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The Prodigy
The Fat of the Land

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Parlando di musica, possiamo affermare che il potere della memoria gioca spesso brutti scherzi. Se da un lato adoriamo dischi che sono oggettivamente dei capolavori (Homework dei Daft Punk, giusto per citare la mia esperienza), dall’altro commettiamo l’errore di sopravvalutare opere mediocri o appena decenti a causa dell'affetto che proviamo nei loro confronti.

The Fat of the Land dei Prodigy rientra in questa seconda categoria. La sua pubblicazione si intreccia inevitabilmente con il vissuto del sottoscritto: dodici anni, un Natale trascorso in famiglia e, sotto l’albero, un tamarrissimo stereo portatile con Bass Boost per infastidire i vicini più il famigerato granchione, immortalato sul bagnasciuga di una sconosciuta spiaggia dell’orbis terrarum. Con il senno di poi è impossibile non sottolineare l’importanza di quel regalo, capace di plasmare i gusti di chi scrive e indirizzarli verso il mondo della musica “alternativa” o presunta tale, tuttavia una recensione necessita di un’analisi lucida e puntuale, garantita dalla maturità e dallo scorrere del tempo (diciamo pure dalla vecchiaia), ed è quello che proverò a fare.

The Fat of the Land viene dato alle stampe nel 1997, a tre anni distanza dal precedente Music for the Jilted Generation, e rappresenta una nuova tappa nella carriera della band di Braintree. Fedeli alla linea, Howlett e compagni cambiano di nuovo candeggio: se Experience sintetizzava alla perfezione il sound hardcore dei primissimi anni Novanta e Music for the Jilted Generation virava verso una techno più cupa e minacciosa, il terzo lavoro si tuffa a piene mani nel trend dell’epoca, il big beat, quella miscela di rock, elettronica e psichedelia esemplificata da album come Dig Your Own Hole dei Chemical Brothers o You’ve Come a Long Way, Baby di Fatboy Slim. A confermare la mossa furbetta e un po’ modaiola ci pensa il restyling dei componenti del gruppo, che si presentano in pubblico con un look molto più aggressivo rispetto al passato (mitiche le “alette” di Keith Flint, alla vista delle quali i miei genitori pregavano Dio affinché non mi trasformassi in un ribelle alcolizzato).

Venendo subito al sodo, potremmo dire che The Fat of the Land non è un brutto disco: è apprezzabile il tentativo di rinnovarsi ancora una volta, a conferma delle tendenze camaleontiche dei Prodigy e della loro capacità di stare al passo con i tempi, soprattutto in un periodo di grande evoluzione del suono elettronico. Nonostante ciò, a un ascolto attento scopriamo che non tutto fila per il verso giusto e che qualche sbavatura compromette il risultato finale.

Partiamo dalle note positive: l’accoppiata “Narayan”/”Firestarter” rappresenta il momento migliore e più ispirato dell’album. La prima traccia è una lunga sfuriata psichedelica accompagnata dalla voce di Crispian Mills, cantante dei Kula Shaker, che non si risparmia nemmeno il mantra “Ohm Namo Narayana” nella parte centrale del brano; la seconda è famosa per il videoclip che enfatizza l’attitudine punk e mattoide di Keith Flint (“I’m the trouble starter, punkin’ instigator”: chi non l’ha mai cantata a squarciagola?), mentre la produzione è dominata da drum incalzanti e sonorità ossessive perfettamente confezionate da Liam Howlett, vera mente dei Prodigy.

È proprio “Firestarter” a introdurre una delle peculiarità di The Fat of the Land, consistente nel maggiore apporto di Maxim e Keith Flint all’esecuzione e alla scrittura dei pezzi (il ballerino Leeroy Thornhill, invece, resta relegato al ruolo di frontman e animale da palco). La scelta a tratti è azzeccata, come nel caso dell’ipnotica “Breathe”, anche se i sample di spade sguainate contribuiscono a rendere un po’ kitsch il tutto (famoso il video, pieno di topi, scarafaggi e altre schifezze). È interessante anche il breakbeat di “Mindfields”, dove a farla da padrone è lo pseudo-rap di Maxim (peccato per i synth, che ricordano il verso di un gattino o le atmosfere di “Charly”, prive della profondità dell’originale). In altri momenti la ricetta non sembra funzionare a dovere: “Serial Thrilla”, ad esempio, strizza l’occhio al rap e al nu-metal, con tanto di scratch, chitarroni e una performance non eccellente del buon Keith. Anche i brani strumentali sono poco riusciti: “Funky Shit” campiona i Beastie Boys di “Root Down” (“Oh my god, that’s the funky shit!”), ma ancora oggi, dopo ventiquattro anni, non riesco a capire cosa abbia di “funky”; “Climbatize” invece è la traccia peggiore del lotto, affogata in un noioso wall of sound punteggiato da nitriti di cavallo (o qualcosa di simile) e da evitabili suggestioni esotiche, stile Le mille e una notte.

Volendo salvare qualcos’altro potremmo ricordare il singolo “Smack My Bitch Up”, con quel campione degli Ultramagnetic MCs usato un po’ a sproposito e quell’intermezzo mediorientale abbastanza incomprensibile (all’inizio si sentono strani suoni, simili a flatulenze. Che i Prodigy abbiano esagerato con la fagiolata?), e soprattutto “Diesel Power”, industrial-rap impreziosito dalle rime di Kool Keith. L’energico electro-rock di “Fuel My Fire” è tutto sommato buono, ma stiamo comunque parlando di una cover (la canzone è degli L7) e, in generale, di un pezzo piuttosto distante dagli standard del gruppo (superfluo il featuring di Saffron dei Republica).

