Stoney

DeRango : 2,29
DeEtà™ : 6905 giorni • Qui dal 15 luglio 2007
Ayreon The Human Equation
Voto:
Un disco che è due palle così. La solita roba trita e ritrita che tenta pateticamente di raggiungere l'originalità rimasticando i soliti cliché, e ovviamente non ci riesce. Ma non perché i musicisti siano incapaci: semplicemente perché questo genere di dischi è suonato ragionando come ragiona il quindicenne brufoloso che di media lo compra. P.S. la sola presenza di Labrie varrebbe subito 1 secco senza pensare.
Sean Penn Into The Wild
Voto:
Ezekiel, a me personalmente che tu non abbia colto l'essenza ultima del film, contrariamente a molti qua sopra, non interessa: interessa invece che hai avuto il coraggio di scrivere una riflessione TUA, che con il film in questione può benissimo entrarci, nonostante i ditini saccenti che si sono agitati qua sopra. È raro che chi scrive una recensione ci metta del suo, ed è questo secondo me quello che conta. Spesso, infatti, le recensioni sono di due tipi: o la classica "mi è piaciuto/non mi è piaciuto" stile temino delle elementari, o la lezione di cinematografia fatta dal prof. Stocazzo che è purtroppo l'alter ego di moltissimi utenti di questo sito. Pochi, anzi, quasi nessuno, riescono a scrivere le loro impressioni denotando coinvolgimento e riflessione. Forse sarà che il tema dell'alienazione data dalle regole standard della società è una cosa che sta a cuore anche a me e che sento in maniera fortissima. Forse sarà che questo film mi ha dato la forza di esprimere e pensare con più vigore cose che sentivo e pensavo in maniera solo silenziosa. Forse sarà che mi fa piacere vedere qualcuno che, come me, si rende conto che l'etica del "lavoro" oggi propagandata e mai messa in discussione è una grandissima presa per il culo, forse la più grande di tutti i tempi. Perché "il lavoro nobilita" solo quando produce qualcosa di buono per sé stessi e per gli altri (e non intendo solo soldi). Altrimenti, il lavoro rende schiavi, e basta studiare un po' di storia per rendersi conto che è sempre stato usato come punizione e deterrente per i sovversivi e i prigionieri di guerra. Ricordo anzi che persino la mia maestra di elementari dava agli alunni più scalmanati il doppio dei compiti da fare a casa per "punirli". La fatica rende le masse innocue e poco disposte al pensiero costruttivo; la spossatezza fisica e mentale rende la gente svogliata nei confronti della partecipazione sociale e culturale. Una massa di persone stanca e vessata si controlla più facilmente perché è meno lucida. Oggi si propongono modelli etici e comportamentali fondati sul "fare" senza distinzione: è importante "fare" e basta, senza specificare cosa o perché, l'importante è che ti fai il culo e "ti sacrifichi", il resto non conta. O lavori come un somaro oppure sei uno che non vuole fare un cazzo nella vita, non ci sono vie di mezzo. Ed è doloroso vedere che i più strenui sostenitori di questa cultura non sono i ricchi industriali e imprenditori, per i quali forse sarebbe anche comprensibile, ma la gente normale, i poveracci che lavorano 12 ore al giorno e devono pagare salato ogni giorno della loro vita fra mangiare, abitare, vestire, curarsi. E se lo fai notare vieni pure emarginato. Sapete cosa? Vivremo in un mondo dove non esisteranno più poeti, scrittori, registi e musicisti, e tutta quella gente che ha sempre basato la sua esistenza sul "non fare". Verranno tutti eliminati da questa cultura becera e superficiale che vuole usare la fatica come scusa per non pensare e per non chiedersi il perché delle cose. Già oggi è un'offesa dire "intellettuale"; fra un po' sarà un'offesa dire "poeta" o "scrittore". Gli unici artisti che rimarranno saranno quelli inseriti all'interno della logica di business, cioè quegli artisti che produrranno ricchezza materiale come un qualsiasi impiegato. Ecco, io quando ho visto questo film per la prima volta ho visto queste cose dietro la morte di Chris: il ricatto di doversi piegare al pensiero unico da cui non c'è scampo se non a costo della compromissione della propria esistenza. Poi, se lor signori ritengono che anch'io sia un caso umano come Ezekiel lo dicano pure, per quanto me ne frega. Saluti.
