Il_Paolo

DeRango : 6,49
DeEtà™ : 6727 giorni • Qui dal 8 gennaio 2008
Krzysztof Kieslowski Tre colori: Film Blu
Voto:
Bentornata Lavalìn, recensisci un film – ed un ciclo di film – che apprezzo molto; in maniera vivida e vissuta. Quanto alla “trilogia dei colori”, un tempo credevo che i film andassero visti e considerati separatamente, costituendo l’uno e l’evoluzione dell’altro, con “Film rosso” a concluderli e spiegarli. Ho tuttavia capito che mi sbagliavo e che tutti e tre sono, in realtà, “lo stesso film” (così come Il Decalogo), e, nella sostanza, la stessa storia: si tratta solamente della rappresentazione di risposte diverse, ed ambivalenti (la libertà da intendere anche come liberazione, l’uguaglianza da intendere anche come retribuzione della colpa, la fraternità da intendere anche rinuncia a qualcosa di più intenso) allo stesso problema esistenziale, ovvero al trauma di distacco e separazione rispetto a ciò che si è stati, o si pensa di essere, sollecitato da eventi frutto del caso o del destino che in qualche modo chiedono una risposta ed una reazione, ed al contempo un “abiura” di sè. In pratica, in questo e negli altri film trovi delle risposte possibili al quesito che sollevai implicitamente nella mia recensione dello scorso anno su Nicola di Bari (il che potrebbe confermare le critiche di chi ritiene che tu sia un mio fake!) per quanto non si tratti né di risposte pacifiche, né univoche. La sintesi auspicabile è che una delle possibili risposte, la più ineffabile però, ed anche la più difficile da individuare, sia data dal mio quasi omonimo (Il_) Paolo di Tarso, laddove parla dell’Amore (da intendere pur in mille modi) che supera il Tempo, e che viene vivificato dalla prova a cui lo sottopongono il Tempo stesso ed il dolore. Una sintesi che partendo dall’intimo supera tutte le separazioni possibili e la stessa idea del Tempo come passaggio dal passato al futuro. Una specie di eterno Presente, dove tutti i personaggi di questo film e non solo si ritrovano, al fine riuniti. Mi fermo qui e non vado oltre, trattandosi di tematiche vieppiù complesse e lontane da quella che, su queste pagine, era (ma magari “è”) la mia mission: sia mai che a furia di parlare di presente non recensisca “Pierino contro tutti” visto domenica pomeriggio. Presenzialmente Tuo, Il_Paolo.
Toto Cutugno Voglio l'anima
Voto:
C'è un misunderstanding: Toto assomiglia a Gene Simmons (specie dei tempi di "Runaway" con Tom Selleck)e non a Paul Stanley!!!!!! Confrontali ad esempio nella copertina di Lick It Up ('83).
Toto Cutugno Voglio l'anima
Voto:
Tanta logorrea per non mettere i meritati voti...
Toto Cutugno Voglio l'anima
Voto:
Ciao Rivoli, ho visto che hai chiesto di me! Forse non sai che da gennaio ho dato l'addio al sito (almeno come recensore), ritirandomi dalle scene per "mission conclusa" (se passi a dare il giusto 5 alla mia ultima rece ti ringrazio). Dicevo del resto sempre, sulla scia di Gozzano, che "la voce è poca/ e l'arte prediletta immensa", per cui ad un certo punto la voce è finita, e di me non restano che le vestigia. Detto ciò, in questi mesi vi è chi si è fatto alfiere del mio vecchio pallino - ovvero fare di questo sito uno spazio di dibattito a 360° sulla musica ed arte, senza i preconcetti di chi ritiene che la vera musica o arte sia solo l'alternative core svedese o l'hc del Missouri, oppure ancora il jazz lounge pop della Camargue - come Romeo1985, senza parlare di Autori come te o Birbabirba. Vi ricordo sempre con piacere ed alla sera, quando svesto i miei abiti curiali, davanti al mio leggio inforco gli occhiali e leggo alcune delle Vostre recensioni cartacee, oltre che dei commenti di chi ingiustamente Vi critica. Di questo VI RINGRAZIO. Detto ciò: GENIALE l'accostamento fra Gene Simmons (qualche superficiale qua sopra parla a torto di Paul Stanley) e Toto nostro, che come ben sai recensii malamente ai miei esordi.I pezzi che nomini li adoro, ma quello che maggiormente ricordo è "La mia musica", oltre a "Flash", presa appunto dalla mitica trasmissione del giovedì sera "Superflash" di Mike: di quel pezzo richiami correttamente le schitarrate sature ed eccheggianti, anni '80 futuristici ed ancora attuali (ricordo ancora il mitico salotto in cui lo guardavo!!!!!!!), ma il testo, dove lo mettiamo? Lo posto qui come regalo e merito al mio ispiratore principe ("Andrea True Connection" è una delle tue migliori, iniziai a scrivere per imitarti). Dunque, leggiamo come Toto mescolasse privato e politico: Non m'aspettavo piu'
una notizia come questa
all'improvviso tu...