Alla fine della fiera, dei cinquantasei minuti di The Fat of the Land (locuzione traducibile più o meno come “ricchezza” o “agiatezza”) solo pochi deliziano i nostri padiglioni auricolari, al contrario abbondano soluzioni poco gradite, che fanno pensare a una mossa astuta e dai fini commerciali, ma non del tutto soddisfacente dal punto di vista musicale.

L’epilogo della vicenda è scontato: dopo aver realizzato l’inevitabile cambiamento dei miei gusti, qualche anno fa sono entrato in un negozio del centro storico partenopeo e ho venduto The Fat of the Land. Ho affrontato la tristezza e la malinconia e mi sono liberato di un oggetto sicuramente prezioso ma divenuto un orpello inutile, abbandonato su una mensola a prendere polvere (e anche lo stereo tamarro si è misteriosamente dileguato).

Ora lo spazio lasciato da quello e da altri CD è stato riempito da vari dischi. Tra di essi spiccano Experience e Music for the Jilted Generation, che restano i due grandi album dei Prodigy. Eppure ancora oggi ringrazio l’enigmatico granchione: se sono così, in fondo, lo devo un po’ anche a lui.

Thanks a lot, my crab. Wherever you are.

Voto del DeRecensore: 3,5

Commenti (VentiSette)

ZiOn
ZiOn
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Chiedo scusa per la recensione (l'ennesima) di "The Fat of the Land". E' partito tutto da una necessità "fisica" e dal bisogno di dire la mia su un disco importante per la mia DeFormazione musicale. Forse anche dalla voglia di presentare un'opinione diversa rispetto alle lodi sperticate che ho letto nelle recensioni presenti sul sito. Volevo scriverne una sincera, che omaggiasse il disco parlandone in maniera onesta. That's all.


sfascia carrozze: Musica per la generazione giltata era molto più migliorissimo.
Questo è un po' troppo technomaranza.
Farnaby: Messer Sphascia, la technomaranza la trova in tutti e tre i dischi dei prodigiosy Prodigy...smaccata nel primo, più cupa in Jilted e "punky" in Fat...era la loro natura...
sfascia carrozze: Lo sò, Caro, lo sò.
Non lo sapessi.
Ma lo sò.
Farnaby: Leisattutto!
sfascia carrozze: Chiamatemi Qvindici d'ora innanzi.
ZiOn: Dai ragassi, "Ruff in the Jungle Bizness" e poi... questo disco. Ho detto tutto.
ZiOn: @[sfascia carrozze]: anche "Music for the Jilted Generation" è un gran disco, da ascoltare a volumi rigorosamente proibitivi.
macmaranza: Technomaranza? Io? Haw! Haw! Haw!
sfascia carrozze: #eja
Proprio Lei, maranza, lì.
ZiOn: In realtà in "The Fat of the Land" di techno ci sento pochino. Come ho già detto si tuffa di testa nella "chemical generation", con risultati a mio avviso discutibili. Per dire, dello stesso genere trovo decisamente meglio i primi due album dei Chemical Brothers, di Fatboy Slim, l'esordio dei Crystal Science, gli Headrillaz, gli Asian Dub Foundation (massì, inseriamo anche loro), i Dub Pistols, gli Apollo 440. Persino "Microchip Emozionale", disco influenzato da quel tipo di sound, è più riuscito.
ZiOn: E dimenticatvo "Rhythm & Stealth" dei Leftfield, pieno zeppo di breakbeat fulminanti. In alcuni pezzi come "Dub Gussett" e "Rino's Prayer" ci sento addirittura una dubstep ante litteram. Disco stratosferico.
Farnaby: Vabbè dai...mi fermo qui. Qualsiasi disco di genere (e anche non) è meglio di "The Fat of the Land"...non mi sembra una visione oggettiva. Comprendo gli amori, i guilty pleasures e le grandi delusioni e quindi a posto così...
ZiOn
ZiOn
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Modifica alla recensione: «Un refuso corretto.». Vedi la vecchia versione The Fat of the Land - The Prodigy - recensione Versione 1


Onirico
Onirico
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COSA AVRA' VOLUTO DIRE ZION CON LA METAGORA POETICO SULLA FAGIOLATA?


Onirico: *metafora
Onirico: *poetica
ZiOn: Che ci vorrebbe un "fico sacro" per nobilitare 'sto disco 😄
ZiOn: (Avevo letto "mandragola").
Onirico: Nell'edizione giapponese del disco in questione è stata aggiunta come bonus track la versione live di "Madre Tortura".
Così, random, senza alcun motivo apparente.
ZiOn: Mi sembra cosa buona e giusta.
lector
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Per essere la ennesima recensione di questo disco ci sta pure.
Però il fatto che questo disco è tra i colpevoli del tuo essere così è motivo sufficiente per mandarlo al macero!


ZiOn: Come ho scritto alla fine, il tutto è già stato effettuato 😃
ZiOn
ZiOn
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Modifica alla recensione: «Qualche altro refuso corretto.». Vedi la vecchia versione The Fat of the Land - The Prodigy - recensione Versione 2


Farnaby
Farnaby
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Che ci siano dischi che alle nostre orecchie abbiano perso un po'di peso ci sta. Cambiamo, cresciamo. Io, ad esempio, ho lo stesso problema con "Homework" dei Dati Punk. Che resta una pietra miliare del genere (e non) come del resto "Dig your own hole" e questo. Per me molto più rappresentativo e maturo dei loro due precedenti.


