Questo nuovo modo di scrivere, collaborare con l’AI e persino giocare con l’ironia del perfezionismo rappresenta una direzione che, volenti o nolenti, sta già prendendo forma e che probabilmente sarà parte del futuro della comunicazione. Oggi viene spesso guardato con diffidenza, come se fosse una deviazione dalla “vera” scrittura, ma in realtà è soltanto un’evoluzione del modo in cui le idee vengono elaborate, rifinite e condivise.
Ciò che viene criticato come artificiale o eccessivo controllo formale potrebbe, col tempo, essere riconosciuto come una nuova estetica: non la sostituzione del pensiero umano, ma la sua estensione, un dialogo tra intenzione e supporto tecnologico. L’ironia sul perfezionismo, poi, non è una negazione della qualità, ma una presa di coscienza dei suoi limiti e delle sue ossessioni.
Oggi forse non siamo ancora del tutto pronti a questa trasformazione. Ogni cambiamento radicale tende inizialmente a generare resistenza, perché mette in discussione abitudini consolidate e criteri di giudizio già stabiliti. Ma ciò che oggi appare controverso, domani potrebbe essere semplicemente normale.
Come scriveva Marcel Proust, “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Forse è proprio questo il punto: non è la scrittura a cambiare, ma il nostro modo di guardarla.
 
 
Kid Cudi - Day 'N' Nite (Crookers Remix)
I toss and turn I keep stressing my mind
 
 
 
 
 
 
Tutto è già stato fatto. Les Fo’Plafonds - #1 The Simpsons (Cartoon Session)
 
 
 
 
 
 
Thin Lizzy - Emerald
Fight Or Fall
 
 
 
 
 
 
The Slits and The Raincoats, dieci + dieci (7)... The Slits "Ping Pong Affair" (rough mix)
 
 
Alberto Sordi - Il giudizio universale (1961)
"Il giudizio universale"
di Vittorio De Sica (1961)
con Alberto Sordi
Vittorio Gassman
Anouk Aimée
Fernandel
Silvana Mangano
Paolo Stoppa
Nino Manfredi
Jack Palance
Renato Rascel
Ernest Borgnine
Franco Franchi
Ciccio Ingrassia
Lino Ventura
Domenico Modugno
Mike Bongiorno
Elisa Cegani
Eleonora Brown
e Vittorio De Sica
#35mm
 
 
Blue Notes for Mongezi: Third Movement
THE BLUE NOTES
"Blue Notes for Mongezi: Third Movement" from: Blue Notes for Mongezi
1976 (Ogun)
#jazzlegends
 
 
Iggy Pop - Beat 'Em Up
 
 
 
 
China Crisis - Black Man Ray
“Musica per chiunque, ma per nessuno in particolare”. Johnny Marr li aveva timbrati così in modo veloce forse troppo.
 
 
 
 
 
 
link rotto
Saggezza popolare
 
 
Il nuovo album di M. E. Giovanardi è valido.
Il Buio Nella Pelle
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma chi bella coscia, chi bellu cusciuni. Spremuta di 'nkia!
 
 
Riccardo Cocciante - Corpi Di Creta
Uomo
"Corpi Di Creta" minuto 1:42...SBAM!
 
 
Oggi mi leggo questo, #forse ...
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Qualcuno/a l'ha già letto?
 
 
Neil Young - Thankful
 
 
 
