LA RECENSIONE

Il metallo nero (cd1)

*DOOM IN BLOOM*

C'ha più un cazzo di nero 'sto metallo...

Botanist is a one man band, suona metallo nero ma comincia con un pezzo che sembra scritto dagli Jesu. O Iroah o Fragment, tanto fan tutti la stessa roba.

Botanist is a one man band, suona metallo nero e parla di fiori. Ma anche di funghi di spore omicide e di altre cazzate.

Botanist is a one man band, suona metallo nero ma non c'è manco una chitarra: batteria e dulcimer sono più che sufficienti.

Botanist is a one man band, suona metallo nero e giustamente canta di merda, ma chi se ne frega: sta zitto spesso e volentieri.

Botanist is a one man band, suona metallo nero ma io il metallo nero fatto così non l'avevo mai visto. Neppure nei "Blut Aus Nord".

Botanist is a one man band, suona metallo nero e gli piace dire "avant-garde". Che non vuol dire nulla, ma certe mode vanno seguite così i bimbi son contenti.

Botanist is a one man band, suona metallo nero ma è dolce come il miele. Poi si stufa e ti piazza pure "Allies".

Il metallo nero (cd2)

*ALLIES*

Chiamati gli alleati Botanist riparte.

E ci sono bassi, chitarre, batterie, ricchi premi e cotillons. C'è elettronica, c'è pissi pissi psiche bau, c'è gente che sa cantare bene il metallo nero e c'è gente che lo canta peggio che mai. C'è: pacchianeria, una sega, un iPhone, una canzone che si intitola "LOTUS THIEF - Nymphaea Carulea", delle tastiere, l'ambient, una voce femminile, delle canzoni brutte, delle canzoni eccezionali, parecchia ambizione e un po' di presunzione, melodie orecchiabili, momenti pessimi e apici mai sentiti, qualche cosa di grind, qualche cosa di sinfonico, doom e rock, avant-garde inutile e avant-garde indispensabile; c'è il buio e c'è la luce, tutto e niente. No: tutto e basta.

Otrebor (aka "Botanist", aka "il batterista degli Ophidian Forest") esagera forse, però è strambo forte.

Qui è dove potete spulciare il materiale

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album doppio di Botanist, una one man band di metallo nero che si distingue per l'uso del dulcimer invece della chitarra, e un approccio avant-garde. Il primo disco è caratterizzato da atmosfere oscure ma anche dolci, mentre il secondo è più variegato, con contaminazioni di elettronica e voci femminili. L'album è visto come ambizioso e a tratti eccellente, ma anche contraddittorio.

Botanist

Botanist è un progetto one‑man guidato da Otrebor, noto per una versione di black metal che sostituisce le chitarre con il dulcimer e per testi e immaginario incentrati su piante e funghi. Il suono spazia dall'oscurità minimale a episodi avant‑garde e ambient.
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