Fabri Fibra Chi vuole essere Fabri Fibra?
Voto:
P.S. Gli Uochi Toki, tanto per citare un gruppo che si avvicina a questo genere e non fare la figura di quello che critica e basta, mettono una rima ogni morte di papa, diciamo che i loro pezzi sono più monologhi che altro, però ti tengono incollato ad ascoltare tutto quello che dicono senza perderti una sillaba. E questo perché parlano di cose sensate, di cose che una volta ascoltate puoi esprimere un'opinione e dirti d'accordo o in disaccordo, e questo è già tanto di diverso rispetto a un idiota che spara cazzate su quanto lui è meglio degli altri e su quante mignotte si scopa in una sera. E' questa la differenza fra chi la musica la sa fare, indipendentemente dal genere, perché in fondo ha qualcosa da dire, e chi invece ha bisogno dei soliti 3-4 cliché per pararsi il culo.
Fabri Fibra Chi vuole essere Fabri Fibra?
Voto:
Mah, in realtà tutti i bambini delle medie con un'intelligenza intorno alla norma sono capaci di scrivere cose più sensate di quelle che i rapper usualmente blaterano sui loro pezzi. Che poi, io 'sta storia della rima davvero non l'ho proprio capita. E' così necessaria? E se sì, perché? Se uno dice una cosa sensata senza rime non vale? Come funziona? Io da parte mia una spiegazione me la sono data, e cioè: qualcuno un giorno si è accorto che per infilare una strofa ritmata su una base ci vuole la capacità di un microcefalo, quindi dopo tanto pensare ha inventato una difficoltà in più per dare una parvenza di dignità a questo tipo di musica. Ecco là che s'è inventato 'sta cazzata della rima. Roba che nessun poeta scrive più in rima da 400 anni, e se lo fa è perché effettivamente ha un senso, non perché è una regola gratuita da rispettare senza senso.
Fabri Fibra Chi vuole essere Fabri Fibra?
Voto:
Io non capisco e non capirò mai la gente che si "indigna" perché questi soggetti a un certo punto si vendono all'industria discografica. Come se, prima, avessero tirato fuori chissà quali capolavori o fossero stati fondamentali per la musica. Invece di prendervela con loro, prendetevela con voi stessi che ancora cercate un'identità in queste nullità intellettuali. Svegliatevi.
Mastedon Lofcaudio
Voto:
John e Dino Elefante. Finisce qui la credibilità di questo disco.
Surgery L'Altra Educazione
Voto:
Li ho visti dal vivo una volta, e mi hanno fatto solo tanto ridere. Guardavo le rappresentazioni che mettevano in scena sul palco e mi chiedevo: dove vogliono andare a parare? Criticare finemente il nostro modo di vivere, la nostra società, il nostro moderno menefreghismo? E' il tentativo di creare una poetica di un linguaggio nuovo e differente tramite suoni pesanti e artificiali? Ebbene, no, la risposta è tutt'altro: come il 99,9% delle band moderne l'unica cosa che comunicano è lo "sballo", il macello, il rumore, lo svarione dato dal rumore, poi che lo si rappresenti con uno stile piuttosto che un altro, con l'industrial, il metal, il brutal o la house più zora è solo puro effetto scenico "pro forma", punto e basta. Ormai ho concluso che dietro alle scelte stilistiche di certi gruppi non c'è NIENTE se non una scelta formale, di puro e semplice gusto, mistificato con l'alone di un qualche recondito significato che in realtà non esiste.
Dario Baldan Bembo Amico è (Inno dell'amicizia)
Voto:
SOSHITO NTRONATO è fantastica.
Nightwish Dark Passion Play
Voto:
Indignarsi perché i Nightwish hanno inciso un disco che fa cagare è un po' come indignarsi che Fede conduca il TG4.
Manowar Gods Of War - Live
Voto:
@GustavoTanz, commento 42. "GILEGUA NOCCI, TRAMUNTATI STELLI, TRAMUNTATI STELLI, ALALBA VIN CEROU', VIN CEROU', VIN CEEEEEEEEE ROOU". Lo spelling, cazzo.