lui le sa suonare nel modo giusto: con l’impellenza peculiare dell’età giovanile, un misto di rabbia, desiderio sessuale, frustrazione e cinismo che emerge anche dalla sua voce al vetriolo, tirata fuori lacerando le corde vocali come fossero le calze di nylon di una ventenne.

È questa attitudine a fare di Something Weird un disco imprescindibile per la storia del neo-garage, un disco vivo, feroce e malato.

Sixties nella forma, punk nel cuore.

Ha la forza animale di una tigre dai denti a sciabola.

I Don’t Need Your Love, Don’t Mess With My Mind, Dr. Syn, Teenage Caveman, R&B n° 65, I Leave, Cry, Waiting, Down, Nightmares, Valley Surf Stomp, Coming Back Alive: ad ogni morso, un pezzo di carne che salta, la polpa di un muscolo che viene addentato, un osso che viene macinato, forato, strappato via.

E se la scelta di Born Loser come cover “di circostanza” può sembrare scontata (ma non lo è, vista la brutalità con cui gli Stomach Mouths ricoprono il pezzo di Murphy and The Mob di succhi gastrici inaciditi, NdLYS), singolare è la scelta di includere una versione di una canzone “domestica” come The Cat Come Back, un vecchio pezzo popolare del secolo precedente che Stefan custodisce nella sua sterminata collezione di vinile e che per anni (stiamo parlando dell’era geologica pre-wikipedia) nutrite schiere di lungocriniti scavafosse cercheranno di scovare in qualche oscura raccolta di brani beat, senza cavare un ragno dal buco.

There’s something in my kitchen, I think it‘s alive, it’s growin’ in my sink and now it’s six-feet high.

La Svezia aveva partorito il suo All Black and Hairy: era l’anno-zero della garage-scene scandinava.

Il Rev
 
The B-52's - Private Idaho (Official Audio)
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Grazie al suggerimento di @[mrbluesky] ho decretato l'ascolto del giorno!
 
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Grazie @[sergio60] lucidatore ufficiale del metallo debasico
 
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Cosa pesco oggi?
 
Julee Cruise — Three Demos (Sacred Bones Records, 12" Vinyl, 2018) è sempre un piacere risentire questi pezzi ormai classici
 
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Cupol - Kluba Cupol
#ilove4ad [Percorso sonoro nei cataloghi che hanno incendiato la mia fantasia]
Come ogni buon catalogo che si rispetti, anche quello della 4AD è impreziosito da gemme solitarie,
band che hanno sganciato un solo singolo o un solo lp per poi svanire nel nulla. In questa schiera
compaiono i Cupol. In realtà questi sono un side project dei Dome, che misero alla luce in tre anni
(80/82) ben quattro album, ma anche loro agirono sottotraccia, lontano da proscèni e riviste patinate.
Il progetto Cupol nasce e muore con un ep di due sole tracce, dove la b-side "Kluba Cupol" è una
deliziosa suite di oltre 20 minuti. Spesso, mi ci metto anche io, spulciando nei cataloghi musicali si
tende a trascurare questa tipologia di produzioni, ma Kluba Cupol rappresenta un buon motivo per
soffermarsi e prestare maggior attenzione. Sperimentazione e tribalismo si fondono in un ritmo
ossessivo, primordiale, un'orgia ipnotica di suoni, decisamente atipica per la linea editoriale della
4AD a quei tempi. Le basi del ritual ambient sono nate proprio in quel periodo, grazie anche a
piccoli gioielli nascosti come questo ep.
 
Midlife Crisis by Faith No More Ha un'intro di batteria assurdo poi vab c'è una losca voce chitarrozza metal tipica anni 90...
 
Blink182 - What's My Age Again? (Live/1999) Sempre bello sentire la gnazza in visibilio
 
Big Street - When You Were Mine
Gruppo dimenticato dal tempo che ha firmato solo questo EP ma che bomba!
 
2 Step fuck off , turn back 2 Tone !,
Bodysnatchers -
Easy Life
Omaggino alla 2 Tone, inevitabilmente agli Specials, all'integrazione, allo scatenarsi.
Dai gangster a Mandela, più o meno: una storia a 45 giri.
 
La scalinata di Odessa - di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn

"La corazzata Potemkin"
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"Il cacciatore"
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#35mm
 
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1983 (ECM)

#jazzlegends
 
Obbligo prassi e filosofia
...al bando la vodka, il caviale e i diamanti di Putin... E I DIAMANTI DI PUTIN!
Mondiali...