ZiOn: Purtroppo non sono d'accordo. Il tentativo di far fare qualcosa a Keith Flint e Maxim non si può considerare riuscito e anche la produzione di Liam Howlett non è del tutto convincente. "Experience" è su un altro pianeta: opinione personale.
Farnaby: Boh...visioni differenti. Io invece trovo proprio la produzione uno dei punti di forza del disco. Insieme alla capacità di affrancarsi dalla rave culture per abbracciare altri stili. Il punto più alto di un terzetto di dischi diversamente notevoli...
Farnaby: Dopo non saranno più la stessa cosa....
fedezan76
fedezan76
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Uno dei più bei dischi del genere. E gli hai dato meno di Aquarium. Abbiamo decisamente dei gusti musicali agli antipodi.


ZiOn: Molto probabilmente sì, credo sia normalissimo. Uno dei dischi migliori di quale genere?
fedezan76: Per me uno dei migliori dischi dell'elettronica tutta, apprezzo comunque in modo particolare il bigbeat degli anni 90.
ZiOn: Più di "Dig Your Own Hole" o "Mezzanine"? Non credo, dai. È un disco che si potrebbe consigliare a chiunque volesse avvicinarsi al "genere". Che sia uno dei migliori ho i miei dubbi.
fedezan76: A me piace anche di più, comunque di sicuro ha avuto un impatto al livello di Dig your own hole e Mezzanine.
ZiOn: Mi vengono in mente le "K&D Sessions", "Dubnobasswithmyheadman", "You've Come a Long Way, Baby", il "Brown Album" degli Orbital, "New Forms" e i primi due dischi dei Leftfield e ho trovato almeno altri sette dischi che, a mio avviso, superano nettamente il povero granchione. Poi certo ognuno ha i suoi gusti, come giustamente ricordi.
Farnaby: Mi sembra un calderone elettronico alquanto variegato.
Il "Brown Album" e "Dubnobass..." più vicini ai primi due Prodigy e alla rave culture. Come del resto "Leftism" (il secondo dei Leftfield, perdonami, non è tutta sta gran cosa). Con suoi coetanei (A.D.1997) direi che con "Dig Your Own Hole" (per me, capolavoro assoluto) e "Homework" se la può giocare. Come con "You've come..." che arriva però l'anno dopo...Roni Size è proprio un altro sport. Come del resto "Mezzanine" e le sessions di Kruder e Dorfmeister. Detto ciò tutta roba da 5 stellette (compreso "Jilted...", una in meno per "Experience")...
Geenooofficial
Geenooofficial
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Aimafaistatte aimafaistatte gnnniiiiiiihhhhh gniiiiiiiiihhh ! Dai è una figata. Mi piace ricordare il povero Flint


ZiOn: Sì, ho volutamente omesso il riferimento alla dipartita perché non mi andava di parlarne. È un evento che mi ha intristito parecchio 🙁
ZiOn: Per quello che riguarda il disco, senza gli entusiasmi dell'epoca... hanno provato a venderli meglio dai, con risultati non del tutto soddisfacenti. I primi due dischi sono un'altra cosa.
ZiOn
ZiOn
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Falloppio
Falloppio
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Bella Zio


ZiOn: Yo!
algol
algol
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Probabilmente disco invecchiato male, dalle sonorità marcatamente ninetes, troppo nineties.
Infatti non lo ascolto da almeno dieci anni.
Se dovessi stilare una classifica delle copertine più fique finirebbe tra le prime 10, sto granchio psichedelico ha un che di ipnotico.
Ben venga la recensione multipla se ha qualcosa da dire, e questo è un caso di intelligente revisionismo a posteriori che ci sta alla grandisima.


sfascia carrozze: Concordo.
Detto ciò procederei (comunque) a un sano DeBannaggio giusto per evitare che, in seguito, costui inizi a penzare di scrivere la trentasettesima di Anoderbricchoindeuol
Farnaby: Concordo sul fatto che possa (non per me) essere invecchiato male perché questa cosa la si potrebbe applicare ad altri dischi del periodo (Daft Punk e Fatboy Slim nel mio caso) ma resta il fatto che di album fondamentali trattasi...
fedezan76: Nemmeno io lo trovo invecchiato male, certamente erano suoni innovativi per l'epoca, che hanno furbamente o no conquistato appassionati di altri generi. Anche io che ai tempi ero un tastierista old style, da lì in poi incominciai a smanettare con filtri ed oscillatori.
ZiOn: Per me non è nemmeno una questione di vecchiaia precoce, è che sono bruttine alcune parti vocali, per non parlare di alcuni suoni e produzioni. Dai, è un crossoveraccio tra rock ed elettronica (sono stato fin troppo buono nella valutazione) 😄
ZiOn: @[Farnaby]: i Daft Punk e Fatboy Slim sono su un altro livello. "Homework" è davvero un lavoro pionieristico (Scaruffi o chi per lui lo definirebbe "seminale"), mentre "You've Come a Long Way, Baby" si distingue per una ricerca musicale pazzesca. È il disco per il party perfetto (e non solo).
fedezan76: Ovviamente, non piacendomi particolarmente né Daft Punk né Fatboy Slim, non posso che concordare che siano su un altro livello. Più basso. E se rimaniamo in termini di suoni, secondo me soprattutto i primi sono quelli invecchiati peggio. Su Fatboy Slim ho sempre faticato a trovare una vera e propria linea musicale, l'ho sempre visto più come una macchina da singoli. I miei riferimenti di quel periodo si chiamano Prodigy, Chemical Brothers, Massive Attack e Portishead, ciascuno nella propria nicchia.
algol: Le sue quattro palle se le merita. Ci stanno pezzi clamorosi, anche se paraculi. Breathe, climbatize sono pazzeschi ancora oggi.
Sui difetti e la collocazione tutto giusto quel che dicono Zione e caz.
Come è vero che l'operazione paracula ha funzionato anche dopo.
Assente la capacità di aggiornarsi ed evolversi che hanno avuto i Chemical.
Ma lì ci stanno parecchie spanne di differenza
algol: Non ha funzionato anche dopo ...
sfascia carrozze: Eppure uno dei loro ultimi singoli (per quanto abbastanza fedele al solito canovaccio) non m'era dispiaciuto per gnente anche perchè c'era pure quella bella faccia da Pub dei Sleaford Mods a fare da contraltare
The Prodigy feat. Sleaford Mods - "Ibiza" (Official Video)
fedezan76: Ma vedi, il termine paraculi per me è davvero fuorviante. Paraculo è uno che si affida a cliché già esistenti. Mentre nessuno suonava come i Prodigy all'epoca. Comunque capisco che queste discussioni sono tipiche su dischi fatti per vendere e che giustamente han fatto grande successo. Non l'ho mai visto come un fattore negativo, se c'è la qualità e, perché no, la novità.
ZiOn: @[sfascia carrozze]: purtroppo dissento, carissimo. Se "The Fat of the Land" è ancora salvabile, da "Always Outnumbered..." in poi penso si possano cestinare in blocco 😄
SubHomesikAlien
SubHomesikAlien
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3 stelle ad una pietra miliare dell' elettronica? Ma siamo pazzi?


