Il_Paolo

DeRango : 6,49
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Fabio Fazio - Che Tempo Che Fa Roberto Saviano 25 Marzo 2009
Voto:
Leggo solo ora e, non per fare il bastian contrario a priori, non condivido molti dei plausi sollevati all’indirizzo di Fazio e dello stesso Saviano. Massimo rispetto a quest’ultimo, ovviamente, augurandogli di non fare la fine del povero Siani (quello ucciso senza essere preavvertito da nessuno, e per inchieste meno note al grande pubblico di “Gomorra”), ma penso che, come al solito in Italia, si puntino i riflettori su una persona per distoglierli da quello che Sciascia, in un bel romanzo, chiamà “Il contesto” (da cui “Cadaveri eccellenti”). Portare l’eroe in televisione, genuflettersi dinnanzi al suo esempio quasi che fosse il nuovo Santo a cui chiedere o’ miracolo, non è che un modo per lavarsi la coscienza, o, alternativamente, per sentirsi partecipi, dallo scranno dell’intervistatore o dal salotto di casa, dell’ “ondata emotiva”, del “risveglio della società civile”, dell’ “orgoglio del paese” e via discorrendo. Al contempo, esaurita la baracconata, spenti i riflettori, tutto resta più o meno uguale (anche se lo zoccolo duro di Rai3 avrebbe da ridire). Fossi stato in Rai3, avrei trasmesso “Le mani sulla città” di Rosi, avrei invitato Saviano stesso, un membro della maggioranza, un membro dell’opposizione, un rappresentante dell’ordine degli architetti, uno di confindustria ed uno dei sindacati dei lavoratori per discutere del “piano casa” del Governo. In sintesi, la solita operazione ipocrita a “costo zero”. Seriamente Vostro, Il_Paolo
Heather Parisi Le Più Belle Canzoni
Voto:
Romeo1985 MI HA SUPERATO. Questo è il dato che deve rimanere bene impresso su queste pagine, inverando i miei propositi di abbandono dello scorso gennaio. All'epoca c'era l'amaro in bocca di dire <<qualcuno porterà avanti quella "mission"?>>, temendo di far la fine dell'imperatore Adriano con il successore Commodo, o di Platini con Ian Rush, Andreotti con Martinazzoli, ma dopo meno di tre mesi la risposta non può che dirsi plenoastica: GRAZIE ROMEO, un giorno mi fregierò di aver dato abbrivio a ciò che tu stai compiendo. Questo senza nulla togliere ad altri campioni come Il giustiziere, ovviamente, o Birbissima e Rivoli, che restano gli altri tre cavalieri dei miei sogni (senza apocalisse). Apprezzo molto la citazione di "Grandi Magazzini" (dovresti sapere che ne scrissi illo tempore) come pure il vivido quadro marittimo dell'estate che va. Venendo a Heather, io la ricordo assai bene e voglio sottolineare come fu l'archetipo, ai tempi, "della simpatica e sbarazzina - sessualmente innocua ed innocente", priva dunque di un autentico appeal e càrisma sessuale sufficiente ad attirare le attenzioni di noi ggiovani e ggiovanissimi: non è caso Hather è divenuta, anni dopo, icona gay (ed in parte lesbo: pur non essendolo, a quanto mi consta). Ciò faceva sì che la sua presenza negli show serali fosse sostanzialmente innocua e perfettamente in linea con una televisione nazionale che - prima del "Drive In" - si faceva ancora vestale della famiglia (lo stesso discorso puoi farlo con la Carrà degli anni '70, pur'essa, non a caso, icona gay) e ben si guardava dal solleticare gli appetiti lubrichi dei mariti (Fantozzi, infatti, in uno dei film coevi si sintonizza sulle reti locali - tra cui spiccava Telemilano - alla ricerca di passioni proibite). Era la stessa RAI dell'accoppiata Corrado - Renato Zero ('82), dove si "tollerava" l'ingresso nelle case degli italiani di una Wanda Osiris del travestitismo come il Fiacchini, con l'implicita etichetta di bizzarro ed esotico che serviva a depotenziarne la carica eversiva inglobandolo nel sistema, ma ci si scandalizzava per qualche centimetro di pelle esibita dalla donna - donna (all'epoca, il must fu probabilmente Viola Valentino). Tutta questa parpadella per dirti di non dolerti di non aver incontrato Heather: da uomo, non ti avrebbe detto poi granchè, al massimo vi sareste fatti due risate ed una birra. Storicamente Tuo, Il_Paolo
Massimo Volume Lungo i bordi
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Bravissimo, scrivi bene ed hai il pregio di interiorizzare l'opera descritta. Loro mi hanno sempre inquietato, ma restano dei fenomeni soprattutto sotto il profilo della tensione emotiva, che sfocia... nel nulla. E' un "aspettando Godot" in cui si capisce bene che ad arrivare sarà la morte (degli animi, dei sensi). Comunque domani vado a comprarmi il cd (avendolo sentito solo di sfuggita).
