dreamwarrior

DeRango : 1,26
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Ozzy Osbourne-Randy Rhoads Tribute
Voto:
Non basta circondarsi di grandi nomi per fare grandi dischi. Per quanto le prove dei musicisti coinvolti (tra cui un certo Rick Wakeman) siano impeccabili è la fase compositiva a non convincere. Tolti quei due ottimi brani per album il resto è riempitivo e nulla più. Ciò è grave soprattutto alla luce di dischi in cui riempitivi non ve ne erano. Se Rhoads, Wilde o Lee hanno impreziosito l'opera ozzyana è altrettanto vero che l'Ozzy di inizio anni 80 non è lo stesso di inizio 2000 e che per quanto si sia sempre circondato di musicisti che contribuissero in modo determinante nella fase compositiva penso che la "ruggine" abbia intaccato a poco a poco la sua di capacità compositiva/valutativa. Non voglio credere che i primi lavori siano stati scritti completamente da Rhoads ed i successivi da Wilde, ma in ognuno di essi c'è stato spazio per tutti ma sotto la supervisione e l'ultima parola dello stesso Ozzy.
Ozzy Osbourne-Randy Rhoads Tribute
Voto:
Io ritengo che sia sempre poco proficuo fare paragoni tra chitarristi, un po' come fare i paragoni tra Maradona e Pelè. Sono i contesti storici che smentirebbero una possibile competizione. Rhoads era e resta un genio della chitarra, ma ha avuto dalla sua una troppo breve carriera e da comprimario di un certo Ozzy Osbourne che resta il padre putativo di tutte le opere in cui Rhoads ha suonato. Egli avrà contribuito in modo assoluto in fase compositiva, ma tra venti anni Blizzard of Ozz verrà ricordato come il primo capolavoro di Osbourne in cui suonava un promettente chitarrista prematuramente scomparso. Rhoads verrà ricordato sempre dopo Ozzy!!!Probabilmente Romeo & Co. non lo saranno altrettanto, ma anche perchè non avranno mai l'occasione di incidere albums così importanti nella storia del rock. Wilde anche è stato discepolo di Ozzy, ma nella fase della sua carriera "discendente", quando lavori come Rest for the wicked e No more tears, per quanto buoni non potevano competere con il glorioso passato e la produzione successiva è assolutamente da dimenticare.
Frank Zappa Shut Up 'N Play Yer Guitar
Voto:
Da tener presente che spesso i suoi assoli live venivano poi usati per bran ida studio. Sostanzialmente è sull ostesso livello di guitar.
Ozzy Osbourne-Randy Rhoads Tribute
Voto:
Un altro appunto: non elogiamo solo gli artisti che vincono premi, perchè dietro tale assegnazione vi sono spesso i giochi di potere delle case discografiche. Senza nulla togliere a Rhoads ma si conoscono bene le magagne che sempre ci sono state per la vincita del famigerato premio. Altrettanto poco attendibili risultano essere poi le fantomatiche classifiche stilate da altrettanto fantomatici esperti. Valutate con le vostre orecchie...
Ozzy Osbourne-Randy Rhoads Tribute
Voto:
Difatti confronti tra chitarristi appartenenti ad epoche musicali così diverse non dovrebbero farsi. Ai suoi tempi Rhoads aveva come punti di riferimento e di competizione proprio la triade Iommi/Blackmore/Van Halen, mentre Wilde si è trovato davanti tutti i cosiddetti "shredder" e di cui, nonostante la caratura tecnica, non fa parte, ma è inevitabile che lo sviluppo artistico del musicista è influenzato da ciò che lo circonda. Naturalmente se ci mettiamo a fare il triste e inutile confronto tra chi è più bravo a suonare probabilmente la gara la vincerebbe Wilde, ma ad ispirazione Rhoads, per quel poco che ha fatto con Ozzy, sembra nettamente superiore.
Ozzy Osbourne-Randy Rhoads Tribute
Voto:
Però bisogna fare una considerazione: quelli che verranno ricordati saranno i magnifici dischi di Ozzy Osbourne con la splendida prestazione di Randy. Lo sfortunato chitarrista purtroppo non ha potuto deliziarci con album solisti per verificare le sue grandi potenzialità senza la supervisione del mecenate Ozzy. La stella di Randy Rhoads avrà questo unico limite insuperabile.
Ozzy Osbourne-Randy Rhoads Tribute
Voto:
C'è una famosa intervista di Malmsteen in cui critica aspramente (ed anche prestuosamente)tutti i chitarristi, da Satriani a Vai salvando, tra i pochi, proprio Zakk Wilde. La grande dote di Rhoads era di riuscire ad unire la grantica potenza di un Tony Iommi, il classicismo di Blackmore nonchè il funambolismo di Van Halen, ma con un gusto tutto personale e questo lo eleva nell'Olimpo del chitarrismo moderno. Che poi la sua leggenda sia stata "pompata" dalla sfortunata sorte, questa è una cosa che purtroppo devo ammettere. Wilde è diverso da Rhoads, anche nell'approccio alla musica. Pur prendendo spunto dal "riffare" alla Sabbath, la sua anima musicale è malatamente blues e basta ascoltarlo anche quando si cimenta al canto per rendersene conto. Imitare alla perfezione i solismi di un musicista non è espressione di uguaglianza, anche perchè bisognerebbe sempre essere nella testa del musicista cge per prima ha creato. Ma proprio perchè sono musicisti sostanzialmente diversi il paragone difficilmente regge, un po' come scegliere il più bravo tra Steve Vai e Pat Metheny...
Tony Tammaro The Dark Side of the Moonnezz
Voto:
Ricordate di togliere le suole di gomma dagli zoccoli per il mare, altrimenti, che tamarri siete?
Tony Tammaro The Dark Side of the Moonnezz
Voto:
Un maestro della vera napoletanità. Riascoltate Si piglio o posto, Patrizia, Il parco dell'amore, Inta a villa comunale, la cinquescento. Un mito...
Artension New Discovery
Voto:
Grandissimi i primi due album, poi cadano nella monotonia e nel ripetitivo soprattutto a causa dello strapotere in fase esecutiva/compositiva che viene concesso al tastierista Vitalij Kuprij. Si tratta di un grande pianista e concertista classico che però, quando veste i panni del metallaro finisce per diventare la parodia di sè stesso. Se i suoi album solisti sono perle di prog neoclassico, quando compone per gli Artension cade sempre nei soliti clichè del genere riempendo di monotonia ogni composizione. Probabilmente soffrirà la forma canzone...Consigliato il suo primo album solista High dedinition in coppia con Greg Howe.