puntiniCAZpuntini: EEEEHHHH PIETRA MILIARE DELL ELETTRONICA!

Fa bum bum bum penn penn, adesso piano con "Elettronica".
Farnaby: Elettronica si...un calderone infinito. Ci stanno bene anche loro...
ZiOn: Cioè ragazzi, per me "Experience" potrebbe essere una pietra miliare. "The Fat of the Land" è un dischetto che può avvicinare qualcuno all'elettronica, magari un rocker. Una pietra miliare è "Tri Repetae", non questo qui.
ZiOn: @[Farnaby]: ci stanno bene sì, ma scegliendo con cura gli album da inserire.
fedezan76: Credo che uno dei maggiori valori aggiunti di un'opera sia appunto attrarre appassionati di altri generi. A quei tempi ancora suonavo e ricordo tutti parlare di Fat of the land. Appassionati di Beatles, Pink Floyd, Led Zeppelin, Nirvana. È stato senza dubbio uno dei dischi spartiacque di quegli anni.
SubHomesikAlien: Una cosa non esclude l'altra, anche per me Tri Repeate è una pietra miliare (per quanto mi riguarda anche Foil), sono però due stili diversi ma entrambi di altissima qualità. Poi io considero i primi 3 dei Prodigy tutti diversi ma più o meno allo stesso (alto) livello e molto meglio dei sopravvalutati Daft Punk citati nella recensione se proprio devo dirla tutta (con affetto)
ZiOn: @[SubHomesikAlien]: guarda, che "Random Access Memories" sia noioso e incomprensibile (almeno per il sottoscritto) e "Human After All" risulti scarno e un po' vuoto non ci piove: sono due dischi non del tutto riusciti. Però "Homework" è un lavoro sperimentale, pionieristico, avanti anni luce per l'epoca... Cioè, è stato concepito nel '96/97, ha rinnovato l'elettronica e la club culture e ha creato un "movimento". Secondo me è un capolavoro assoluto. Al contrario, dire che "The Fat of the Land" è una pietra miliare perché ha "indorato la pillola" e ha reso l'elettronica più commestibile è una motivazione che mi lascia perplesso. Certo, anche i Kraftwerk lo hanno fatto, ma con risultati decisamente superiori (vogliamo parlare di "Computer World"?).
puntiniCAZpuntini
puntiniCAZpuntini Presidénte onoràrio
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Più della metà del successo del disco è dovuto a fattori fuori dalla musica.
Per farla breve (per ora) erano tutti in "LOVE LOVE LOVE vieni a ballare che ci vogliamo benissimo", più qualcuno cattivello da Rave che però non vendeva.
Loro hanno rallentato e "musicalizzato" il bum bum da Rave e soprattutto SMACK MY BITCH UP. Con LA TIPA che si drogava nel video.

Avessi avuto anche solo 5 anni in più, avresti saputo che al periodo si diceva che "i ragazzi mettono la droga nei bicchieri delle ragazze per scoparsele".

La tipa si Droga, Smack my Bitch Up, bassone che si sentiva bene anche in stereo da 100mila lire, personaggi che avevano la fama di Raver... Boom, soldoni.

Infatti, quando hanno riprovato il colpo sono andati a fare un video con le vacche in est europa (che al tempo era la mecca dei Rave) e il ritornello diceva che LA TIPA aveva le Roys... Insomma nuovamente volevano fare milioni solo raccontando un lato della disco-uk non molto famoso. Però il giochetto ormai si era freddato.


Farnaby: "Loro hanno rallentato e 'musicalizzato' il bum bum da rave"...loro e non solo loro....e comunque non mi sembra poco. In molti hanno seguito la scia.
Cinque anni dopo erano bolliti...
puntiniCAZpuntini: Sì, non è poco, ma non è il "pregio che li ha portati dove sono". Non c'è niente di male a fare un disco con l intenzione di fare milioni, anzi dovrebbero farlo più spesso (non loro, in generale) perché escono anche bombe, però resta il fatto che è un disco più "sociale" che "musicale". Che ripeto, non è che sia un male da estirpare.

