_Il sipario si alza su una stanza dimessa: una scrivania sotto una finestra, una sedia, un armadietto con dei medicinali, una lettiga.
È con ogni evidenza lo studio d'un medico condotto.
La luce è quella crepuscolare, che contribuisce a conferire all'ambiente un che di stantio.
Da un lato della scrivania, il medico.
Dall'altra, il paziente._
- Allora, Raskolnikov, come andiamo?
- Mah, dottore.. ultimamente mi sento un po' così..
- Ha seguito le mie prescrizioni?
- Sì, ho scritto una recensione al dì, come mi ha detto Lei...
- Le ha giovato?
- No. A parte un certo MarkRChandar, mi mettono tutti una stella.
- E secondo Lei, perché?
- Sono invidiosi. Pochi san parlare come me di Dante, Totò, Spice Girls, senza che lo scritto smetta di conquistare il lettore...
- E allora continui...
- Sì... Per domani, ho pronta una recensione sull'Ulisse di Joyce in 150 caratteri.
- Bene. Continui, allora. Anche con le pillole.
- Certo, dottore.
- Arrivederla, Raskolnikov..
- Arrivederla, dottore.
_Cala il sipario. _