Contemplazione

DeRango : 9,45
DeEtà™ : 6869 giorni • Qui dal 20 agosto 2007
Ludwig Van Beethoven Sinfonia n° 3, "Eroica"
Voto:
Mi viene l'istinto di quotarti Geenoo ;-)
Ludwig Van Beethoven Sinfonia n° 3, "Eroica"
Voto:
Per me la più impressionante sinfonia di Beethoven, non c'è nona, quinta o settima che tengano. Dopo numerosissimi ascolti tra l'altro non stanca mai, cosa che non sempre si può dire di altre opere del sommo maestro. La versione più bella che conosco è quella, del '87, di Claudio Abbado con i Wiener Philharmoniker. Da respiro ai momenti giusti, lasciando il tempo per far esplodere a dovere i momenti drammatici, che in altre versioni sono invece resi spesso frettolosamente, in maniera un po' scolastica e pedante, sciupandone la magia e la potenza ultraterrena.
Keith Jarrett Facing You
Voto:
Provvedi pure! Tutta qualità di vita in più ;-)
Già che ci sono ti segnalo un altro piano solo che ultimamente ha quasi monopolizzato i miei ascolti. Un disco incredibile, del maestro Ran Blake, targato 2005: All That Is Tied, preso su Amazon. A 70 anni ha sfornato un'opera di una maturità unica, lirica e introspettiva piena di cellule melodiche incantevoli. Un mondo prezioso che si schiude gradualmente, ascolto dopo ascolto. C'è tutta la sua vita la dentro...non ti deluderà!
Dexter Gordon Go!
Voto:
Auricolare ha detto una cosa saggia. Ma a volte può anche accadere che un disco tenuto nascosto nelle segrete delle case discografiche per anni abbia comunque indirettamente influenzato il mondo musicale del suo tempo. Ovvero: i musicisti presenti alla session (sia "attivi" che ospiti) avranno portato con se quell'esperienza, e se c'erano idee innovative in grado di colpirli le avranno diffuse capillarmente nei gruppi da loro guidati o nelle cui fila facevano parte. Resta parte del loro bagaglio culturale, e ciò non può non lasciare tracce profonde. Il mondo del jazz era un mondo in cui quasi tutti suonavano con quasi tutti, non dimentichiamocelo. Saranno andati a casa dei loro colleghi musicisti, avranno parlato del "nuovo concept" raggiunto nella session di registrazione, oppure in jam session avranno trasposto quegli esperimenti armonici o ritmici o che so io...se Bitches Brew non fosse stato pubblicato secondo voi la fusion non sarebbe comunque comparsa? I vari Corea, Zawinul, Hancock, Shorter, non avrebbero continuato quel percorso anche senza Davis come apripista? Non credo...
Dexter Gordon Go!
Voto:
Ma che vi frega delle date comunque? Per quanto mi riguarda nel catalogare i dischi uso il criterio della data d'incisione piuttosto di quella della pubblicazione, specialmente nel jazz. Per capire alcuni sviluppi è più importante sapere quando quelle "nuove note" o "nuove idee" siano state concepite, piuttosto che distribuite. Ciao Melissa! Basta con 'ste liste ;-)
Dexter Gordon Go!
Voto:
Anche se le migliori annate jazz direi così su due piedi sono state il '59 e il '64! Gli do 4 solo perché Our Man In Paris gli è forse un pelo superiore. Comunque gran disco, e Where Are You è da spedire nello spazio per spiegare agli alieni cos'è una ballad!
Keith Jarrett Facing You
Voto:
Concordo con Muffin. Tra l'altro questo disco, insieme ai Piano Improvisations Vol. 1 & 2 di Chick Corea, a a Open, To Love di Paul Bley (tutti incisi per l'ECM), ha segnato una nuova via di intendere il piano (jazz e non) all'inizio dei '70, proprio nel momento più opportuno.
Esperanza Spalding Esperanza
Voto:
Me ne hanno già parlato bene...tu sei il terzo. Curioso!