Alla fine ci voleva qualcuno a dire che le Ragazze si sballavano perché volevano, tágázzu vittime...
puntiniCAZpuntini: Però come "pezzo", sinceramente Baby's got a temper mi piace di più di qualsiasi altro loro nello stesso stile. Poi il video con le vakke era 10.
Farnaby: Concordo sull'aspetto "sociale"...meno per quanto riguarda quello musicale... insieme ai Dati Punk e ai Chemical Brothers hanno cambiato alcune regole della rave culture...
Farnaby: Il video era divertentissimo e forse si prendevano un po'per il culo...
puntiniCAZpuntini: Alla Rave Culture non è mai fregato assolutamente nulla dei Prodigy, i CB erano considerati leggerini e da gaggi... I Daft Punk invece erano proprio LAMMERDA.

Per la "Rave Culture", non per me.

Non hanno cambiato nulla, loro erano dei Raver che hanno fatto musica leggermente Rave per Non-Raver. Ma, facendo cosí, hanno perso i Raver.

Un po' come il Black Album dei Metallica: da lí in poi, ai metallari facevano cagare.
puntiniCAZpuntini: Poi oh, per Rave io intendo RAVE. South London, Dresda, Capannoni sulla costa fluviale di Rotterdam... RAVE.

Indubbiamente tutti e tre hanno cambiato la musica nelle discoteche. Che non era e mai sarà un Rave.
ZiOn: Bè, "Experience" è un manifesto del rave sound dei primissimi anni Novanta. Credo che fossero piuttosto inseriti nella scena dell'epoca. È un disco diretto, per certi versi ingenuo come erano "ingenue" le sonorità hardcore/breakbeat/hardcore techno, ma è una mazzata notevole, quello non si può negare. Con questo boh, secondo me hanno provato a venderli alla MTV-generation e renderli più fruibili. Non è un brutto disco, ma è troppo costruito e non regge il confronto con i primi due. That's my opinion, of course.
ZiOn: "Non hanno cambiato nulla, loro erano dei Raver che hanno fatto musica leggermente Rave per Non-Raver. Ma, facendo cosí, hanno perso i Raver."

Hai sintetizzato bene, @[puntiniCAZpuntini] 😃
puntiniCAZpuntini: Experience non lo so perché ero piccolo per andare a un rave, però non ho mai sentito un pezzo loro a un Rave dal 97 in poi.

È che io per Rave intendo luogo dove ci sono le bancarelle con i Pusher, in Italia mai visto uno decente prima del 2005 o giù di lí. In Italia ho visto tante feste illegali di giorni, ma l ambiente era molto più Mellow rispetto a Londra, neanche minimamente paragonabile a quelli fra i confini Czek Polonia Germania. Mai sentito musica ascoltabile, in quei posti. I prodigy potevi sentirli a casa, quella roba assolutamente no.
puntiniCAZpuntini: Per dire, in Italia se scattava una rissa, gli organizzatori cercavano di sedarla.
A Liberec ho visto gente prendere colpi per almeno 15 minuti (sono un tempo infinito) e nessuno avvicinarsi o dire niente.

In Italia ai Rave girava MDMA, in Est Europa e Rotterdam girava il Meth e con il Meth non vuoi bene nemmeno a tua mamma. Enorme differenza.
ZiOn: Sì, in quel periodo ho frequentato un po' i rave, ricordo anche i sound system al camping dell'Arezzo Wave, nel 2006. I Prodigy li ho visti live a Bologna nel 2005, ma erano i tempi di "Always Outnumbered..." e ormai si erano trasformati in una band electro-punk/rock. Non piaciut.
Farnaby: Boh...qualche rave in quel periodo l'ho frequentato e loro (e gli altri) giravano eccome..
puntiniCAZpuntini: Ma infatti il punto è la parola RAVE.

In Italia, qualsiasi festa illegale dove c'era elettronica, era un "Rave".

Invece non funziona così, una cosa è un party e una cosa è un Rave, se portavi un Raver cecoslovacco o Est-Tedesco in un "rave" Italiano, ci rimaneva male.

Anche su Youtube, scrivi Rave e ti appaiono serate addirittura in discoteca.

Se prendi la parola RAVE nella pienezza assoluta, allora è un posto di merda con musica di merda e gente di merda. Non è un pregio essere "da rave", e infatti i Prodigy non ci rientrano. La "Rave Culture" è il "Power Metal dell elettronica". Se qualcosa è ascoltabile, non è da rave. Se ti sei divertito e hai conosciuto gente socievole, non eri a un Rave.
Farnaby: Non sono stato ad un party...
puntiniCAZpuntini: Ma in Italia o dove? Io in Italia andavo a ballare e cercare figa, i Rave li ho visti solo nel triangolo ex comunista e qualcosa intorno a Londra. Insomma, dove c'erano le vacche. Ovviamente ho smesso subito, visti 10 visti tutti, soprattutto perché facevano discretamente cagare.
puntiniCAZpuntini: In Italia ho fatto tutte e 3 le Street di Bolo, 3 volte quello in zona di Bergamo, qualche campeggio nei festival e qualcosa nelle spiagge. Però la musica era molto meno merda e la gente molto, molto molto meno pericolosa. Non avevi la sensazione di rischiare la vita 🤣
ZiOn: A Bologna c'erano andati dei miei amici. Ricordo ancora le foto: grandi pupille dilatate, sguardi compromettenti. Se la saranno spassata, immagino 😅
Farnaby: Io in Italia mai... svariati a Londra (e si facevano piuttosto cagare) e uno in Montenegro, ma si era ormai a fine corsa...
puntiniCAZpuntini: Nei Balcani mai visti, sono andato a figa in Bosnia (secondo me, nazione con più fighe nel mondo) ma mai in un bestiario illegale.

