Voto:
...sai, il Berlusca è uno che agli italiani piace. Perchè gli elettori badano all'apparenza ed alla dichiarazione mediatica, dimenticando problemi fondamentali come l'attuabilità delle leggi: ad esempio, anch'io me ne potrei uscire con la proposta - via tutti i clandestini - e farne una legge, ma poi, il problema, scaricato dall'apparenza berlusconiana alla sostanza dei problemi, finirebbe quello di realizzare il desiderio espresso dalla legge mediante l'impiego di forze dell'ordine, personale, sistemi di vario genere, nel rispetto auspicabile dei diritti fondamentali dell'individuo. E su questo, ovviamente, fallirebbe ogni politica. Idem togliere l'ICI: programmaticamente, a livello pubblicitario, è una trovata che fa colpo, poi i Comuni rimangono in brache di tela, dovendo ricorrere ad altre tassazioni per recuperare il gettito perduto (ma allora la colpa sarà ad es. di Cofferati, o di Alemanno, e non di chi ha tolto l'ICI). Su quello che chiamo "nonno Giulio", lancio una somma provocazione, a cui nessuno sa rispondere: data per assunta l'endemica debolezza del nostro Stato, preferite il realismo di chi scende a patti con certe frange della criminalità, cercando di tamponare o limitare la loro ascesa, o l'idealismo di chi si pone contro di esse e - non protetto dallo Stato, viene fatto saltare per aria, o innesca attentati di vario genere? Provoco, è chiaro, ma la mia prospettiva, circa i rapporti fra nonno Giulio e la mafia è quella del pluralismo degli ordinamenti giuridici: per l'ordinamento italiano l'associazione mafiosa è illecita (il problema, solito, è dare attuazione giudiziaria e amministrativa alla norma che sanziona questo reato), ma nell'ottica dell'associazione mafiosa - che, rammento, esercita un potere su un territorio, mediante l'applicazione di regole - è lo Stato ad essere usurpatore. E se noi accettiamo la paradossale, ma sociologicamente ed istituzionalmente indiscutibile, esistenza di associazioni criminose che mediante progressive escalation giungono ad essere a propria volta Istituzione, dobbiamo dedurre che uno Stato debole come quello italiano, non potendo eliminarle con la forza, deve necessariamente giungere a trattare con essa. E' tragico, ma è così. Non dico sia "giusto" (in un'ottica quasi infantile di giustizia), mi limito a dirvi che è "vero", o "possibile". Quando al biscotto, sono d'accordo con il tuo amico: farci passare il turno è stato un errore, nel calcio - che non è uno sport ma una "guera" incruenta - conta solo vincere, vivaddio, eliminando tutti i possibili contendenti, e, prima fra tutte, la mia grande amante... l'Italia. ST, Il_Paolo