[NdR: Questa recensione si riferisce a tracce musicali scaricate (illegalmente?) dalla rete che potrebbero anche non corrispondere a quelle che verranno pubblicate con l'uscita del disco]
Eccomi alla mia prima recensione scaturita da un primissimo ascolto delle 14 tracce di "Hail To The Thief", nuovo lavoro dei Radiohead.
In due parole l'album mi sembra semplicemente FANTASTICO (sarà per l’attesa?); sembra che abbiano abbandonato le sonorità un po' troppo sperimentali di Kid A e Amnesiac, per tornare verso i suoni di Ok Computer (in alcuni pezzi mi è sembrato addirittura di sentire echi ancora più distanti, alla "The Bends").
Alcune tracce mi hanno colpito più di altre e tra queste cito "2+2=5", "Sit Down Stand Up" un ottimo crescendo, "Sail To The Moon" (strappalacrime), "Where I End And You Begin" (grandissimo tappeto ritmico e voce eccezionale), "We Suck Young Blood", "There There" (tra le loro migliori canzoni in assoluto), "A Wolf At The Door".
Per chiudere vorrei solo sottolineare come questo cd mi sia piaciuto al primo ascolto, a differenza dei precedenti, per i quali ho dovuto attendere 1000 passaggi nel lettore per apprezzarli fino in fondo: spero che questa maggiore "immediatezza" non si traduca poi in minore profondità. In ogni modo, da fan accanito quale sono, non posso che essere estremamente soddisfatto del loro lavoro.
Vi è mai capitato di svegliarvi con l'assoluta convinzione di aver fatto un bellissimo sogno?
Quello che ho sentito non permette di essere identificato o codificato attraverso il comune parlar di musica.
Avrei dovuto aspettarmelo, eppure mi sorprendono lo stesso. Il perché, boh, chiedetelo agli impulsi elettrici che regolano le emozioni nel nostro cervello.
Mi sento in debito per la bellezza che ci regalano.
Incredibile come in una traccia di tre minuti e mezzo come 2+2=5 (The Lukewarm), la band riesca a inserire senza stonature tre radicali cambi di ritmo.
Il lamento all’inizio monotono e poi malinconico e un po’ più incazzato di Thom, canta un testo graffiante verso la società attuale.
"Un'opera completa, ricca di umori, di idee, di implicazioni e capace di suscitare pensieri e riflessioni."
"Il disco mescola le atmosfere psichedeliche di ‘Ok Computer’ con l’elettronica di ‘Kid A’, proponendo una fusione elegante e suggestiva."
'Un ibrido tra l’espressività chitarristica dei Radiohead di The Bends e un magma ribollente di suoni ermetici e oscuri.'
'Con tanti saluti a George W. Bush.'