Negli ultimi anni ho visto che è diventata la zona della House, quando riaprono tutto, un festival legale con tutti i comfort per anziani me lo faccio.

Ma il primo in assoluto appena finisce tutto, Time Warp a Mannheim. Li senti i bassi nei gomiti, non solo nella spina dorsale.
Farnaby: Non ho più l'età...
puntiniCAZpuntini: Sì sì, ma infatti io ormai se vado a queste robe ho l'albergo vicino, i ristoranti prenotati e dopo la festa minimo 2 giorni di ripresa possibilmente non in centro città. Fanno i pacchetti anziani, siamo un Target che spende di più rispetto al ragazzino quindi fanno di tutto per portarci nei festival.

Se mi proponessero una tenda o un camper, inizio a ridere ora e finisco nell'era dei Pesci.
puntiniCAZpuntini: Senza contare che probabilmente picchio qualche vent'enne alle 10 del mattino gridando "te la insegno io l'educazione, screanzato!"
Farnaby: Pacchetto anziano con cure mediche incluse...
puntiniCAZpuntini: quel "vent'enne" non l'ho scritto io, lo giuro.
Farnaby: Venti volte enne...ci sta...
Io penso andrei dal DJ chiedendogli di abbassare un poco il volume...
puntiniCAZpuntini: "Vai Fratèèèè metti quella Bella!!!... però abbassa i bassi che mi fanno contatto con le protesi dentali"
Dr.Adder
Dr.Adder
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Recensione:
Scritto particolarmente scrupoloso, forse troppo, per me (4.4).
Inizialmente il disco mi aveva entusiasmato, ma poco dopo il tutto si è sbiadito (3.4).
Tenendo conto che comunque non è il genere che prediligo, presenta sezioni con sonorità scaltre, così come l'impatto visivo, ma nel complesso non possiede elementi artistici particolarmente profondi e articolati. La ritmica ripetitiva e martellante dopo breve mi ha stracciato. Originale la copertina, anche se mi ricorda quella di un altro gruppo di ben altra caratura.
In conclusione l'ho definito come: #mazzatesonore


ZiOn: Grazie per il commento scrupolosissimo 😃
Hetzer
Hetzer
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Recensione:
Curiosamente, ho consumato a manetta questo disco e gli altri due che citi, Dig You etc e You've Come etc.. Un gran bel sentire per quegli anni per me un po' del cazzo.. Di questo disco, sul quale sei un po'troppo ingeneroso, apprezzo soprattutto "Diesel Power"; il che è davvero bizzarro, visto che considero il rap una sorta di parassita esotico importato clandestinamente.. Comunque hai fatto malissimo a venderlo, wergogna!


ZiOn: Bè, in "Diesel Power" c'è Kool Keith, che non è esattamente un signor nessuno (è sua la voce campionata in "Smack My Bitch Up"). È tutto sommato un bel pezzo, tra i migliori del disco insieme a "Narayan". Avessero fatto cantare altri sarebbe stato meglio 😄
snes
snes
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Recensione:
"Volendo salvare qualcos’altro potremmo ricordare il singolo “Smack My Bitch Up”.

Non son riuscito a proseguire.


