Copertina di The Jimi Hendrix Experience Electric Ladyland
claudio carpentieri

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Per appassionati di rock classico, fan di jimi hendrix, cultori di musica psichedelica e blues, collezionisti di album storici
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LA RECENSIONE

Il 1967  è l'anno che ha visto la pubblicazione sia di "Are You Experienced" che di "Axis: Bold As Love" da parte della Jimi Hendrix Experience, mentre nell'aprile del 1968 esce sul mercato "Smash Hits", la collection che sancisce la fine della collaborazione tra il produttore ed ex bassista degli Animals Chas Chandler ed il gruppo anglo-americano.

La difficile gestazione della terza prova in studio è quanto di più sofferto abbia dovuto patire l'artista di Seattle, dedicando un impegno spropositato a tessere e disfare l'elaborata e multiforme  tela musicale che darà vita a lavoro finito ad un variegato  caleidoscopio di suoni,  specchio di una maggiore avvedutezza che non va a danno dell'istintività che l'aveva messo in luce sino a quel momento.  Un anno che Jimi ha speso per lo più da solo  o insieme ai numerosi collaboratori (Steve Winwood e Chris Wood  dei Traffic, Jack Casady dai Jefferson Airplane, Buddy Miles ed altri) relegando Noel Redding e Mitch Mitchell al ruolo di poco più che turnisti di lusso. Il prolungarsi delle sedute aveva l'obiettivo primario (raggiunto!) della ricerca e della definitiva messa su nastro di una pretenziosa combinazione tra psichedelica, blues ed un'energica espressività sonora a suggellare il tutto.

L'apertura è lasciata al breve tumulto di "...And The Gods Made Love" che ci trascina dritti all'emozionante "Have You Ever Been (To Electric Ladyland)" ove i vocalizzi in falsetto di Hendrix riescono con semplicità a condurci alle convulsioni boogie di  "Crosstown Traffic". In  "Little Miss Strange" composta e cantata da Redding fuoriesce la leggerezza ed il piacere delle sonorità sixties del periodo, oltre all'appetibile occasione di un gran lavoro di ricamo  che Hendrix non si lascia di certo sfuggire. Più ragionevolezza e cerebralità per questo disco ove ad eccellere non sono soltanto brani come "Burning Of The Midnight Lamp" dal ritornello epico o la graffiante quanto toccante "Gypsy Eyes" (apparsa come B-side di "Crosstown Traffic" sia per il mercato inglese che quello americano), incisa circa settanta volte e dedicata da Jimi alla propria madre, ma anche "Rainy Day, Dream Away" - con Mike Finnigan all'organo e Buddy Miles alla batteria tra gli altri -  in cui jazz e blues si sposano sublimemente confluendo con naturalezza nella travolgente reprise di "Still Raining, Still Dreaming". C'è anche spazio per due covers: "Come On (Let The Good Times Roll)" è un blues & roll di Earl King riproposto con straordinario rispetto, mentre la celebre "All Along The Watchtower", presa in prestito da Bob Dylan che l'aveva inclusa nel suo "John Wesley Harding" pubblicato un anno prima, viene qui nuovamente interpretata conferendole una sconosciuta eleganza elettrica, fregiandosi della collaborazione di Dave Mason (Traffic) al basso e di Brian Jones (The Rolling Stones) alle percussioni. Potrà sembrare una mancanza di rispetto  non menzionare tutte le tracce dell'album, ma sicuramente lo sarebbe ancor di più se ci dimenticassimo di citare "Voodoo Chile" come una succulenta jam session che lascia ad Hendrix una infinita libertà di creazione-espressione attraverso la sua scintillante Stratocaster proponendosi come il Van Gogh delle sette note, in grado di riprodurre singolari arcobaleni musicali, ancora sconosciuti. La monumentale "1983...(A Merman I Should Turn To Be)" è un flusso magmatico lento ed inesorabile  dove l'equilibrio tra gli strumenti -  in cui uno da all'altro quello di cui ha bisogno -, riesce a concepire un fulgido esempio di psychedelic blues. La conclusiva "Voodoo Chile (Slight Return)" ci trascina con una vorticosa introduzione in un marasma di suoni dal sapore acido, dove quell'innovativa inclinazione stilistica sfocia in un fragore mai fine a se stesso.

