SQUIREISGOD

DeRango : -0,05
DeEtà™ : 6502 giorni • Qui dal 20 agosto 2008
Rick Wakeman The Six Wifes Of Henry VIII
Voto:
Se devo ascoltare musica per sole tastiere, preferisco Scarlatti o Liszt, ma "Six Wives" è molto ben riuscito, spettacolare il medley nel live di Montreux (Yes). Fra le altre sue release solistiche, "King Arthur" e "Criminal Record" sono interessanti, mentre "Journey To The Centre Of The Earth" a me personalmente fa schifo.
Sex Pistols Never Mind The Bollocks, Here's The Sex Pistols
Voto:
Il declino culturale della società inizia da qui. I grandi vengono considerati pomposi e pretenziosi (e quel che è più insopportabile anche pacchiani), invece quattro cerebro-lesi mocciosi di periferia si presentano, suonano e cantano nel peggior modo possibile e vengono considerati pietre miliari nella storia del rock ed imitati da decine di migliaia di giovani ancora oggi e chissà per quanti anni ancora. Rock'n'Roll Hall Of Shame.
The Velvet Underground White Light/White Heat
Voto:
Ho letto una recensione di questo disco illuminante: "a conferma di quanto sia utile avere del gusto, anche un assolo di tastiere può non essere barocco, qualunque cosa pensi chi è svezzato a pane e punk". Complimenti. Intanto chi è svezzato a pane e punk è l' ultima persona al mondo in grado di dare lezioni di gusto, poi che gli assoli di tastiere siano kitsch è solo la stupida opinione generale (molto diffusa). Chi è di buon gusto, i Sex Pistols?
Hatfield and the North The Rotters' Club
Voto:
Ho visto gli Hatfield And The North nella primavera del 2006 a Gorizia Jazz, bellissimo concerto. Musicalmente i gruppi di Canterbury (Caravan, HATN, National Health) sono tra i più affascinanti di tutto il progressive, ma andrebbero mandate a fare pompini quelle coriste, che hanno rovinato la fantastica suite "Mumps" ed il primo disco dei National Health; nel primo degli Hatfield cantano un po' meglio e per fortuna mancano in "Of Queues And Cures", forse l' apice del genere.
Styx Pieces Of Eight
Voto:
Vorrei tirare le orecchie non alle signore in copertina ma all' autore de libro sul prog, che liquida Kansas e Styx come "tutta scena". "Pieces Of Eight" è uno dei dischi che amo di più tra quelli usciti nella seconda metà dei settanta; la canzone del titolo (nel lato B) e tutta la prima facciata sono i momenti migliori. Anche "Equinox" , "Crystal Ball" e "The Grand Illusion" sono più interessanti dell' anonimo "Paradise Theater" (molto bella solo "The Best Of Times")).
Tokio Hotel Scream
Voto:
solo commerciali, ma alla fine degli anni novanta c'era di peggio: una boy-band chiamata five, gruppo di merda più di qualsiasi altro.
Yes Yessongs
Yes Yessongs
21 ago 08
Voto:
"Yessongs" per me è stata una grande delusione, con la sua fama leggendaria mi aspettavo ben altro. Non si discute ovviamente la prestazione dei musicisti, ma la qualità audio (o produzione, non me ne intendo) è molto scarsa. Confrontatelo con il concerto di Montreux del 2003. A questo live preferirò sempre le versioni in studio, anche se eseguiti dal vivo alcuni brani sono allungati in coda e più completi (ad esempio "Siberian Khatru", "Starship Trooper").
Yes Drama
Yes Drama
21 ago 08
Voto:
A Trevor Horn sarò sempre grato per aver prodotto lo splendido "The Lexicon Of Love" degli ABC. Come cantante non è neanche lontanamente da paragonare ad Jon Anderson (per fortuna manca solo qui), ma almeno due canzoni sono da evidenziare, "Does It Really Happen?" e soprattutto "Tempus Fugit", musicalmente irresistibile sia per le tastiere che per il basso (non a caso fa parte del medley "White Fish" nei concerti). Non vorrò MAI sentire Trevor nel Drama Tour a cantare i classici.
Yes 90125
Yes 90125
21 ago 08
Voto:
Dopo "Going For The One" gli Yes non sono più riusciti a comporre capolavori, ma questo "90125" è un discreto album, rivalutato dalla storia se si considera quello che hanno combinato negli anni successivi, dal modesto "Big Generator" (tranne i due singoli) ai vergognosi "Union" e "Talk" (il punto più basso). La mia canzone preferita in questo Lp è senza dubbio "Our Song", ma le trovo gradevoli quasi tutte, da "It Can Happen" all' hit-single. Non mi piace affatto "Leave It", inspiegabilmente inserita nelle varie antologie. Certamente Rabin non è Howe, ma neanche gli Asia, nonostante una formazione da supergruppo (Steve, Palmer & Wetton) hanno fatto un gran che.
Dimmu Borgir Enthrone Darkness Triumphant
Voto:
Superbo! Il miglior symphonic black mai concepito, addirittura superiore al contemporaneo "Anthems" degli Emperor. "Morning Palace", "Spellbound By The Devil", "Prudence Fall", "A Succubus In Rapture" e la clamorosa "In Death's Embrace", con quell' incredibile assolo pianistico; tante perle che lo elevano tra i più grandi dischi black di sempre. Di "Stormblast" mi piace solo la nuova versione.