ZiOn: Che appunto è un pezzo salvabile, né più né meno.
snes: Poi la gente si lamenta di scaruffio, dioporco
ZiOn: Se non sei d'accordo con la mia opinione (che ho cercato di motivare ampiamente) non sei obbligato a mettere uno alla recensione. Un gesto piuttosto immaturo il tuo.
ZiOn: E potevi evitare anche la bestemmia. Bonjour finesse, proprio.
snes: Non dici perché "oggettivamente" homework sia un capolavoro e il primo pezzo di questo album solo"salvabile". Però lo dici con sicurezza assoluta.
Considerato che mi sembra una stronzata gigatonica alla scaruffi appunto, ti becchi il mio uno.
Se vuoi puoi ringraziarmi di esser passato.
snes: Diocane la bestemmia è 'sta pagina...
E poi mi chiedi finezza in mezzo ai prodigy? Ma veramente?
ZiOn: Puoi tranquillamente evitare di commentare se non ti piace quello che c'è scritto. Ringraziarti per essere passato? Urka, questa mi sa di leggero delirio di onnipotenza. Se credi di essere anche Napoleone Buonaparte mi sa che la situazione ti è sfuggita di mano. Roba da specialisti.
snes: "Puoi tranquillamente evitare di commentare se non ti piace quello che c'è scritto. " sul serio su debaser si commentano solo le recensioni che piacciono? me l'ero persa 'sta cosa.
Farnaby: Zion, a me sostanzialmente la tua recensione è piaciuta. Quantomeno nella forma. Se però decidi di recensire un disco di siffatta guisa in maniera, forse, un po'provocatoria devi accettare anche gli eventuali sputazzi. Come sottolinea giustamente snes il Deb è anche e soprattutto questo...
ZiOn: Non mi sembra di essere stato provocatorio. Se fosse stato così gli avrei messo uno e avrei detto che mi fa cagare: non mi sembra di aver agito in questo modo. È stato un disco importante per la mia formazione musicale e mi sembra di averlo anche scritto. Ora lo ritengo molto sopravvalutato ma comunque decente. Non un brutto disco.
Farnaby: Provocatorio perché viene dopo una recensione fin troppo benevola nei confronti degli Aqua e annessi (leciti) perculamenti allo Scaruffi. In entrambi i casi due pagine, per me, poco oggettive e molto "emozionali"... provocatoria anche perché viene accomunato anche a dischi poco affini...
Farnaby: Che poi per te abbia perso di intensità ci può stare...meno che abbia perso in importanza storica...
ZiOn: I miei intenti non erano così provocatori. Ho semplicemente recensito due album che hanno segnato i miei "esordi" musicali e che ho riascoltato a distanza di anni. Tentando di offrire una visione diversa su entrambi, in grado di rispecchiare le mie attuali opinioni. "Aquarium", per quanto idiota e senza pretese, resta un onesto album di bubblegum-pop, divertente, che fa quello che deve fare. Per me merita le 4 stelle. "The Fat of the Land" è un disco costruito per vendere meglio i Prodigy e la cosa si percepisce subito, soprattutto oggi. Ne riconosco il valore, nel senso che ha avvicinato me e tanti adolescenti dell'epoca al mondo della musica alternativa, meno l'importanza storica. È importante perché mixa rock ed elettronica? Lo avevano già fatto i Primal Scream, gli U2, anche "Dig Your Own Hole", uscito mesi prima. Gli Atari Teenage Riot hanno mischiato punk-hardcore ed elettronica e sono più o meno contemporanei, senza contare i gruppi "krautrock" degli anni Sessanta e Settanta, che proponevano qualcosa di simile (per la cronaca odio l'etichetta "krautrock"). Dei Prodigy preferisco gustarmi i primi due album, superlativi; "The Fat of the Land" lo lascio tra i ricordi adolescenziali.
snes: ""The Fat of the Land" è un disco costruito per vendere meglio i Prodigy " facci l'esempio di un disco fatto per non vendere.
magari fammelo senza un track by track. magari.
snes: "Aquarium"?
kloo: @[snes] ti sei svegliato mo riguardo al fatto che il debio è incontrovertibilmente cambiato?
snes: No, mi piace solo lamentarmi.
specie quando so che le lamentele non servono a niente se non ad appesantire l'ambiente. E 'sta merda di ambiente ormai si merita solo il peggio.
nangaparbat
nangaparbat
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preferisco la freschezza di "Experience", in cui brani come "charlie" o "out of space" colsero mriabilmente la febbre rave di inizio anni 90, e il sincretismo di "Music for the jilted generation" ( con pezzi epocali come la trance di "poison" e il riff alla Nirvana innestato sulle vertigini di "voodoo people"). "Fat of the land" è un disco che ambisce a rendere i Prodigy star milionarie, riuscendo nel suo intento, ma facendo diventare un po' troppo volgarotta e prevedibile la loro formula. "Climbatize" e "narayan" sono da ideale best of pero'.


ZiOn: "Climbatize" è un pezzo strano... forse non riesco a capirlo. Su "Narayan" siamo d'accordo: è uno dei momenti migliori del dischetto.
Farnaby: Volgarotta la formula diventò in seguito...con il baraccone a ripetere le stesse cose all'infinito. Qui fu cambiamento. Che portò soldini (niente di male) e una serie di classici (Breathe, Smack, Firestarter...ma di cosa stiamo parlando) che pochi possono vantare di aver scritto.
nangaparbat: beh quale seguito? dopo la botta milionaria di "the fat of the land" entrarono in piena fase guns and roses, mettendoci sette anni per fare uscire il successore.... passata .un 'era geologica in ambito musicale. ma i prodromi della fine erano già visibili qui, non vedo chissà quale cambiamento semplicemente decisero di rendere ancora piu accessibile la loro formula, con tanto di chitarrista finto punk 77 sul palco a suonare le parti rrrruock come specchietto per le allodole per le masse.

ZiOn: @[nangaparbat]: purtroppo li ricordo con una formazione simile a Bologna. Un concerto più che deludente.
Farnaby: E io che ho detto...
Farnaby: Il disco è un'altra cosa...
nangaparbat: rispetto ai due precedenti si. purtroppo aggiungo :)
luludia
luludia
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Qui c'è Dioniso di mezzo..


ZiOn: Sono diventato più apollineo...
luludia: ahahaha...poteva andare peggio..
Almotasim
Almotasim
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You're a firestarter.


ZiOn: Trouble instigator!
Dislocation
Dislocation
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Male invecchiato e presto dimenticato, il destino rio e crudele a volte sa anche essere giusto.
Tecnicamente ed artisticamente inferiore ai due precedenti, vendette mooolto più d'essi perché strizzava senza pudore l'occhio al mainstream pur continuando a fregiarsi di quella misteriosa etichetta di alternaticìve che tanto, nel tempo, ci ha fatto incazzare, ridere, sdegnarci e, in ultimo, portarci con facilità ad uno svuotamento intestinale persino salutare, in certi frangenti.
@[ZiOn] colpisce ancora.

Ah, a poche ore dall'uscita il protagonista dell'iconica copertina faceva bella mostra di sé, con una mezza dozzina di suoi simili, adeguatamente sbollentato e guarnito con salse esotiche, sul ricco desco dei Nostri Eroi, in preda a fame chimica ed abbondantemente annaffiati con sciambagn, per brindare aun ingondroooooo....


