Il 1984 è un anno che deve essere considerato come vero spartiacque per la storia della band venuta da Dublino, principalmente per due motivi: è l'anno della consacrazione internazionale al grande pubblico del quartetto irlandese e il secondo motivo è la causa di questo successo: l'uscita il 1 ottobre di quell'anno di "The Unforgettable Fire".
L'immensa prova vocale del leader della band Bono Vox, emozionante e perfetto nel cantato ma al tempo stesso crudo e introspettivo nei testi, la chitarra in certi momenti dura e d'impatto e in altri delicata e toccante di The Edge, la solida e sempre varia sezione ritmica formata da Adam Clayton e Larry Mullen Jr. sempre in grado di creare variegate e complesse atmosfere sonore, fanno si che l'album possa essere considerato uno dei migliori (se non addirittura il migliore) lavori della band. Non va dimenticata però la componente aggiunta e sicuramente non di secondo piano: l'immenso Brian Eno, che insieme a Daniel Lanois (alla loro prima collaborazione in veste di produttori) influiscono notevolmente sul risultato finale.
The Unforgettable Fire si apre con la deliziosa "A Sort of Homecoming" che lascia presagire un crescendo di emozioni che si concretizzano nel pezzo probabilmente di maggior successo: "Pride (in the name of love)" che è anche il primo singolo estratto dall'album. Quest' ultima insieme a "MLK" sono i due omaggi della band a Martin Luther King. La terza traccia "Wire" è forse il momento più duro e di impatto di tutto il disco strumentalmente incalzante e con un cantato in coerenza con tutta l'opera intenso e predominante; ma è la titletrack che colpisce direttamente al cuore per la sua incisività, ispirata ad una mostra d'arte sulle vittime del bombardamento del 6 Agosto 1945 di Hiroshima e Nagasaki.
I due pezzi centrali dell'album sono invece struggenti e fatati: "Promenade" accarezza la fantasia dell' ascoltatore con il cantato meravigliosamente fragile del vocalist e la strumentale "4th of July", dimostrazione concreta che anche gli altri membri non sono soltanto la cornice ma parte integrante e fondamentale della bellezza di questo lavoro e del successo meritato degli U2, capaci di creare un atmosfera surreale e al tempo stesso malinconica e eterea. "Bad" è un triste pezzo sull'eroina, dedicata ad un amico del cantante, che diventerà uno dei brani più apprezzati dai fans e più suonati dal vivo.
Traendo le conclusioni The Unforgettable Fire deve essere considerato il marchio di fabbrica della band, impegnata nel sociale e capace di trasformare pensieri, emozioni e sentimenti sinceri, in musica. Un disco profondo e sentito, senza banalità e ricco di spunti, che ogni buon appassionato di musica dovrebbe possedere nella propria collezione e ascoltare più volte, per capirne ancora di più la grandezza.
In questo album ci sta più anima degli U2 che in tutti gli altri messi insieme.
Bono qui dà la prova di essere un grande cantante.
"Gli U2 avevano un fuoco che gli bruciava dentro. Si sente bruciare in 'Bad' con quella frase urlata 'Io sono sveglio! Io sono sveglio' tra i fumi e le macerie di una Dublino corrosa dall’eroina."
"'The Unforgettable Fire' sembra quasi un film. È un affascinante quadro epico dalle tinte sfumate di un mondo confuso e caotico."
“Spirito di novità, spirito di stupidità.”
“Un capolavoro mancato che non raggiunge ‘War’ come numero di grandi canzoni.”
Mai rimpiangere ciò in cui abbiamo creduto anche se ci diranno che abbiamo fallito.
Forse pochi brani hanno descritto i drammi della vita contemporanea come 'Bad'.
"Il disco è un capolavoro, dalle melodie alle liriche fino alla copertina."
"Bono definì il disco 'meravigliosamente sfuocato' come un dipinto impressionista."