io m'innamoro a prima vista
un solo incontro e poi,
ti ho messo qui sul mio giornale,
e' un giornale senza prezzo, sai...
che leggo solo io ah ah ah...
Per quel sorriso in piu'
sei come una frecciata al cuore
e fra la gente tu,
ti cerco senza far rumore,
e poi la mano mia
ti stringe, poi ti porta via,
il grande titolo a sorpresa e':
"Il primo bacio fra di noi" ah ah ah
Flash... dentro gli occhi miei
Flash... chissa' per te cosa darei
Sei apparsa come un lampo tu
Per te cosa farei ah ah ah
Un lungo vertice
sui problemi del futuro
in prima pagina
sul giornale del mio cuore
e poi un sciopero
per contrasti tra di noi,
l'ultimissima edizione e'
"Cerco casa insieme a te"
Flash... dentro i sogni miei
Flash... chissa' per te cosa farei
Sei apparsa come un lampo tu
Per te cosa farei ah ah ah. Tot-almente Tuo, Il_Paolo
Alunni del Sole Raccolta di successi
Voto:
Questa è veramente la tua migliore!!! Nulla da aggiungere. Apprezzo molto la sovrapposizione delle immagini nella parte finale dello scritto, c'è una specie di montaggio incrociato dalla stanza arredata in stile fanè al tuo viaggio in treno verso questa ragazza che ti ha dato buca che, sinceramente non avrei saputo descrivere meglio. L'aspetto positivo delle tue recensioni è che anche sulle vicende tristi della vita imposti una forma di "ottimismo disincantato" davvero apprezzabile.
Orietta Berti Io, tu e le rose e altri successi
Voto:
Ah, Romeo, dimenticavo. Lei mi è sempre stata simpatica: una donna della nebbia padana con i capelli rossi come un sole che risplende.
Orietta Berti Io, tu e le rose e altri successi
Voto:
Non ho letto tutto il dibattito sorto dalle recensioni di Romeo1985 ma qua e là ho colto la posizione non troppo tollerante di molti (tipo anche il buon IRIDE che saluto cordialmente) che, nella sostanza, censurano la condotta del recensore per il fatto di essere o un provocatore, o un fake, oppure un sincero ascoltatore di musica da me definita, in tempi non sospetti, “minore”. Non voglio prendere le difese di chicchessia, ma mi sembra che l’esperienza relativa alle mie vecchie recensioni non abbia insegnato molto: il mio pensiero è che ognuno sia libero di scrivere, ed ognuno di commentare, e che il valore aggiunto del sito sia nel rapporto fra qualità della recensione e dei commenti. A volte sembra che recensire musica disprezzata dai più sia un esercizio di stile, ma a tratti il dibattito che ne viene fuori, se costruttivo, può essere più profondo di quello sorto a margine di artisti serii. Detto questo, invito Romeo1985 a non mollare, e lo ringrazio di proseguire (seppure in parte e con un diverso mood) quella che un giorno fu la mia “mission” e che oggi è un simpatico ricordo. Agli altri dico: se vi infastidisce, perché commentate? Tra l’altro, la vostra irritazione mi potrebbe spingere a tornare a dar manforte a Romeo1985, rammento che Lena Biolcati non l’ha recensita nessuno, e neppure Gianni Miani o Sandro Giacobbe. Minacciosamente Vostro, Il_Paolo
Nico Fidenco I Successi di Nico Fidenco
Voto:
Caro Romeo1985, migliori ad ogni recensione, cominciando in questa a mettere in luce alcuni dati, apparentemente extratestuali, che arricchiscono il tuo ordito narrativo migliorandone nel complesso l’efficacia. Penso, in particolare, al riferimento fatto ad un personaggio del noto film “Il sorpasso” di Risi (’62), che dona una patina interdisciplinare e rievocativa allo scritto, oppure ancora ai ripetuti rimandi eticizzanti e sentimentali desunti dalle liriche di Fidenco, che finiscono per acclimatare il lettore in un classico, e come ben dici vellutato, clima di nostalgia o ricerca del tempo e del bene disiati. Il tutto con ascendenze, più o meno recondite, di carattere proustiano, dove il ricordo viene rivisitato, forse riscritto e addirittura ricreato (sopravvalutando in ciò se stessi, la propria memoria, l’oggetto stesso dei propri ricordi, ma ergendosi