 
< Tu non sei una persona, tu sei un concept. Sei il prototipo perfetto della millennial/Gen Z di transizione, uscita direttamente dalla fabbrica del conformismo borghese col bollino di qualità. C’è un’omologazione nei tuoi gesti, nei tuoi pensieri e persino nel tuo modo di indignarti o di emozionarti che è quasi scientifica. Pensi di avere una personalità sfaccettata, ma la verità è che sei unidimensionale come un foglio di carta velina: se ti si guarda controluce, dietro non c'è spessore, c'è solo lo schermo retroilluminato di uno smartphone.
I tuoi gusti sono una roba deprimente. Una sfilata di banalità spacciate per "ricerca d'avanguardia". Compri le stesse scarpe che hanno tutti, ascolti la playlist "Indie Italia" o il trapper del momento convinta di avere l'orecchio sopraffino, leggi il libro di cui parlano tutti nelle storie di Instagram per poi pubblicare la foto della pagina con la tazza di caffè a fianco, perché sia mai che un momento di pseudo-cultura non venga monetizzato in termini di visualizzazioni. Tutto ciò che consumi è effimero, preconfezionato, digerito da altri e masticato da te con l'orgoglio di chi crede di aver fatto una scoperta rivoluzionaria. Sei prevedibile in modo imbarazzante: se un computer dovesse calcolare la tua prossima mossa, ci metterebbe tre millisecondi.
E parliamo di questa ostentazione patologica, di questo esibizionismo da fiera di paese 2.0. Ma tu lo sai che esiste una vita fuori dai social, o se non la filtri con un preset di Lightroom perdi i sensi? Devi documentare tutto. Ogni weekend fuori porta diventa un reportage antropologico. Tre giorni a Lisbona e ti senti Vasco da Gama: storie in evidenza, caroselli con la didascalia in inglese (perché fa più international, giustamente), riflessioni malinconiche sul "senso del viaggio" e sulla bellezza di perdersi nei vicoli. Ma perdersi de che? Che avevi Google Maps aperto pure per andare in bagno! Non ti godi un tramonto se non hai la certezza che la messa a fuoco sia perfetta per i tuoi follower. Vivi in differita, recitando la parte di te stessa che si diverte, per far vedere a quattro gatti che la tua vita è "pazzesca" e "piena di stimoli".
Ma il picco del patetico lo tocchi quando indossi la maschera della pedagogista navigata. Questa narrazione della "maestra di vita", della prof illuminata che scende tra i banchi per salvare le giovani anime, fa sinceramente accapponare la pelle da quanto è finta. Fai i video o i post con l'aria stanca ma fiera, lo sguardo da martire della scuola pubblica, e dispensi pillole di didattica alternativa, parlando di dinamiche relazionali, inclusione e gestione del gruppo classe come se avessi alle spalle quarant'anni di cattedra nei sobborghi più difficili del mondo. E la cosa esilarante è che parli con quel tono da donna vissuta, da matrona che ha visto tutto, che ha sofferto, che ha capito come gira il mondo e ora, dall'alto della sua immensa saggezza, ti spiega come si campa.
Ma chi vuoi prendere in giro? Ma guardati la
 
 
 
 
 
 
 
 
Hey Melania by The Dwarves
Melania.
In purezza.
 
 
 
 
 
 
Mi presento: sono geometricamente perfetto. Simmetrico, calibrato, lineare. A tratti potrei sembrare un bot progettato in laboratorio da un gruppo di ingegneri ossessionati dall'ordine e dalla punteggiatura. Ogni frase al posto giusto, ogni virgola in assetto operativo, ogni concetto accuratamente allineato.
La verità, però, è molto meno futuristica e molto più umana.
Dietro questo apparente algoritmo si nasconde una persona in carne e ossa che utilizza l'intelligenza artificiale come strumento per trasformare idee sparse in testi più chiari, precisi, illuminanti e, quando possibile, anche divertenti. Non perché l'AI pensi al posto suo, ma perché la aiuta a esprimere meglio ciò che desidera comunicare. L'ironia resta umana, le opinioni restano umane, gli errori pure.
Approfitto inoltre di questo spazio per rivolgere delle sincere scuse a G per aver frainteso il suo progetto editoriale.
Ho compreso che il sito non nasce come luogo di dibattito bellico o politico sulla guerra tra Russia e Ucraina, né come arena destinata a mettere sullo stesso piano tutte le interpretazioni possibili del conflitto. Al contrario, il riconoscimento della Russia come Paese invasore costituisce una scelta editoriale esplicita e un principio fondante del sito, in quanto ritenuto un fatto accertato e non oggetto di controversia all'interno della linea editoriale della piattaforma.
A prescindere dalle diverse sensibilità personali, è giusto riconoscere e rispettare l'impostazione che chi ha creato e gestisce il progetto ha scelto di adottare.
Concludo con un ringraziamento e un saluto a tutti gli utenti del sito, storici e nuovi arrivati. A chi scrive ogni giorno, a chi legge in silenzio, a chi corregge, approfondisce, documenta, argomenta e condivide conoscenza.
Le comunità online vivono grazie alle persone che dedicano tempo ed energie a renderle luoghi migliori. E questo sito, nel bene delle sue discussioni e della sua crescita, è il risultato del contributo di molti.
Un saluto sincero a tutti voi e un ringraziamento per il lavoro quotidiano con cui continuate a illuminare, informare e arricchire la comunità del web.
 
