Se si vuole avere il senso immediato, incontrovertibile della grandezza di Tolstoj già in poche pagine, basta aprire questo libro. Storia apparentemente delle più comuni – un personaggio mediocre e senza profilo scopre, dopo un banale incidente casalingo, di essere affetto da una malattia mortale –, la vicenda di Ivan Il’ic è forse l’opera dove, più che mai, la morte diventa presenza, interlocutore, addirittura potenza evocatrice di una nuova realtà. (cit. Adelphi) di più
Ci sono rari libri che non solo appaiono perfetti in ogni tempo, in ogni età, in ogni situazione, ma che sembrano contenere in sé un qualcosa di più che va anche al di là della letteratura: sono libri che assomigliano alla felicità, come scrisse con formula memorabile Sciascia... (cit. Adelphi) di più
- Siamo a Batum, sul Mar Nero, nei primi anni di Stalin. Adil bey è il nuovo console turco.
Comincia a guardarsi intorno.
Entra nel suo ufficio, «sporco di quella sporcizia lugubre che si ritrova nelle caserme e in certi uffici pubblici».
Dà un’occhiata fuori e vede due persone affacciate alla finestra di fronte.
- Spia le spie, e intanto anche il suo corpo sembra intaccato, una cupa rabbia si unisce alla paura.
E l’angoscia si espande, nulla può arrestarla.
Su questa scena si consuma una storia di amore, inganno e morte.
(cit. Adelphi) di più
- Dopo anni di assenza, Georges Simenon torna a Liegi per assistere agli ultimi giorni della madre novantenne.
Nella stanza dell’ospedale due occhi di un grigio slavato lo fissano: «Perché sei venuto, Georges?»
- Per quasi cinquant’anni si sono visti poco.
- ... solo ora Simenon ha l’impressione di capire sua madre, e insieme di non sapere quasi nulla di lei...
(cit. Adelphi) di più
Popinga esce di casa e, chiudendo la porta, esce anche da se stesso, incontriamo di tutto e non riusciamo a evitare di vederlo con i suoi occhi.
Il delitto, il terrore, la fantasticheria, la solitudine, la lucidità, la puntigliosità: sono nuovi pezzi su una vecchia scacchiera, e con il loro aiuto Popinga tenta disperatamente di eludere lo scacco matto.
(cit. Adelphi) di più
«Miliardi, miliardi e miliardi di animali sulla faccia della terra, per aria, nell’acqua, dappertutto, compiono senza sosta, minuto per minuto, uno sforzo di tutte le loro cellule verso un divenire che non conoscono, come le formiche che traversano precipizi trascinando fardelli cento volte più grandi di loro, si avventurano fra montagne di sabbia o di fango e ritentano dieci volte l’assalto a un medesimo ostacolo, senza che la loro carovana cambi strada».
Così apparvero, all’occhio di Simenon, i primi anni della sua vita: innumerevoli piccoli gesti e piccole figure, grumi di pigmento su una tela sconfinata. (cit. Adelphi) di più
... un giorno il capotribù, Oscar l’Armatore, scompare.
Da allora ha inizio questa cronaca grandiosa e minuziosa, storia di una disgregazione che investe prima La Rochelle per diramarsi poi a Parigi, passando dal torpido ritmo di una città della profonda provincia battuta dal mare all’effervescenza avvelenata della metropoli.
Con la stessa sicurezza con cui si manteneva, «l’ordine Donadieu» crolla.
E trascina nel crollo non soltanto il clan, ma colui che era stato il freddo agente della rovina: l’arrivista Philippe...
(cit. Adelphi) di più
Questo è il mio primo libro che leggiucchiai in un batter d'occhio di GS e poi inevitabilmente gli altri seguirono a raffica...
"Uno scienziato tedesco e la sua compagna vivono in solitudine su una delle isole Galápagos, convinti di abbandonare così la civiltà corrotta e «riavvicinarsi allo stato di natura». Ma anche la contessa von Kleber, affiancata da due gigolò, ha dei piani su quel frammento abbagliante di terra circondata dal mare..." (da Adelphi) di più
«Vorrei tanto che un uomo, un uomo solo mi capisse.
E desidererei che quell’uomo fosse lei».
Così si rivolge il narratore, all’inizio di questo romanzo, al suo giudice – e insieme a ogni lettore. La storia che segue è una storia di amore e di morte, carica d’intensità, esaltazione e angoscia.
È la storia di un uomo che si sente trascinato a uccidere una donna perché la ama troppo.
(cit. Adelphi) di più
Frank, il memorabile protagonista di questo romanzo, ha diciannove anni ed è figlio dell’attraente tenutaria di una casa di appuntamenti in una città del Nord durante l’occupazione nazista.
Freddo, scostante, insolente, solitario, Frank vuole in segreto una cosa sola: iniziarsi alla vita.
E crede che il modo migliore per farlo sia questo: uccidere qualcuno senza ragione.
Lo fa.
Poi compie altri crimini, sempre in qualche modo gratuiti.