Sergio Corbucci Chi Trova Un Amico Trova Un Tesoro
Voto:
Troppo bello, l'ho visto al cinema con mio padre quando uscì, ed ancora conservo gelosamente, nel sottoscala di casa, il disegno fatto qualche giorno dopo con la barca e la mappa del tesoro. Nell'ipod gira anche la canzone dei titoli. Bei tempi.
Sergio Corbucci Rimini Rimini
Voto:
Thanks Romeo, ma basta con le iperboli (tipo grandioso). Preferisco essere ricordato come semplice, ingenuo e umile. Cinofilo-cinefilo non è un errore, visto che secondo la critica ufficiale questi film sono girati, recitati, scritti "da cani". Ma così non è in quanto, sulle orme di tal Luneberg, credo che la perfezione sia nell'abiezione, e dunque questi film, così abietti e negletti, ci dicono del mondo più di quanto non sembri e di quanto hanno forse voluto gli stessi autori. Umilmente Tuo, Il_Paolo
Fernando Di Leo Aver vent'anni
Voto:
Tra l'altro sono superatissimo (da te, il Giustiziere, Rivoli, Birba etc.). Sono vintage e "minore" pure io, ora. Modestamente Tuo, Il_Paolo.
Fernando Di Leo Aver vent'anni
Voto:
Dear Romeo, i tuoi commenti, tardivi tanto da sembrar degli epitaffi, mi imbarazzano! Grazie comunque, il miglior complimento che potresti farmi è, ad ogni buon conto, quello di crescere su questo sito come recensore ed osare sempre di più nella trattazione e nello stile, ovviamente assieme al Giustiziere: ti chiedo al riguardo se puoi recensirmi qualcosa di Malika (quella di Sanremo) e la canzone “Come foglie”, che appunto si correla a questa recensione, o anche Karima (quella di Amici o Sanremo). Con riferimento al film, la frase cui alludi è “Avevo vent'anni... Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita”, richiamata da questo lungometraggio in maniera alquanto caustica. Fui soddisfatto di questo scritto domenicale dello scorso maggio, che sottintendeva diverse tematiche correlate in via dialettica: autorità vs libertà (la scena del commissariato); libertà vs incoscienza (la deriva libertaria del film e la inconsapevolezza delle protagoniste destinate, per la loro in-genuità, a soccombere); forza vs anarchia (la repressione finale rispetto alle vicissitudini delle nostre protagoniste); maschile vs femminile (tutta la vicenda in sé), e, non ultimo, cultura patriarcale vs creatività (la scena della Carati che piazza enciclopedie allude ironicamente a ciò, e rispecchia le opinioni dei parrucconi pseudointellettuali del sito vs la novità ed urgenza espressiva rappresentata da Birbabirba, Rivoli, tu stesso o il menzionato Giustiziere). Rammento tuttavia come il più profondo e attuale dilemma che solleva a tutt’oggi il film sia anche quello più snobbato dal dibattito stesso di cui appena sopra, ovvero Lilli Carati vs Gloria Guida, a propria volta contenente dei sotto-dilemmi abissali basati su antitesi profonde e labirintiche (mora vs bionda; bellezza mediterranea vs bellezza nordica; erotismo sfacciato vs malizia; capello selvaggio vs capello curato; eroina vs maternità; pornografia vs Johnny Dorelli; redenzione vs imborghesimento: intervista dalla D’Eusanio vs Domenica In). Interrogati pure tu. Antiteticamente (ma anche gratamente) Tuo, Il_Paolo.