ZiOn: Stavolta siamo quasi d'accordo, anche se sei stato più cattivello. La mezza stella in più l'ho data per il fattore-nostalgia, a voler essere obiettivi tre stelle bastavano e avanzavano 😃
Farnaby: Presto dimenticato non direi.
E se questo è invecchiato male, che dire dei Dati Punk?
ZiOn: @[Farnaby]: che sono "invecchiati" decisamente meglio. "Homework" è un capolavoro e "Discovery" un disco bello e piacevole da ascoltare. Dopo, a parte i singoli di "Human After All", cala il sipario.
ZiOn: Dimenticavo lo stratosferisco live album del 2007.
ZiOn: *stratosferico (sob)
Farnaby: Quello dell'invecchiamento è, sicuramente, un fatto soggettivo. Per te e Dislo lo è "The Fat..." per me i Daft Punk... ciò non toglie che "Homework" resta un 5 stelle. Fondamentali entrambi...
ZiOn
ZiOn
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Modifica alla recensione: «Bold.». Vedi la vecchia versione The Fat of the Land - The Prodigy - recensione Versione 4


JURIX
JURIX Divèrs
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A me quella che guZtava di più all'epoca era "Diesel Power". Mi pare.


sfascia carrozze: Lei è un'inqvinatore!
Ecco pecchè!
ZiOn: Bè, dopo aver saccheggiato per due volte gli Ultramagnetic MCs (tra l'altro lo stesso brano mi pare, sia in "Out of Space" che in "Smack My Bitch Up") gli hanno restituito il favore 🤣
kloo
kloo
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Disco che comprai, non ascoltai e riportai in negozio. Emblematico.


ZiOn: Breve storia (più o meno) triste.
Alì Murtacc
Alì Murtacc
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La prima volta che vidi il video "Smack My Bitch Up" avevo suppergiù 12 anni. Mi chiedevo: "Ma che cazzo sta succedendo nel video?".

Preferivo nettamente i video di "Where's Your Head At?" dei Basement Jaxx e "Starlight" di Supemen Lovers :))


ZiOn: No, i Supermen Lovers no! 🤢
ZiOn: E comunque, altro che i Prodigy:

Give the Drummer Some
Alì Murtacc: Eh lo so... ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio. Però il video era una forza, dai.
ZiOn: E io di scheletri nell'armadio me ne intendo 😉
Eneathedevil
Eneathedevil Divèrs
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Ehi, ho letto la recensione e quasi tutti i commenti. Disco che divide e che trova anche me, non a caso, in corrispondenza di uno dei due estremi: a me piacque, piace e continuerà a piacere nei secula seculorum. Invecchiato male? C'è stato molto di meglio nel genere? La sua fortuna deriva da fattori extramusicali? Ah sì, certo, ma me' cojoni. È uno dei pochi dischi di elettronica ad essere riuscito a spacciare per successi mondiali quasi tutti i pezzi dell'album. Smack my Bitch Up, Firestarter, Narayan, Mindfields, Breathe... troppa carne al fuoco. Troppa. È sinonimo di qualità? Nemmeno per sogno. Ma indovinare un numero del genere di pezzi tanto memorabili da essere saccheggiati da film, promo, jingle pubblicitari e altre minchiate assortite non è da tutti. Anzi, è per pochissimi. Ho letto di Fatboy Slim e Daft Punk ma il paragone è improvvido: alzi la mano chi ricorda qualcosa di diverso da Around the World e Da Funk in Homework. Quello che sono riusciti a fare i Prodigy con questo disco credo non sia riuscito a farlo nessun'altra band di elettronica in trent'anni di IDM.

Quindi stavolta no, la saccenza del recensore in erba che ha prodotto cotale sproloquio parlando in presunti termini oggettivi di ciò che oggettivo non è merita uno schiaffo che ricorderà per sempre nella sua carriera di pennivendolo: una stella in meno rispetto al solito per la recensione, e una in più, necessaria, per il disco.


ZiOn: E pensa che l'ho riascoltato o gli avrei dato anche mezza stella in meno. Forse perché avevo riascoltato poco prima "You've Come a Long Way, Baby" di Fatboy Slim. Quello sì un capolavoro 😉
ZiOn: *e gli avrei dato
Farnaby: Amen, fratello Diavolo!
kloo: 4 palle non è uno schiaffo comunque.
BUCK19
BUCK19
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...crescere significa migliorare !?


Falloppio: Crescere significa cambiare.
Non sempre si cambia in meglio.
Ma è giusto, artisticamente, cambiare.
Non possono rimanere semplici ricordi del passato. Bisogna lasciare il segno di ogni percorso vissuto.
Falloppio: Zio, hai visto che profondità? Ahahahah
ZiOn: Mamma mia ragazzi, non credevo di scatenare un putiferio per una recensione in cui mi sono permesso (...) di valutare con tre stelle "The Fat of the Land" dei Prodigy. Tra l'altro ho sottolineato il valore affettivo del disco e la tristezza che ho provato constatando che, all'aumento delle proprie conoscenze, corrisponde una svalutazione di ciò che prima si considerava grandioso. Rispetto quelli che lo ritengono una pietra miliare, per me non lo è (almeno nel 2021) e ho provato a descrivere le mie motivazioni in maniera educata e ragionata. Ciò non toglie che ami i Prodigy e ascolti tantissimo "Experience" e "Music for the Jilted Generation".
ZiOn: @[Falloppio]: mi sono quasi commosso. Un poeta 😁
Farnaby: Chiamalo putiferio o amor di discussione ma credo sia la normalità. Hai recensito, hai votato, hai suscitato reazioni. Con un disco che, al di la delle opinioni soggettive, ha un certo peso. Che sia una pietra miliare o meno non lo decidi tu e tantomeno io. Questo è un lavoro che, come per gli altri "pezzi da novanta" citati in questa pagina, viene ritenuto fondamentale. Poi ognuno ha la sua di visione, la sua percezione, buona o cattiva, mutuata da millemila motivi. A me, spesso cito questa cosa, "Trout Mask Replica" fa cagare mazze chiodate. Ciò non toglie che non ne riconosca importanza e valore. Pietra d'angolo, miliare, seminale. Questo è.
Penny
Penny
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Fa sempre piacere leggere opinioni diverse


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