(cit. Adelphi) di più
La Marie del porto è una figura che non si dimentica nella vasta galleria delle donne di Simenon:
una ragazzina poco appariscente, una vera «acqua cheta», che riesce a impaniare un uomo sbrigativo e spavaldo, avvezzo a vincere e comandare.
(cit Adelphi) di più
Una bella donna dalla condotta scandalosa approda sullo sgabello di un bar degli Champs-Élysées, con la testa confusa dall’alcol.
Che cosa c’è dietro?
(cit. Adelphi) di più
- La presenza di Maigret al Majestic aveva inevitabilmente qualcosa di ostile.
Era come un blocco di granito che l’ambiente rifiutava di assimilare.
- Non che somigliasse ai poliziotti resi popolari dalle caricature.
Non aveva né baffi né scarpe a doppia suola.
- «Aveva in particolare un modo tutto suo di piazzarsi in un posto che era talora risultato sgradevole persino a molti colleghi»
(da Pietr il Lettone) di più
- In un lindo cottage di una tranquilla cittadina americana, una ragazza diciottenne, Belle Sherman, viene uccisa.
Quella sera, casualmente,
il professor Spencer Ashby – che ospitava la giovane, figlia di un’amica della moglie – era rimasto solo in casa con lei.
- «i giusti», cominciano a guardarlo con sospetto, a trovarlo «diverso», a isolarlo.
È quanto basta per far riaffiorare in lui antichi turbamenti, fantasie sessuali, un disordine interiore che, dopo anni di vita senza scosse, credeva sopito, represso. Il coroner incalza con i suoi interrogatori, e il precario equilibrio del professore si sfalda.
- Un’altra realtà verrà fuori, dal guscio dell’orrore. (cit. Adelphi) di più
Oscar Donadieu, giovanotto sensibile e introverso, ultimo erede di un potente clan di armatori della Rochelle, sbarca a Tahiti sognando «di immergersi nella natura, di vivere a tu per tu con lei e con lei sola, rinunciando agli agi della civiltà».
Eppure, già nel corso della traversata, qualcuno lo ha messo in guardia: «Forse farebbe meglio a non scendere dalla nave e a tornarsene dritto in Francia».
Eviterebbe così di diventare uno di quelli che i locali definiscono sprezzantemente «turisti da banane», relitti della vita tropicale vaganti fra sbronze tristi, ragazze facili, squallide notti e sordidi intrallazzi. (cit. Adelphi) di più
New York, notte.
Un uomo e una donna camminano lungo la Quinta Strada.
Entrano in un bar.
Ne escono.
Un altro bar.
E riprendono a camminare, instancabili, come se non potessero fare altro che camminare: «come se avessero sempre camminato così, per le strade di New York, alle cinque del mattino».
Come se la notte non dovesse mai finire.
Lui non sa niente di lei, lei non sa niente di lui.
Lei traballa un po’ sui tacchi troppo alti... (cit. Adelphi) di più
Con un cappotto troppo lungo e un incongruo berretto di pelliccia sulla testa, il volto pallido e febbrile, un giovane sconosciuto sbarca, alla vigilia del giorno dei Morti, alla Rochelle da un cargo proveniente da Trondheim.
Scoprirà di essere l’erede del vasto patrimonio dello zio, un uomo a lui ignoto, che è vissuto in una feroce solitudine.
E scoprirà anche che suo zio teneva in pugno tutti i ricchi notabili della città, riuniti in un sinistro sindacato. (cit. Adelphi) di più
- pensano di lui: che è un talento sprecato, un avvocato che non patrocina più cause, un burbero e inutile ubriacone rintanato in casa come un animale ferito.
Ma quella notte, improvvisamente, accade qualcosa che costringe l’orso ad abbandonare la tana: un colpo di arma da fuoco, un’ombra che si dilegua in fondo a un corridoio, e in una stanza in disuso del secondo piano un uomo che muore sotto i suoi occhi.
Che cosa ci fa quell’intruso in casa sua?
Chi lo ha ucciso?
Quali segreti nasconde la vecchia dimora dietro le antiche mura sonnolente?
E che cosa tormenta sua figlia, altra sconosciuta, dietro quell’apparenza placida e remissiva? (cit. Adelphi) di più
- Finalmente, dopo tanti anni passati a comandare quelle degli altri, il capitano Lannec è riuscito a comprarsi una nave; e nonostante le proteste della suocera e le lacrime della moglie l’ha chiamata Fulmine del Cielo, a evocare la sua imprecazione preferita.
- A poco a poco, come per un’inappellabile sentenza del tribunale che gli antichi chiamavano Fato, quello che doveva essere il primo, trionfale viaggio del Fulmine del Cielo, si trasformerà in un incubo... (cit da Adelphi) di più
Con mano da maestro, Simenon ci fa percorrere tutte le tappe di un amour fou turbinoso e funesto, regalandoci uno dei suoi romanzi più intensamente erotici, più strazianti e appassionati. (cit. Adelphi) di più