I Black Sabbath sono stati associati troppe volte alla parola metal. Niente di più sbagliato.

I Sabs (perlomeno nell'era Ozzy) sono una band hard-rock a forti tinte blues, genere che li ha ispirati. Che questo gruppo sia stato fonte d'ispirazione per molti successivi gruppi metal non vuol dire che ha inventato il genere, come si sente troppo spesso dire, anche da importanti "esperti" di musica. La matrice blues su cui poi si evolverà tutto il sound dei Sabbath ha la sua presenza più forte nel loro disco d'esordio: "Black Sabbath" appunto, uno dei migliori della loro intera discografia (tutta bellissima seppur con alcuni episodi più scadenti).

L'album si apre con l'omonima canzone, "Black Sabbath", che inizia con uno scroscio di pioggia e delle campane che suonano per poi sfociare nel lento ed imperiale riff di Tony Iommi che accompagnato alternativamente da un Ozzy in piena forma declama uno dietro l'altra delle strofe dal testo terrificante. Memorabile l'assolo finale. Segue "The Wizard", una canzone dove si sente pesantemente il sound blueseggiante anche grazie all'aiuto dall'armonica suonata da Mr.Osbourne. Già da questa canzone si riesce a intravedere la bravura del batterista del gruppo, Bill Ward, che esploderà però solo nelle ultime tracce dell'album.

La terza traccia "Behind The Wall Of Sleep", sebbene non sia tra le più celebri dell'album ha un sound di tutto rispetto e la perfomance vocale di Ozzy tocca uno degli apici dell'album. A seguire troviamo la più famosa canzone dell'album e anche una delle più belle di sempre, "N.I.B.", con un testo che ha fatto rivolgere pesanti accuse di satanismo alla band, secondo me infondate, e un riff di Iommi tra i più belli della sua carriera. Un'assolo leggendario chiude in maniera perfetta questa canzone, abbastanza "easy-listening" rispetto ad altre dell'album ma di sicuro impatto.

"Evil Woman" è forse la canzone più insignificante dell'album: è una cover di una vecchia canzone dei Crow, usata erronaeamente come singolo dai Sabs. Buona comunque la prestazione del quartetto. Uno scacciapensieri apre in modo insolito la sesta traccia, molto breve, "Sleeping Village", dove Ozzy accompagnato dal basso di Geezer Butler canta pochi versi raggiungendo però la sua massima prestazione. In questa canzone la voce di Osbourne è meravigliosa e viene usata con una gran bravura. Nel proseguire della canzone scopriamo come i due musicisti che curano la ritmica si trovino a proprio agio e intravediamo le sfumature jazz della batteria di Ward. La settima canzone, "The Warning", comincia dove aveva finito la precedente. Assistiamo quindi ad una bellissima "jam session" dei tre musicisti e vediamo un Osbourne un pò messo da parte ma non per questo non eccellente. Sicuramente la traccia più difficile dell'album.

E ultima ma non per questo peggiore troviamo "Wicked World", forse una delle più belle dell'album, dove la batteria fa da padrone, seguendo dei ritmi jazz molto complessi. La voce di Ozzy in questa canzone si fa molto particolare e l'assolo di Iommi senza accompagnamento (a voler imitare jimmy page in heartbreaker) è molto suggestivo.

Si chiude nel migliore dei modi quindi un album che ha segnato la storia della musica e che è stato trampolino di lancio per un gruppo formidabile che sfornerà tanti altri capolavori!!!

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