Hell

DeRango : 17,41
DeEtà™ : 7050 giorni • Qui dal 20 febbraio 2007
Nile Those Whom The Gods Detest
Voto:
P.S. non ti piace "Annihilation.."?!
Nile Those Whom The Gods Detest
Voto:
Concordo; non sono mai stati il mio gruppo preferito così come non ho mai sbavato per il death medal, ma questo "Those.." è davvero notevole e sicuramente un passo, anzi dieci passi avanti rispetto al moscio (nonostante il titolo) capitolo precedente...
Immortal Blizzard Beasts
Voto:
Grande rece. Loro sono dei simpatici cazzoni e i loro video mi tirano sempre su il morale. Però l'album migliore per me rimane "At the Heart of Winter", davvero splendido (nonchè mio primissimo album black)...
Lina Sastri Filumena Marturano @ Teatro Donizetti (BG) - 29.01.10
Voto:
Davvero una pagina fantastica. Dritta tra le preferite :)
Elio Veltri Marco Travaglio L'Odore Dei Soldi
Voto:
Ma come stracazzo si fa a leggere e giudicare seriamente e obiettivamente una stratosferica montagnata di merda come questa? E soprattutto, come stracazzo si fa a mettere più di 1? Ma ancor di più: perchè sono addirittura qui a commentare la suddetta montagnata di merda?!
Elend Winds Devouring Men
Voto:
P.S. la rece non mi è affatto piaciuta, non tanto per la critica in sè quanto per il modo in cui è scritta (quasi mi sembra di rileggere quella su "Songs of Darkness, Words of Light").
Elend Winds Devouring Men
Voto:
@foreveryoung: i Dark Sanctuary si sono appena sciolti?! Come l'hai saputo?! Hanno appena fatto un nuovo album a dicembre...
Lustmord Paradise Disowned
Voto:
Adesso ce l'ho in cuffia. "Dreams of Dead Names": mi sto letteralmente cagando addosso per la paura.
Lustmord Paradise Disowned
Voto:
"Paradise Disowned" è sicuramente diverso da tutti gli altri episodi di Williams. Hai azzeccato l'espressione che più si addice a questo lavoro: "embrionale". L'arte di Lustmord è ancora un feto, nello spirito e soprattutto nella forma; difficilmente dopo un lavoro così sfrigolante e corrosivo ci si poteva aspettare quel colosso che risponde al nome di "Heresy", il vero inizio della progenie maledetta. Album dissonante, inclassificabile, imprevedibile, impenetrabile. Materia nera grezza ancora da forgiare. La rece è buona ma non sono affatto d'accordo col giudizio finale e in particolare quando dici che si tratta di uno dei lavori meno riusciti di Lust: prova ad ascoltare le ultime uscite dopo il già deficitario "[OTHER]", una montagnata di remix utili quanto una scorreggia nell'iperspazio. "Paradise" è indispensabile e sa farsi valere per quello che è, aldilà dei suoi limiti e difetti evidenti (e giustificabili).