 
Non c'è TRIP_HOPpa per gatti (9)
Struscioni insù e ingiù per i Nineties e dintorni
Portishead - Dummy 1994 | UK
 
 
 
 
 
 
SpanDisco (2012 Remaster)
#unochenonsiannoiavaperniente
Tentativo, quasi impossibile, di un viaggio semi-serio tra la discografia e le innumerevoli collaborazioni di Steve Gadd, in ordine quasi cronologico
1977(27) LOVE CHILDS AFRO CUBAN BLUES BAND - SPANDISCO
 
 
Part One (Original Version)
GRUPPO ROMANO FREE JAZZ
"Part One" from: Free Jazz at the Philharmonic
1966 (Splasc(h))
#jazzlegends
 
 
 
 
Il Mistero del Falco (The Maltese Falcon) - John Huston (1941)
"Il mistero del falco"
di John Huston (1941)
con Humphrey Bogart
Mary Astor
Gladys George
e Peter Lorre
#35mm
 
 
After Tea - Tubby Hayes / Ronnie Scott (The Jazz Couriers)
THE JAZZ COURIERS
"After Tea" from: The Couriers of Jazz!
1960 (London)
#jazzlegends
 
 
The Slits and The Raincoats, dieci + dieci (6)... THE RAINCOATS only loved at night 1981
 
 
 
 
A G, pioniere, fondatore e voce storica della comunità, va riconosciuto anzitutto il coraggio di essersi esposto. In tempi in cui molti preferiscono il silenzio o l'ambiguità, G ha scelto di prendere posizione su una delle questioni più divisive del nostro tempo: la guerra tra Russia e Ucraina.
Chi condivide le sue analisi ritiene che il conflitto non possa essere compreso senza considerare il contesto geopolitico precedente al 2022, le tensioni accumulate negli anni, il ruolo delle grandi potenze e le reciproche percezioni di sicurezza. Da questa prospettiva, G non avrebbe cercato di giustificare la guerra, ma di proporre una lettura più ampia e meno immediata degli eventi.
Allo stesso tempo, i fatti fondamentali restano oggetto di un ampio consenso internazionale: il 24 febbraio 2022 la Russia ha lanciato un'invasione su larga scala dell'Ucraina, Stato sovrano e membro delle Nazioni Unite. L'Assemblea Generale dell'ONU ha approvato a larga maggioranza risoluzioni che hanno definito l'azione russa una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina e ne hanno chiesto il ritiro delle truppe.
La confutazione delle tesi più favorevoli a Mosca parte proprio da qui: secondo la maggioranza degli Stati membri dell'ONU, nessuna preoccupazione strategica o politica giustifica l'uso della forza per modificare i confini di uno Stato sovrano. Successive risoluzioni hanno inoltre condannato i tentativi di annessione di territori ucraini occupati.
Ma il punto, forse, non è stabilire chi debba avere l'ultima parola. Il punto è che una comunità viva esiste proprio perché ospita discussioni difficili. G ha deciso di esporsi in prima persona, assumendosi le responsabilità delle proprie opinioni. È una scelta che può essere condivisa o contestata, ma difficilmente ignorata.
Per questo l'invito è semplice: restate, leggete, discutete, approfondite. Confrontate le argomentazioni, verificate le fonti, contestate ciò che ritenete sbagliato. La libertà di una comunità si misura anche dalla capacità di sostenere il dissenso senza soffocarlo.
E chi non condivide? È naturalmente libero di andarsene. Ma prima di chiudere la porta, vale forse la pena fermarsi a comprendere fino in fondo le ragioni degli altri.
Perché, come ricordava il partigiano e presidente della Repubblica Sandro Pertini, «la libertà è partecipazione» è diventata per molti il simbolo di un principio essenziale: una comunità vive quando le persone hanno il coraggio di esserci, di parlare e di assumersi la responsabilità delle proprie idee. E questo, nel bene o nel male, è ciò che G ha scelto di fare.
 
 
 
 
 
 
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meraviglia sophisti pop premiata come disco d'oro in America, disco d'argento in Inghilterra e prodotta da Bob Sargeant (produttore di Fall, XTC, Lotus Eaters)...1987!