desade

DeRango : 0,94
DeEtà™ : 6802 giorni • Qui dal 25 ottobre 2007
Foo Fighters Greatest Hits
Voto:
La recensione è scritta davvero bene, mi piace. Il Greatesthits non l'ho ascoltato, voto la band nel complesso di quasi 15 anni di carriera, come dici tu. A me tanto male non sembrano, certamente sono una band onesta che fa onesta musica, niente di rivoluzionario ma godibile. PS: strano che da "In your honor" ne abbiano inclusa solo una, l'album è carino (Specie il secondo, quello acustico)
Mike Shinoda Kurt Cobain
Voto:
orribile
Mary Shelley Frankenstein
Voto:
"Frankenstein" non è fra le mie letture preferite, ma, a onor del vero, credo gli si debba giustizia. Affermare che non è più attuale credo sia una cazzata di proporzioni colossali. Il sottotitolo dell'opera infatti recita: "Prometeo moderno". E' il 1818, siamo in pieno romanticismo, e la cultura letteraria, che non ha mai smesso di leggere i classici greci e latini, presenta un nuovo modo di approcciare alle tamatiche mitologiche e del teatro ellenico. Mentre in precedenza, specie in epoca illuminista, la "grecità" era considerata come sinonimo di proporzione, perfezione ed equilibrio, ora invece si ribalta la prospettiva e si scandaglia il lato oscuro, quello "sublime" dell'opera greca. Nei personaggi del mito gli uomini rivedono le proprie paure, il timore dell'abbandono divino, del castigo fatale. Il dottor Frankenstein, proprio come Zeus, crea con le sue mani l'uomo, credendo di poterlo controllare, ma succede quel che succede. "Frankenstein" è un inno alla ribellione, è titanismo (Leopardiano?), è la sintesi del pensiero di un'epoca con un messaggio universale. La recensione lo definisce un romanzo gotico, concordo se ci si riferisce alle ambientazioni, ma più in generale lo chiamerei un dramma nero. Buono lo spunto sul concetto di "mostruosità", ottimo il riferimento a "FrankenstIn jr" del post N 6.
Kenny Ortega Michael Jackson's This Is It
Voto:
concordo con Marcel Proust su tutta la linea
U2 Hold Me Thrill Me Kiss Me Kill Me
Voto:
grande recensione
Josh Schwartz The O.C.
Voto:
Non condivido tutto questo entusiasmo per la serie. Ci sarebbe da dire che negli States diversamente da noi, la televisione gode di una considerazione maggiore, si investe di più e quindi ci sono produzioni di ottimo livello, proprio come questa. Ma in tutta onestà, "The O.C." resta, anzi si impantana, sul solito filone adolescenziale, meglio di "Dawson's creek" (Insignificante sotto ogni punto di vista), peggio di "Melrose place", "Gossip girl" (Tra l'altro il creatore è lo stesso). A me è sembrato un pò provincialotto, proprio come l'ambientazione, con sceneggiature a volte prive di significato. I serial americani hanno offerto di meglio. Nella recensione manca qualche accenno alle diversità fra una serie e l'altra (La II è la migliore, credo), ma nel complesso è carina.
Woody Allen Another Woman
Voto:
Il film è davvero un capolavoro. Onestamente la definizione critica di "trilogia bergmaniana" può andare nel momento in cui la si circoscrive ad un discorso puramente stilistico, ma il modo in cui Woody parla della solitudine, dell'incomunicabilità, della dispersione dell'io, del contrasto generazionale, della polvere che si annida nel focolare domestico (tutti temi cari al grande Bergman) è del tutto originale, e poi l'idea della seduta di psicoanalisi origliata dalla protagonista è un marchio di fabbrica. Storica la frase sul ricordo,in finale. Bella recensione.
Paolo Virzì Tutta La Vita Davanti
Voto:
A molti il finale non è piaicuto, non capisco il motivo onestamente.
Nelson McCormick Che La Fine Abbia Inizio
Voto:
Non ci rimproverare...:))
Nelson McCormick Che La Fine Abbia Inizio
Voto:
No dai Nes, qualcosina in più da vedere di Argento c'è, tipo "Il gatto a nove code" e "Quattro mosche di velluto grigio", che appartengono comunque alla prima fase. Penso che il declino di Argento abbia avuto inizio da "La sindrome di Stendhal", buone idee ma rese all'incirca peccaminose. Fra i primi film c'è di sicuro qualcuno che non vale la pena di vedere, ma li si poteva considerare "errori di percorso". Ma dopo "Non ho sonno", "Il cartaio", "La terza madre"...inciampa troppo spesso.