parallelamente ad autori del proprio “Io”, vivificando in qualche modo il Presente e l’Attuale). Apprezzo dunque molto e ti ringrazio per la bella pagina, che in parte mi rammenta ciò che fui. Al riguardo, seguendo le mie orme – anche nella selezione dei topoi recensorei, oltre che degli autori prediletti (io scrissi di Jimmy Fontana, che assieme a Fidenco stesso, Gianni Meccia e Riccardo Del Turco forma una sorta di tetrarchia della musica da intrattenimento e confidenziale dei sixties italici) – mi ricordi molto un personaggio borgesiano, che ad un certo punto si mette in testa di riscrivere il Don Chisciotte di Cervantes, senza copiarlo, ma ponendosi nelle medesime condizioni del defunto autore spagnolo, facendo in modo di essere “lui” e di riprenderne, ricrearne, l’opera (mi rimandi peraltro anche a “Tenebre” di Dario Argento come ulteriore esempio di mimesi fra scrittori/autori. Brrrr). Sei ancora un poco lungi dall’attingere questo obiettivo – che peraltro non ti auguro del tutto – perché il “fu” Il_Paolo avrebbe impepato la recensione con un paio d’informazioni che sembrano esserti sfuggite: non solo il dato essenziale di un Fidenco autore ed interprete di sigle di cartoni animati nei primi anni ’80, ben richiamato da altri commentatori (io ricordo con affetto “Don Chuck Castoro”, forse uno dei più belli e divertenti dell’epoca), ma anche, e soprattutto, il rilievo di un Fidenco (presunto) autore di colonne sonore per film soft e (forse) hardcore, epitome dunque delle molteplicità dell’essere e dell’ambiguità gianica dei membri della predetta tetrarchia (ti rinvio al Jimmy Fontana da me recensito). Partendo da qui avresti potuto sviluppare una riflessione sulle molteplicità del mondo e sulla labilità dello stesso tentativo di coglierne l’essenza, a fronte del quale ciò quel ci è resta impresso nella mente dopo una determinata esperienza può essere fantastico quanto una vicenda inventata ex nihilo: il che ti spiegherebbe anche il significato implicito nel fantomatico verso “legata ad un granello di sabbia”, come ricreazione di un universo liquido ed informe alla Dalì, a fronte della impossibilità di una piena e razionale cognizione del mondo e della vita per come essi sono. Ricreativamente Tuo, Il_Paolo.
Toto Cutugno L'italiano
Voto:
Grazie Romeo1985, persone come te o Il Giustiziere rendono meno solingo il mio ritiro dal mondo delle recensioni, e proseguono idealmente, come ben sai, la mia antica mission, con gli irriducibili Birba e Rivoli, rendendo peraltro questo sito più completo e - perchè no? - simpatico della concorrenza (es. Ondarock ma anche Scaruffi). Cogli nel segno con "La notte" (ma Adamo non rientra nel mio canone di arte "minore" per ragioni un po' complesse a spiegarsi qui e ora), benchè io abbia un debole per "Non sei tu", altro evergreen del bardo italobelga. Ascoltale e comparale: oltre alla sublime tecnica dei gorgheggi finali nel pezzo di Adamo, c'è un messaggio diametrico nei rispettivi testi. Giusy chiede ad un altro di non essere dimenticata (non sapremo mai le cause dell'abbandono, ed in questo vi è l'indeterminatezza della Poesia) mentre Adamo rivendica a se stesso il diritto di dimenticare un'altra, come pretesa nascente dalla disillusione o dal disvelamento - schopenaueriano? - della realtà (anche qui non sappiamo le cause, tutto è avvolto in una mancanza di determinismo che ammalia). Continua così, ricordando che tutto è recensibile e tutto è dicibile (con garbo ed educazione, senza cadere nelle trappole dei provocatori e pretesi detentori del Verbo e del Logos). Logicamente Tuo, Il_Paolo
Alexia Il Cuore A Modo Mio
Voto:
Come sopra. Di Alexia mi piace una certa carica ottimistica, il suo cuore e la sua anima vibrano sicuramente in "maggiore". Ciò non toglie che si tratti di musica rientrante nel mio canone di arte "minore"... con voti di conseguenza. Conseguentemente Tuo, Il_Paolo