Ezio Vendrame Se Mi Mandi In Tribuna, Godo
Voto:
Bella la rece, grandi Vendrame e Zigoni, stelle di un calcio che non c'è più come quello degli anni '70. Concordo con chi allude al colore biancorosso del viso del Nostro (un incrocio fra George Best e Mauro Corona), il Padova vira del resto più sull'arancione che sul rosso stesso: e Vendrame a Vicenza è mitologia, dietro ovviamente a Rossi, Rondon, Cantarutti, Murgita-Otero, ma non di troppo alla fin fine. Certe operazioni letterarie, come questa ed altre, lasciano magari il tempo che trovano, trattandosi sovente di trascrizioni da parte di solerti redattori del flusso di coscienza, resta la curiosità di leggerle per vedere come autentici funamboli del pallone e non solo abbiano dissipato i loro talenti sull'altare di un valore molto in voga ai tempi: la libertà (non il Popolo della Libertà). Quanto al tuo editoriale sulla Carfagna, non credo sia maschilista e ti rimando ad una mia vecchia riflessione: fra fare Ministro la Velina e senatore il cavallo, non so chi sia messo meglio fra Caligola e l'attuale Presidente. Con la differenza che Caligola era l'incarnazione pretesa di un dio e non risultava eletto con suffragio popolare della maggioranza degli italiani. Italicamente Tuo, ma anche liberamente Tuo, Il_Paolo.
Mal I Grandi Successi Originali
Voto:
Bella recensione, e non credo sia una presa per il culo del mio "stile", se non altro perchè differente è la mission (io l'avrei acclimatato discettando sul fascino del Belpaese per gli inglesi e non solo, pensa al romanzo gotico de "Il castello d'Otranto"). Tu ti occupi della materia con un approccio maggiormente "puro" di me, più attento all'oggetto stesso ed alla valenza dell'Autore. Mal era molto bravo, mi sta simpatico, epocale la sua imitazione da parte degli Skiantos in "Mi piaccion le sbarbine". Comunque ok. Certo, mi fa un po' specie vedere che altri si occupano de "I grandi successi originali"... ma tant'è.
Le Orme Verità nascoste
Voto:
Sei bravo, ma: 1) ti preferisco alle prese con materiale meno "facile", nel senso di scontatamente valido delle Orme; 2) dimmi se sbaglio ma a volte sospetto che nelle tue recensioni vi siano dei messaggi più o meno impliciti a questa tipa poco empatica nei tuoi confronti. Hai mai pensato di sottoporle la lettura della tua rece su Nico Fidenco o, meglio ancora, di preparale un cd con il meglio della musica italiana che apprezzi, specie quella "minore" come piace a me, te, Birba o Rivoli? Fai prima a valutare se desiderei lei o la sua anima; 3) le "Orme" sono ok, a me piace la loro poetica mestrina (Cemento armato), anche negli ultimi lustri Tagliapietra si è convertito ad un orientalismo discutibile. Ad ogni buon conto una tecnica invidiabile ed un gusto per la canzone che non si ritrova in altri gruppi d'epoca prog. Epocalmente Tuo, Il_Paolo