dreamwarrior

DeRango : 1,26
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Robert Harmon The Hitcher - La Lunga Strada Della Paura
Voto:
Un mistero le ragioni per cui Hauer non ha mai ottenuto i giusti riconoscimenti. Hanno premiato calzette e mezze calzette, ma di lui hanno anche dimenticato che esistesse.
Robert Harmon The Hitcher - La Lunga Strada Della Paura
Voto:
Grazie a tutti. Qualche anno fa è stato girato un numero 2, sempre con Tomas Howell, che non sembra invecchiato di un solo giorno. Inutile dire che trattasi di cagata pazzesca.
U2 Under A Blood Red Sky
Voto:
Un live di transizione tra i vecchi U2 e quelli targati Brian Eno. La recensione è troppo semplicistica, scritt in fretta e furia. Consiglio di dedicare più tempo ai propri scritti.
Aerosmith Draw The Line
Voto:
I voti
Aerosmith Draw The Line
Voto:
Beh, telespalla, posso condividere la tua opinione sugli ultimi Aerosmith quelli che per intenderci ci hanno propinato all'epoca del film Armageddon. Ma questi Aerosmith, quelli dei primi dischi, erano l'emblema del rock stradaiolo, sfrontato e tossico che tanti emuli avrebbe avuto in seguito.
Jethro Tull Benefit
Voto:
Una domanda a cui magari può rispondere qualche tuller sfegatato: come mai Ian Anderson fa la gru quando suona il flauto?
Radiohead In Rainbows
Voto:
Ed invece no, signor Conte Dracula. La soddisfazione che si prova nello smontare un artista che non si gusta non ha prezzo. Io non condivido una sola parola scritta dal Rivoli ma non posso non ammettere che la recensione riesce nel pieno intento di "fare a pezzi" il gruppo recensito. Cioè, se si schifano i Radiohead penso sia il modo migliore per farlo capire agli altri. Condivido l'opinione di qualcuno che vedeva nel suddetto scritto il tentativo di emulare Scaruffi, ma, sicuramente il Rivoli, rispetto al Piero nazionale, mai si sognerebbe di recensire l'ultimo libro di ornitologia pubblicato :-)
Jethro Tull Benefit
Voto:
Memorabile la trilogia folk. Con tick as a brick l'impressione è di volersi unire al carrozzone prog imperante all'epoca. Potrebbe sembrare un non sense se si pensa alla complessità della suite, ma a farmelo piacere leggermente di meno rispetto alla succitata trilogia è proprio il presunto intento commerciale.
Radiohead In Rainbows
Voto:
Non condivido la recensione, anche se mi piace lo stile. Se si vuole affossare il disco penso che sia il modo più critico per farlo. Tra i tanti doppioni nessuno che abbia messo quello che è, secondo me, il voto più adatto e cioè un tre stelline. Non è all'altezza di un capolavoro quale Ok Computer o The bends, ma pur sempre un disco che suona dannatamente Radiohead. Non è innovativo, ma non sempre questo è un male.
Jethro Tull Benefit
Voto:
Difatti, furono proprio Tick as a brick e A passion play a far confluire i JT nel gran calderone del rock progressivo. Del genere non ne sono mai stati pionieri, ma più che altro attenti utilizzatori.