Il terzo disco della Experience ha tutte le carte per divenire con il tempo uno degli apogei della musica rock, in cui l'intensità  è enunciata attraverso la passionalità dei brani che trovano sollievo in un naturale sfogo in grado di riflettere la trasparente lucentezza dell'anima. Un capitolo discografico che per essere apprezzato nella sua totalità, ha di certo bisogno di più ascolti che risulteranno il necessario ponte di collegamento, con quelle sonorità in grado di accendere il nostro immaginario più recondito. 

[Il luccicante tri-fold package dell'edizione rimasterizzata  più completa include un dvd intitolato "At Last...The Beginning...The Making Of Electric Ladyland", ma anche un succulento booklet di 36 pagine dove è possibile visionare gli scatti effettuati al Central Park di New York da Linda Eastman per la copertina dell'album che stava per uscire con il titolo di "Electric Landlady"  - come rinominato da un tecnico di studio - e del cui errore si accorse prontamente Hendrix che lo fece correggere.  Alle immagini della futura signora Mc Cartney fu poi preferita quella che riproduceva le 19 electric ladies (così Jimi chiamava le groupies)  nude, con l'immagine del chitarrista ben in evidenza.].

 

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Riassunto del Bot

Electric Ladyland rappresenta l'apice artistico di Jimi Hendrix, un album dal suono complesso e variegato che unisce psichedelia, blues e rock in modo innovativo. La gestazione travagliata ha portato a un lavoro raffinato, arricchito da importanti collaborazioni e brani memorabili come 'All Along The Watchtower' e 'Voodoo Chile'. L'album richiede più ascolti per coglierne tutte le sfumature ed è considerato un capolavoro imprescindibile della musica rock.

Tracce testi video

01   ...and the Gods Made Love (01:23)

02   Have You Ever Been (to Electric Ladyland) (02:11)

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03   Crosstown Traffic (02:27)

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04   Voodoo Chile (15:00)

05   Little Miss Strange (02:52)

06   Long Hot Summer Night (03:28)

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07   Come On (Let the Good Times Roll) (04:10)

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09   Burning of the Midnight Lamp (03:40)

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10   Rainy Day, Dream Away (03:43)

11   1983... (A Merman I Should Turn to Be) (13:46)

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12   Moon, Turn the Tides... gently gently away (01:02)

13   Still Raining, Still Dreaming (04:26)

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14   House Burning Down (04:33)

15   All Along the Watchtower (04:01)

16   Voodoo Child (Slight Return) (05:13)

The Jimi Hendrix Experience

The Jimi Hendrix Experience è un power trio guidato da Jimi Hendrix, attivo tra la seconda metà degli anni ’60 e il 1970, noto per aver rivoluzionato linguaggio e suono della chitarra elettrica nel rock, tra psichedelia e blues.
18 Recensioni

Altre recensioni

Di  Mario

 La danza cosmica dei sensi nel vento incandescente di 'Voodoo Chile'.

 Dopo aver ascoltato 'Voodoo Chile' capisci che Hendrix non avrebbe potuto andare oltre.


Di  Lor444

 Jimi Hendrix: Supremo Genio Della Musica Rock che sfugge ai generi.

 Electric Ladyland mette a nudo la vera anima di Hendrix: creatività sfuggente e capolavori senza schema.


Di  woodstock

 Le note sembrano essere state incise su un sepolcro da dèi che fanno l'amore.

 "Prima avevamo una musica che era tutta corpo, poi abbiamo avuto una musica che era tutta mente. Ora abbiamo una musica che è corpo e mente".


Di  TraumaCronico

 Hendrix era la Chitarra, per parafrasare imminenti personaggi che hanno ormai varcato la soglia dei 60 ma hanno ancora negli occhi quel qualcosa che sembra essere concentrato in queste parole: so qualcosa che tu non sai.

 Con certi suoni, le droghe perdono senso. Non servono, vattene affanculo.